lunedi` 15 luglio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
20.09.2023 Zelensky: 'Putin spinge il mondo verso la guerra finale'
Cronaca di Paolo Mastrolilli

Testata: La Repubblica
Data: 20 settembre 2023
Pagina: 18
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «L’allarme di Zelensky: 'Putin spinge il mondo verso la guerra finale'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 20/09/2023, a pag. 18, con il titolo "L’allarme di Zelensky: 'Putin spinge il mondo verso la guerra finale' " la cronaca di Paolo Mastrolilli.

Immagine correlata
Paolo Mastrolilli

Zelensky: il Presidente ucraino e la metamorfosi da Woody Allen ad Allende  - la Repubblica
Volodymyr Zelensky

NEW YORK — «Vi chiedo questo: se abbandoniamo i principi fondamentali della Carta dell’Onu per placare un aggressore, quale Stato membro può sentirsi sicuro di essere protetto?». Ha l’eco della Conferenza di Monaco, che nel 1938 consentì a Hitler di mettere le mani sulla Cecoslovacchia, l’appello che il presidente Biden ha lanciato ieri per smuovere le coscienze dei leader di tutto il mondo, intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu. Ma prima di assimilare l’appeasement concesso al dittatore nazista con l’ignavia di chi permetterebbe a Putin di marciare su Kiev, ha parlato per venti minuti di altro. Nello specifico di quello che gli Usa hanno fatto e intendono fare per offrire al resto dell’umanità, in particolare al Sud globale, una via allo sviluppo, la prosperità e la pace, alternativa all’aggressione delle autocrazie. Perché la storia è arrivata da un «punto di flesso», dove bisogna scegliere da che parte stare, e Washington si rende conto della necessità di usare tutte le risorse a sua disposizione per ricostruire consenso e fiducia intorno alla democrazia, e ai valori della stabilità globale basata sulle regole condivise. Poco dopo è salito sul palco il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accusato Mosca di commettere «un chiaro genocidio». Putin vuole spingere il mondo verso «la guerra finale », e il mondo deve unirsi per impedirglielo. Il segretario generale António Guterres ha aperto i lavori, lanciando l’allarme per l’indifferenza con cui la comunità globale osserva crisi senza precedenti, dal clima alla fame. Però è stata l’invasione dell’Ucraina che ha citato come «prova numero uno», definendola una «violazione del diritto internazionale, che ha distrutto vite e speranze ». La minaccia più grave, perché dimostra come «l’autoritarismo è in marcia e la democrazia è minacciata». Biden sa che l’aggressione dell’Ucraina non è percepita con la stessa gravità in tutto il mondo, in particolare nel Sud più povero, e perciòesposto alle lusinghe di Cina e Russia. Quindi ha puntato a inquadrare l’invasione voluta da Putin nella generale instabilità globale, affinché venga compresa ovunque come una delle minacce da affrontare per garantire il bene comune. Ha detto che «gli Usa vogliono un mondo più sicuro, prospero e giusto per tutti». Ha confermato l’intenzionedi tenere «serie consultazioni sulla riforma del Consiglio di sicurezza, perché abbiamo bisogno di più voci ». Ha ricordato che «fin dal primo giorno della mia amministrazione, gli Usa hanno trattato la crisi climatica come la minaccia esistenziale che rappresenta, non solo per noi, ma per tutta l’umanità». Ha teso la mano anche a Pechino: «Sulla Cina voglio essere chiaro. Cerchiamo di gestire responsabilmente la competizione, affinché non sfoci in un conflitto. Non puntiamo a contenerla o al decoupling delle nostre economie, e vogliamo collaborare su questioni come la lotta ai cambiamenti climatici». Solo a quel punto è passato all’invasione, come elemento di questa instabilità generale che conviene atutti riequilibrare: «La Russia crede che il mondo si stancherà e permetterà di brutalizzare l’Ucraina senza conseguenze. Ma vi chiedo questo: se abbandoniamo i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite per placare un aggressore, quale stato membro può sentirsi sicuro di essere protetto? Se permettiamo che l’Ucraina venga spartita, l’indipendenza di qualche nazione sarà garantita? La risposta è no. Dobbiamo opporci oggi a questa palese aggressione per scoraggiare altri potenziali aggressori domani». Quindi ha ribadito il suo impegno, nella speranza che sia condiviso da tutti gli americani, inclusi gli avversari politici repubblicani sedotti da Trump e dalla sua ammirazione per Putin: «Ecco perché gli Usa, insieme ai nostri alleati e partner in tutto il mondo, continueranno a stare al fianco del coraggioso popolo ucraino, mentre difende la propria sovranità e integrità territoriale, e la propria libertà». Zelensky ha accusato Mosca di «usare il cibo come arma, la minaccia nucleare, i bambini rapiti e deportati, a cui insegna a odiare l’Ucraina. Ha commesso un chiaro genocidio ». Anche lui ha avvertito la comunità mondiale che Kiev non è l’unico obiettivo: «La Russia vuole usare l’Ucraina come un’arma contro di voi. Non credete al Diavolo, chiedete a Prigozhin». Putin spinge il mondo verso «la guerra finale», e il mondo deve rispondere: «Dobbiamo agire uniti per sconfiggere l’aggressore.

Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT