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La Stampa Rassegna Stampa
30.04.2021 Il film su Edgardo Mortara: Bellocchio alla regia
Commento di Fulvia Caprara

Testata: La Stampa
Data: 30 aprile 2021
Pagina: 22
Autore: Fulvia Caprara
Titolo: «Bellocchio e il caso Mortara dopo la rinuncia di Spielberg: 'Una ricostruzione storica'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 30/04/2020, a pag. 22, con il titolo "Bellocchio e il caso Mortara dopo la rinuncia di Spielberg: 'Una ricostruzione storica'", il commento di Fulvia Caprara.

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Fulvia Caprara

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La copertina del libro di Daniele Scalise sul caso Mortara (Mondadori ed.)

Marco Bellocchio rimpiazza Steven Spielberg, girerà il film sul bambino  ebreo rapito dal Papa
Marco Bellocchio, Steven Spielberg

Una notte a Bologna, nel 1858, quando era potuto succedere che un gruppo di soldati agli ordini dell'Inquisitore entrasse nella casa del commerciante ebreo Momolo Mortara e strappasse dalle braccia del padre il figlio Edgardo, di sei anni, in lacrime, con l'obiettivo di portarlo a Roma. La ragione del rapimento risaliva al segreto battesimo con cui la governante cattolica della famiglia Mortara aveva provato, anni prima, a sottrarre il bimbo alle conseguenze letali di una grave malattia. Venuto a conoscenza dei fatti, l'Inquisitore della città aveva ordinato che il piccolo venisse preso in custodia per essere educato in un monastero secondo i principi cristiani. La legge della Chiesa stabiliva, all'epoca, che nessun bambino cattolico potesse essere allevato da genitori ebrei. Una storia esemplare. Se l'avesse raccontata Steven Spielberg, così come aveva annunciato nel 2014, si sarebbe detto che il regista americano volesse portarla sul grande schermo per due ragioni fondamentali, l'attenzione, sempre vivissima, per le proprie radici ebree e per i retaggi antisemiti, e la presenza di un protagonista ragazzino, caratteristica ricorrente di tante sue opere. La sceneggiatura avrebbe dovuto prendere le mosse dal libro di David Kertzer Prigioniero del Papa Re, mentre per il cast erano già stati fatti i nomi di Mark Rylance e Oscar Isaac. Succede, invece che Spielberg, dopo aver a lungo cercato il piccolo protagonista, getti la spugna e si dedichi ad altro. Al suo posto entra in scena Marco Bellocchio, che durante il viaggio americano per promuovere II Traditore, viene a sapere della rinuncia.

A partire dalla stessa vicenda, il film, scritto con la regista e sceneggiatrice Susanna Nicchiarelli e con lo scrittore Stefano Massini, si intitoleràLa conversione: «La storia di Edgardo Mortara - ha fatto sapere Bellocchio - si intreccia con svolte storiche cruciali, tra cui la caduta del potere temporale della Chiesa». Prodotto da Rai Cinema con la Ibc di Beppe Caschetto e con la Kavac Film di Simone Gattoni, La conversione sarà girato a Bologna, Roma e altre città europee: «L'approccio alla questione - ha dichiarato l'ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco - sarà quello di una persona agnostica. Ciò che ha interessato Bellocchio è il mistero di una conversione che affonda le radici in una terribile violenza perpetrata ai danni di un bambino. Una violenza dovuta al fanatismo religioso e alla convinzione secondo cui, in nome della religione, tutto si possa fare». Al centro della narrazione, basata sullo studio di documenti originali, con la collaborazione della storica Pina Todaro, si muoveranno, oltre al giovane Edgardo, i suoi genitori, il Papa Pio IX, l'inquisitore Gaetano Feletti e il fratello Riccardo che aveva combattuto, con valore, nella presa di Porta Pia. Divenuto sacerdote e deciso, per molti anni, a rifiutare i contatti con la famiglia d'origine, Mortara morì 90enne, nel 1940, a Liegi, in tempo per assistere agli orrori del nazismo e dell'odio antisemita. Nel destino del piccolo Edgardo c'è la denuncia delle deviazioni del potere temporale dello Stato Pontificio, poco prima della sua definitiva capitolazione. Il gesto durissimo compiuto dall'ultimo Papa Re divenne bandiera della campagna rivoluzionaria di Mazzini e di Garibaldi, estremo esempio di un'intrusione, di un'amputazione di libertà, in contrasto aperto con il modello di Stato laico e moderno cui avrebbe dovuto tendere l'Italia in via di proclamazione. Tutti temi in linea con l'ispirazione bellocchiana, con il suo sguardo problematico sulla religione e sull'uso della coercizione come strumento per affermarne i principi.

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