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Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


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La Repubblica Rassegna Stampa
13.11.2023 Israele: LGBT, i compagni dei soldati caduti in guerra riconosciuti vedovi
Cronaca di Rossella Tercatin, Repubblica online

Testata: La Repubblica
Data: 13 novembre 2023
Pagina: 1
Autore: Rossella Tercatin
Titolo: «I partner Lgbt dei soldati caduti in guerra riconosciuti come vedovi di guerra»
Partner of fallen LGBTQ IDF soldier decries inequality, Knesset speaker  intervenes
Sagi Golan e Omer Ohana


Questa pagina viene dalla REPUBBLICA online, l'autrice è Rossella Tercatin,
Link al sito di Repubblica https://www.repubblica.it/esteri/2023/11/12/news/israele_vedovi_lgbt_guerra-420208443/?ref=RHLF-BG-I420210007-P3-S1-T1 sezione Esteri titolo Israele, i partner Lgbt dei soldati caduti riconosciuti come vedovi di guerra . Sommario La legge approvata dalla Knesset dopo il caso del capitano riservista Sagi Golan, ucciso durante la difesa del kibbutz Be’eri. Dopo la sua morte, è stato prelevato e congelato lo sperma. “Dovevamo sposarci il 20 ottobre, volevamo dei figli”, racconta il compagno.
 GERUSALEMME – La mattina del 7 ottobre, Sagi Golan e Omer Ohana, trentenni, entrambi lavoratori del settore high-tech, sono stati svegliati dalle sirene nel loro appartamento di Herzliah, pochi chilometri a Nord di Tel Aviv, e hanno acceso la radio. Ascoltando le prime notizie che arrivavano dal Sud, Sagi non ha avuto dubbi, ha recuperato dall’armadio l’uniforme ed è partito. “Mi ha baciato e mi ha promesso che sarebbe tornato in meno di una settimana,” ha raccontato Omer al canale israeliano Channel 12. I due dovevano sposarsi da lì a pochi giorni, il 20 ottobre. Ma Sagi, capitano riservista di un’unità combattente di élite (che aveva scelto nonostante fosse stato selezionato per la prestigiosa unità ciber 8200), non è tornato, caduto nella terribile battaglia per difendere il kibbutz Be’eri dai terroristi di Hamas. L’annuncio formale è stato dato ai genitori, non a Omer. "Ho domandato qualcosa all’esercito e mi hanno detto che dovevo richiederlo ai suoi genitori", ha ricordato Ohana. “Mi ha fatto infuriare. Ero io quello che lo amava. Ma non venivo preso in considerazione”. In Israele le coppie dello stesso sesso non possono sposarsi. Il sistema però consente a chi celebra il matrimonio all’estero – sia etero sia Lgbt - di registrare l’unione ed essere equiparati a chi si sposa nel paese. E la scorsa settimana, la Knesset ha emendato la legge sui caduti di guerra per riconoscere anche i partner dello stesso sesso come vedovi o vedove di guerra, come già promesso nelle scorse settimane dal ministro della Difesa Yoav Gallant. “Il nostro debito morale nei confronti delle famiglie in lutto è enorme e non distinguiamo tra religione, razza, orientamento sessuale o qualsiasi altro fattore”, aveva sottolineato Gallant. “Oggi stiamo correggendo un'ingiustizia storica nel trattamento da parte dello Stato dei membri della comunità gay”, il commento del deputato di Yesh Atid Yorai Lahav Hertzanu, che alla Knesset dirige il gruppo che porta avanti i diritti Lgbt. “In tempo di guerra, nessuna persona in Israele dovrebbe trovarsi in imbarazzo e da sola, sentirsi trascurata”. “Se siamo abbastanza bravi da servire e lottare per il Paese, allora siamo anche degni di viverci con dignità e uguaglianza”, ha aggiunto. “Questa legge è per il bene e nel nome del defunto Sagi Golan e nel nome di tutti coloro che credono nell’uguaglianza.” Omer ha raccontato alla stampa israeliana che lui e Sagi avevano pianificato anche di avere figli. Dopo la sua morte, è stato prelevato e congelato lo sperma. "È passato un mese senza Sagi", ha commentato Omer dopo il voto della Knesset. “Devo abituarmi a conoscere di nuovo me stesso, ma ora mi sembra che ci sia un senso e un significato. E che abbia vinto la giustizia, che è stata una dei valori più forti che ha guidato Sagi quando era vivo”.

Cinzia Leone – Alferj e Prestia
Cinzia Leone

La notizia è stata segnalata a Informazione Corretta da Cinzia Leone, autrice di “Vieni tu giorno nella notte” (Mondadori), un romanzo che racconta la storia di un amore tra un soldato israeliano e un palestinese fuggito dalla Cisgiordania in Israele perché omosessuale.

rubrica.lettere@repubblica.it

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