domenica 14 luglio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
04.03.2021 Attentato in Svezia, censura della Stampa
Cronaca di Monica Perosino, ma non viene fatto cenno alle origini del terrorista

Testata: La Stampa
Data: 04 marzo 2021
Pagina: 15
Autore: Monica Perosino
Titolo: «Svezia sotto shock, ritorna il terrorismo»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 04/03/2021, a pag.15 con il titolo "Svezia sotto shock, ritorna il terrorismo" la cronaca di Monica Perosino.

La Stampa è attenta a censurare ogni notizia che potrebbe ricondurre alle origini del terrorista che ieri ha colpito in un piccolo centro in Svezia. Non stupisce su un giornale a cui il direttore Massimo Giannini ha impresso una svolta politicamente corretta.

Ecco l'articolo:

Risultati immagini per monica perosino
Monica Perosino

Man injures eight with axe in Vetlanda, Sweden before being shot, arrested  - ABC News
La scena dell'attentato

Una furia durata pochi minuti, un coltellaccio brandito contro otto persone, probabilmente scelte a caso, che rimangono a terra in un lago di sangue. Urla, schizzi rossi sulle vetrine dei negozi, chi vede cosa sta succedendo resta paralizzato dalla paura, le prime telefonate iniziano ad arrivare al numero delle emergenze. Almeno due persone sono ferite gravemente e in condizioni critiche. Ieri alle 15, il pomeriggio pieno di sole di Vetlanda, sonnolenta cittadina circondata dalle foreste dello Smäland, nel Sud della Svezia, è piombato nel terrore. Un ventenne si è lanciato all'assalto dei passanti, in una delle vie dello shopping del centro, vicino alla stazione ferroviaria che collega la città di circa diecimila abitanti alla capitale. In meno di trecento metri l'aggressore ha colpito con rabbia e determinazione in cinque luoghi diversi prima di essere fermato con un colpo di pistola a una gamba da un agente. E crollato vicino a una scuola, alcuni testimoni diranno che si stava dirigendo proprio H. Ancora non sono chiari movente e nazionalità dell'aggressore, di cui si sa solo, come ha detto la polizia ieri sera, che «risiede in una delle città sugli altipiani dello Smäland e ha piccoli precedenti penali». L'unica certezza è che da «tentato omicidio» con il passare delle ore ha preso corpo l'ipotesi di «crimine di matrice terroristica». Il capo della polizia locale, Jonas Lindell, che sta collaborando con la Säpo, ha anche aggiunto che l'aggressore ieri sera non era ancora stato interrogato, «perché in ospedale», ma non voluto chiarire in che condizioni. Stesso riserbo anche per le 8 vittime. In attesa che si chiarisca la dinamica e soprattutto il movente dell'assalto, il primo ministro svedese Stefan Löfven ha condannato questo «atto terribile», esortando tutti a «inviare un pensiero alle persone colpite dalla violenza e agli uomini e alle donne dell'assistenza sanitaria, della polizia e del comune che lavorano per prendersi cura dei feriti e ripristinare la sicurezza». La polizia di Vetlanda non aveva avuto informazioni sul rischio di un attacco imminente, anche se i servizi di intelligence considerano alta la minaccia terroristica in tutto il Paese, soprattutto quella di matrice islamica, anche se negli ultimi due anni gli sforzi di prevenzione si concentrano anche sui gruppi neonazisti. La Svezia è stato presa di mira due volte negli ultimi anni. Nel dicembre 2010, due esplosioni quasi simultanee colpirono il centro di Stoccolma, provocando un morto e due feriti. Si trattò di un attentato suicida, preceduto da minacce jihadiste, in cui si condannava tra le altre cose la presenza militare della Svezia in Afghanistan. Nell'aprile 2017, sempre nella capitale, un richiedente asilo uzbeko respinto e radicalizzato falciò i pedoni con un camion rubato, uccidendo 5 persone. Simpatizzante dell'Isis, volle «convincere» il governo svedese a cessare l'addestramento militare in Iraq.

Per inviare alla Stampa la propria opinione, telefonare: 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@lastampa.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT