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La Repubblica Rassegna Stampa
04.05.2023 5Stelle, Conte alleato di Putin
Cronaca di Claudio Tito

Testata: La Repubblica
Data: 04 maggio 2023
Pagina: 7
Autore: Claudio Tito
Titolo: «“A Kiev un milione di munizioni”. L’Ue mobilita anche i fondi Pnrr»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 04/05/2023, a pag. 7, con il titolo " “A Kiev un milione di munizioni”. L’Ue mobilita anche i fondi Pnrr" la cronaca di Claudio Tito.

Ukraine weapons: How Abrams tanks and Patriot missiles could be some of the  game changers in the war | CNN

BRUXELLES — L’Europa sblocca l’acquisto di munizioni e armi a favore dell’Ucraina per circa un miliardo e contestualmente lancia un programma di aiuti per le aziende europeedel settore per garantire proprio la produzione di tutti questi rifornimenti. Il Coreper, il Comitato dei 27 ambasciatori, ha infatti dato il via libera alla decisione presa ormai da tempo di aiutare Kiev con un milione di munizioni. La misura era stata fermata ripetutamente dalla Francia che voleva l’assicurazione che questo sforzo dovesse essere compiuto solo da aziende europee senza avvantaggiare la concorrenza straniera. Parigi, del resto, è sempre stata attenta a tutelare questo settore e in particolare le società francesi. Una condizione che fino a pochi giorni fa non appariva praticabile. E che oggi si è sbloccata con un regolamento che stanzia 500 milioni di euro proprio per accelerare la capacità produttiva del made in Ue .Senza contare che è stata autorizzato anche il ricorso ai fondi del Pnrr per aiutare il settore, decisione che in Italia ha suscitato le ire del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: «Non lo permetteremo mai. Questo treno, che non è guidato da noi, porta all’escalation, rischiamo l’incidente nucleare ». Gli Stati davvero coinvolti in questo processo sono sostanzialmente undici (tra cui anche l’Italia) e una quindicina di società. Il provvedimento, denominato Asap (acronimo inglese per Act in Support of Ammunition Production) punta ad aumentare la capacità produttiva dell’Ue e ad affrontare l’attuale carenza di munizioni e missili nonché dei loro componenti. Sosterrà la riduzione delle scorte dagli Stati membri e l’approvvigionamento congiunto di munizioni. Ovviamente il tutto è tarato sulla guerra in Ucraina e anche sull’idea che si possa davvero procedere agli acquisti delle armi con procedure congiunte e non singole. Una sorta di “modello-vaccini”. In più viene precisata la possibilità di utilizzare i fondi del NextGenerationEu per la produzione delle armi. Il Recovery fund, ha ricordato il Commissario francese per il Mercato Interno, Thierry Breton, «è stato specificatamente costruito per tre principali azioni: la transizione verde, la transizione digitale e la resilienza. Intervenire puntualmente per sostenere progetti industriali che vanno verso la resilienza, compresa la difesa, fa parte di questo terzo pilastro».

The West's Weapons Won't Make Any Difference to Ukraine

Secondo Breton, «l’Europa dispone di una capacità di produzione di difesa sostanziale e diversificata. Oggi non ha le dimensioni per soddisfare le esigenze di sicurezza dell’Ucraina e dei nostri Stati membri, ma ha certamente il potenziale per farlo. Sono fiducioso che entro 12 mesi saremo in grado di aumentare la nostra capacità produttiva a 1 milione di munizioni all’anno per l’Ucraina». E il provvedimento comunitario potrebbe rappresentare una spinta per raggiungere la quota del 2 per cento di Pil nella spesa per la difesa richiesto dalla Nato. Il contesto in cui l’Unione europea agisce è quello della “difesa della democrazia”. Kiev viene considerata un baluardo dei principi democratici. «L’Ucraina — ha infatti spiegato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen — sta resistendo eroicamente al brutale invasore russo. Manteniamo la nostra promessa di sostenere l’Ucraina e il suo popolo, per tutto il tempo necessario. Ma i coraggiosi soldati ucraini hanno bisogno di attrezzature militari sufficienti per difendere il loro Paese. Questa è una parte fondamentale della capacità strategica dell’Europa di difendere i propri interessi e valori e contribuire a mantenere la pace nel nostro continente».

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