venerdi 12 luglio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
14.06.2024 G7, svolta per l'Ucraina 50 miliardi dai beni russi Mosca minaccia ritorsioni
Cronaca di Claudio Tito

Testata: La Repubblica
Data: 14 giugno 2024
Pagina: 2
Autore: Claudio Tito
Titolo: «G7, svolta per l'Ucraina 50 miliardi dai beni russi Mosca minaccia ritorsioni»

Riprendiamo da LA REPUBBLICA di oggi, 14/06/2024, a pag. 2, con il titolo "G7, svolta per l'Ucraina 50 miliardi dai beni russi Mosca minaccia ritorsioni", la cronaca di Claudio Tito.

a Lecce il giornalista Claudio Tito
Claudio Tito
G7 leaders strike deal on $50bn loan to ...
I leader del G7. Il tema della difesa dell'Ucraina risulta uno dei nodi centrali di questo G7 italiano. 50 miliardi di dollari frutto del congelamento degli asset russi saranno destinati al processo di ricostruzione e al rafforzamento militare di Kiev

BARI— Cinquanta miliardi di dollari di aiuti all’Ucraina. Da consegnare entro il 2024. E da finanziare con gli interessi maturati dalle proprietà russe “congelate” in Occidente. Il G7 trova l’accordo su una misura che sembrava sull’orlo del fallimento. Oltre ai 60 miliardi di euro già stanziati dall’Ue, i 50 miliardi di dollari approvati di recente dal Congresso Usa. Ora si aggiunge quest’altro pacchetto che potrebbe ulteriormente salire fino a 55 miliardi in base al tipo di tassazione che ogni singolo Paese applicherà. Sebbene sia stata utilizzata una formulazione piuttosto vaga: «circa» 50 miliardi. Si tratta di un provvedimento che consentirà a Kiev di avviare la ricostruzione e indirettamente di difendersi meglio dagli attacchi russi. La tempistica scelta non è casuale: in concomitanza con il periodo estivo in cui le battaglie saranno ancora più cruente e in vista delle elezioni presidenziali americane che potrebbero segnare un cambio della guardia alla Casa Bianca. Il ritorno di Donald Trump viene considerato un rischio da cui mettersi al riparo facendo in anticipo tutto il possibile. Per il magnate americano, dunque, sarà più difficile fare marcia indietro. Non è un caso che la reazione del Cremlino sia stata immediata. I tentativi da parte dell’Occidente di appropriarsi dei proventi dei beni russi congelati «sono criminali e porterebbero a una risposta da parte di Mosca molto dolorosa per l’Unione europea», ha avvertito la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «Abbiamo raggiunto un accordo politico – ha annunciato Giorgia Meloni in qualità di presidente di turno dei “Grandi” – Non si tratta di una confisca ma di profitti che maturano. Era un risultato non scontato di cui vado particolarmente fiera. Ora dovrà essere definito dal punto di vista tecnico». Gli aspetti tecnici riguardano la corretta formulazione giuridica per evitare ricorsi che negli Stati di diritto sono sempre possibili e le garanzie da prestare in caso di impossibile utilizzo degli stessi asset “putiniani”. Il meccanismo infatti è semplice e punta a evitare che siano i contribuenti a pagare il prezzo degli aiuti: questi 50 miliardi di dollari verranno rimborsati con gli interessi maturati ogni anno (circa 3,5-5 miliardi di euro ogni anno) dai beni russi sequestrati (fondi, titoli di Stato, azioni etc, dal valore di oltre 350 miliardi di dollari). Sostanzialmente per restituire la cifra ci vorranno almeno una decina di anni. Ma se quei beni non dovessero più produrre interessi (ad esempio perché si raggiunge una tregua o la pace e vengono riconsegnati a Mosca) chi garantirà? Gli Usa avrebbero voluto una manleva dell’Ue, considerata più affidabile. Alla fine ogni Stato garantirà in base alla dimensione del Pil. Ma non è escluso che l’Unione possa prevedere una rete protettiva collettiva su questo punto specifico. Tutte questioni di cui i leader hanno discusso direttamente anche con il presidente ucraino Zelensky. Questo «accordo formidabile», ha sottolineato il presidente statunitense Biden, dimostra che «non stiamo facendo marc ia indietro e che Putin non ci logorerà, né ci dividerà». «Ci troviamo in un momento critico della brutale e illegale invasione dell’Ucraina da parte della Russia. È tempo che gli Usa e i nostri alleati – ha detto la segretaria Usa al Tesoro, Janet Yellen – sblocchino il valore dei beni russi in modo che l’Ucraina possa ottenere il sostegno finanziario di cui ha urgentemente bisogno». Secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, «sosterremo Kiev per tutto il tempo necessario. È anche un segnale forte per Putin: non può vincere». Tra i più entusiasti il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sebbene formalmente questi fondi non dovrebbero essere direttamente destinati agli scopi militari. Per questo ripete che servono altri 40 miliardi di euro l’anno per la difesa. A margine del G7 Usa, Canada e Gran Bretagna hanno sottoscritto un altro documento contro la Russia. La loro preoccupazione si concentra sui tentativi del Cremlino di inquinare e influenzare le campagne elettorali occidentali. Si cita la Moldavia ma il riferimento concreto è il prossimo voto in America in cui nello scontro tra Biden e Trump Putin sta chiaramente tentando di sostenere il secondo.

Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

 


rubrica.lettere@repubblica.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT