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La Repubblica Rassegna Stampa
27.08.2023 Trump, la fronda dei repubblicani: “Niente candidatura, lo dice la Carta”
Cronaca di Paolo Mastrolilli

Testata: La Repubblica
Data: 27 agosto 2023
Pagina: 12
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «Trump, la fronda dei repubblicani: “Niente candidatura, lo dice la Carta”»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 27/08/2023, a pag. 12, con il titolo "Trump, la fronda dei repubblicani: “Niente candidatura, lo dice la Carta” " l'analisi di Paolo Mastrolilli.

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Paolo Mastrolilli

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La foto segnaletica di Donald Trump

NEW YORK — Squalificare Trump dalle presidenziali, perché ha aiutato l’insurrezione del 6 gennaio 2021. Finora era stata solo una fumosa teoria legale, basata sul Quattordicesimo emendamento della Costituzione e discussa nelle aule dell’accademia, ma ora sta diventando un’ipotesi reale. Perché ne ha parlato durante il dibattito di Milwaukee il candidato repubblicano Asa Hutchinson, ma soprattutto perché il segretario di Stato del New Hampshire, David Scanlon, ha confessato alBoston Globe che sta sollecitando i pareri degli esperti, per stabilire se dovrebbe cancellare il nome dell’ex capo della Casa Bianca dalla scheda delle primarie del prossimo anno. Il Quattordicesimo emendamento della Costituzione era stato adottato nel 1868, in particolare per ridefinire i diritti di cittadinanza dopo la Guerra Civile. La Section 3, però, riguarda la “Interdizione dall’ufficio per insurrezione o ribellione”, e recita così: «Nessuno potrà essere Senatore o Rappresentante al Congresso, o elettore del Presidente e del Vice Presidente, o ricoprire alcuna carica, civile o militare, sotto gli Stati Uniti, o sotto qualsiasi Stato, che, dopo aver prestato precedentementegiuramento, come membro del Congresso, o come funzionario degli Stati Uniti, o come membro di qualsiasi legislatura statale, o come funzionario esecutivo o giudiziario di qualsiasi Stato, per sostenere la Costituzione degli Stati Uniti, si sarà impegnato in un’insurrezione o ribellione contro la stessa, o dato aiuto o conforto ai suoi nemici». Il professore emerito di Harvard Laurence Tribe, forse il più famoso costituzionalista americano, e l’ex giudice conservatore J. Michael Luttig, hanno scritto sull’ Atlantic che questo paragrafo esclude Trump dalle prossime presidenziali, anche senza una condanna in tribunale, perché ha pubblicamente difeso gli assalitori del Congresso. William Baude della University of Chicago e Michael Paulsen della University of St. Thomas affermano sulla University of Pennsylvania Law Review che la Section 3 è «self-executing », ossia andrebbe applicata automaticamente da chiunque abbia il potere di farlo. Poi presumibilmente seguirebbe un ricorso, e l’ultima parola spetterebbe alla Corte Suprema, dove regna una maggioranza conservatrice di 6 giudici contro 3, creata proprio daTrump. Il primo obbligo dei magistrati però è far rispettare la Costituzione e la loro sentenza dovrebbe arrivare prima del voto. Durante il dibattitto di Milwaukee Asa Hutchinson, che nasce come procuratore e ha fatto il parlamentare e il governatore dell’Arkansas, ha avvertito i compagni del Gop che scegliendo ancora Trump come candidato presidenziale rischiano di nominare una persona che poi sarà interdetta dalla carica. Solo il collega del New Jersey Chris Christie, anche lui ex procuratore, gli ha dato retta, mentre gli altri hanno alzato la mano per impegnarsi a votare Donald anche se fosse condannato. La questione però è finita nelle mani dei funzionari che hanno il potere di applicare il Quattordicesimo emendamento, come appunto Scanlon, che come segretario di Stato regola le elezioni nel New Hampshire. Lui, repubblicano, ha rivelato di aver ricevuto lettere che gli chiedono di usare la Section 3 per squalificare Trump, e «non essendo un avvocato e non volendo decidere nel vuoto, solleciterò opinioni legali su cosa fare». Intanto Bryant Messner, altro repubblicano già candidato al Congresso nello Stato, ha detto che valuta di fare causa a Scanlon per obbligarlo ad applicare l’emendamento. Il governatore del New Hampshire è Chris Sununu, figlio di una nota dinastia repubblicana, e ha scritto sulNew York Times cosa bisognerebbe fare per bloccare Donald. Squalificarlo dalle primarie che aprono la corsa presidenziale potrebbe avere un effetto a valanga. Per ora è solo un’ipotesi, che però qualcuno col potere di realizzarla inizia a prendere sul serio.

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