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La Repubblica Rassegna Stampa
14.04.2024 Putin diffonde articoli falsi di Repubblica usati contro Kiev
Analisi di Giuliano Foschini

Testata: La Repubblica
Data: 14 aprile 2024
Pagina: 7
Autore: Giuliano Foschini
Titolo: «Profili fake e articoli mai scritti le reti filo Putin usano Repubblica per fare propaganda contro Kiev»

Riprendiamo da LA REPUBBLICA di oggi, 14/04/2024, a pag. 7, con il titolo "Profili fake e articoli mai scritti le reti filo Putin usano Repubblica per fare propaganda contro Kiev", l'analisi di Giuliano Foschini.

Festival Internazionale del Giornalismo
Giuliano Foschini

Vladimir Putin. E' in corso una nuova campagna di disinformazione russa contro l'Italia, in cui vengono usate pagine false di un clone di La Repubblica, con la stessa grafica, ma contenuti di propaganda russa.

Non lasciano. Ma rilanciano. Con l’avvio della campagna elettorale per le elezioni europee si stanno moltiplicando le operazioni di dinsiformazione verso l’Italia: come accadde cinque anni fa, il salto di qualità arriva dalla produzione di materiale direttamente in italiano, rilanciato sui social da canali ad hoc. Era già successo. Lo stanno facendo ancora. E questa volta l’obiettivo è anche Repubblica. Come ha segnalato David Puente su Open, diversi profili fake hanno infatti rilanciato degli articoli apparentemente di questo giornale: uguale l’impostazione grafica, la grandezza dei caratteri, il taglio delle fotografie. Diverso soltanto per una consonante il dominio: non repubblica.it ma repubblica.in, registrati in India.

Sono cloni perfetti delle nostre pagine, con un’alterazione dei contenuti. Si tratta di articoli che hanno al centro il conflitto in Ucraina, pieni zeppi di propaganda russa. In un primo articolo ci sono delle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. E si parla di una «guerra estranea all’Italia» le cui autorità si muovono «a spese dei cittadini piùpoveri». Il resto dell’articolo è la copia di un’agenzia Reuters che riassumeva le spese militari stanziate dal nostro Paese. Un secondo articolo, sempre con la foto di Giorgia Meloni, ha al centro l’impegno italiano nel Mar Rosso. Si dice che «prima o poi uno degli attacchi degli Houthi avrà sicuramente successo», un atteggiamento completamente diverso rispetto a quello delle navi russe che sono entrate sì nel Mediterraneo, «ma senza alcuna minaccia». E lo hanno fatto soltanto perché «la Russia ha la capacità e le risorse per influenzare Hamas e mediare nel conflitto tra Palestina e Israele».

Nel terzo articolo, infine- ancora una volta con la foto della Meloni d’apertura, chiusa in un fotomontaggio di bandiere russe e statunitensi ci si concentra su come «le sanzioni occidentali contro la Russia causano danni significativi all’economia italiana, perché il commercio con la Federazione russa non è una scelta, ma una necessità». Si cita l’ex sottosegretario all’Economia del governo Conte, Michele Geraci, tra gli alfieri del putinisimo in Italia, e si attacca la politica del governo Meloni che«sostenendo l’Ucraina contrariamente agli interessi nazionali, appare indegna di quei Paesi che hanno mantenuto partenariati con la Russia e ne traggono seri benefici».

Ora: chi ha rilanciato questi link? Da una prima analisi degli analisti della sicurezza emerge una rete di profili, nati tutti a marzo del 2024. È il caso per esempio diAster Reppert,account sostanzialmente inutilizzato che però sul finto pezzo diRepubblica ha registrato più di 700 retweet. Non è un caso isolato. Ma un sistema già visto. Repubblica aveva raccontato cosa era accaduto dopo la strage di Mosca: su X erano stati rilanciati post scritti in Italiano sulla “pista ucraina”. Non erano link qualsiasi. Ma quelli di un sito particolare, l’Antidiplomatico: si tratta di una pseudo testata giornalistica online che rilancia la propaganda di Mosca, che nessuno conosceva e di cui si è parlato molto quando fu la prima al mondo a scrivere che il cadavere di un uomo appena ucciso in Spagna era di Maksim Kuzminov, il pilota russo disertore che si era consegnato agli ucraini.

Gli account fake che rilanciavano le fake news sulla strage hanno altro in comune con quelli che sponsorizzano i falsi articoli diRepubblica: sono stati creati a marzo e nella bio hanno hashtag legati ai bit coin. Che significano tutte queste coincidenze? «È verosimile - spiega una fonte del comparto - che ci sia una mano unica e organizzata: le coincidenze temporali e di modalità sono identiche e questo non può essere un caso ». Inoltre ci sono altri particolari che fanno pensare a un’azione preordinata: il finto link di Repubblica è stato registrato in India (.in e .it in fondo sono assai simili) dove ci sono anche account fake di Stampa e Corriere della Sera. Nel primo caso sono stati già messi on line articoli filo russi, con il solito sistema. Nel secondo non ancora. «Si stanno preparando alle elezioni europee, mi sembra chiaro» dice il senatore e membro del Copasir di Italia Viva, Enrico Borghi. «Non mi stancherò mai di dirlo e ogni giorno che passa questa diventerà drammaticamente sempre più un’urgenza: contro la disinformazione e le ingerenze straniere non servono parole al vento, ma un’agenzia specializzata che sappia intervenire con efficacia e con gli strumenti necessari. Ne va della qualità del nostro dibattito pubblico e, in ultimo, della nostra democrazia».

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