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La Repubblica Rassegna Stampa
08.03.2023 Purim con la regina Ester
Analisi di Scialom Bahbout

Testata: La Repubblica
Data: 08 marzo 2023
Pagina: 39
Autore: Scialom Bahbout
Titolo: «Elogio di Ester donna simbolo del coraggio»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 08/03/2023, a pag. 39, con il titolo "Elogio di Ester donna simbolo del coraggio", l'analisi di Scialom Bahbout.

Intervento del rabbino capo di Venezia Scialom Bahbout dedicato alla  risoluzione Unesco - Osservatorio Antisemitismo
Scialom Bahbout

Esther - Wikipedia

In questi giorni in tutto il mondo ebraico viene festeggiato Purim, una specie di carnevale ebraico, che ricorda il primo tentativo fallito di “soluzione finale” programmato dal governo dell’Impero di Persia 2.400 anni fa. Gli ebrei più di una volta si sono dovuti nascondere o mascherare assumendo altri panni graditi al nemico: Purim significa sorti: un cambiamento di destino, un passaggio dalla morte alla vita, che pụ essere conseguito solo assumendo decisioni difficili, perché dense di pericoli, ma che si rivelano lungimiranti. Vediamo come leggerebbe la storia di Ester Anton Pavlovi? ?echov, uno dei protagonisti della letteratura del XIX secolo. Scrive ?echov: «Se nella storia compare una pistola, questa prima o poi sparerà»: i personaggi, i conflitti, gli ambienti, le informazioni, inseriti nel racconto devono avere una funzione e non essere superflui. Analizziamo la storia narrata nel libro biblico di Ester alla luce di questo principio: se nella scrittura viene presentato un qualsiasi elemento (come appunto una pistola), questo a un certo punto deve trovare una ragion d’essere (nel caso della pistola, appunto, sparare). Non si tratta di una regola valida solamente per gli oggetti, ma anche per i soggetti e gli eventi narrati. Proprio all’inizio della storia vengono narrati due episodi: il rifiuto di Vashti, moglie del Re di mostrarsi in tutta la propria bellezza di fronte ai principi delle nazioni, e soprattutto il tentativo di colpo di stato perpetrato da due dignitari, Bigtàn e Tèrsh, che viene scoperto dall’ebreo Mordekhài, mentre si trovava alla porta del Palazzo reale. Questi episodi, e in particolare il secondo che sembra del tutto casuale, appare del tutto estraneo alla storia. Ancora più strano che la regina Ester, appena scelta dopo l’eliminazione di Vasht́, regina ribelle femminista ante-litteram, non si sia attribuita il merito della scoperta, ma che lo abbia riferito a nome di Mordekhài. Nello sviluppo della storia scopriamo che, quando viene emesso l’edito per l’eliminazione di tutti gli ebrei del regno persiano, la Regina Ester decide di svelare la sua identità: infatti, pur essendo ebrea avrebbe potuto salvarsi perché aveva vissuto nella reggia, “mascherata” come prima marrana della storia. Presentandosi al Re, rivelando la propria identità rischia la morte, contravvenendo al protocollo che proibiva di presentarsi al re, senza un esplicito invito. Le sorti cambiano per un intreccio di diversi fattori: il verificarsi “casuale” dell’insonnia del Re, che nella lettura delle propria agenda scopre che a Mordechài, che lo aveva salvato dalla morte, non era stata data alcuna onorificenza; la contemporanea visita al Re del ministro Hamàn, artefice del progetto di “soluzione finale”, venuto dal Re per chiedere l’impiccagione di Mordekhài, e infine costretto dal Re a onorare l’odiato ebreo Mordekhài per le vie della capitale Susa; la decisione cosciente di Ester di andaredal Re per invitarlo a un banchetto, assieme al ministro Hamàn, per perorare la causa del suo popolo. Durante il banchetto, in un quad ro veramente esilarante, Hamàn steso sul letto della regina per chiedere pietà, viene apostrofato dal re, che pensa che il ministro voglia conquistare le “grazie” della Regina. A questo punto le sorti vengono capovolte: Hamàn verrà impiccato e Mordekhài ne assumerà il ruolo e salverà gli ebrei dall’eliminazione. Mordekhài sembra il regista di tutta la vicenda: lui suggerisce a Ester di candidarsi al ruolo di Regina e le suggerisce di non manifestare all’inizio la sua provenienza, ma la vera protagonista della storia è una donna, e proprio per questo il libro prende il nome diRotolo di Ester ,ma non di Mordekhài. Il senso generale di questa storia è che se da una parte vi sono alcune cose che sembrano essere dettate dal caso, dall’altra la storia assume una diversa strada per una precisa scelta fatta da Ester. La decisione di Ester di rischiare la vita andando in visita al Re, coś come quella di rivelare il complotto a nome di Mordekhài, hanno creato le premesse per la decisione del Re di onorare Mordekhài. Su quest’ultimo dettaglio i Maestri d’Israele scrivono: «Chi riporta una cosa a nome di chi l’ha detta porta la redenzione - la liberazione - nel Mondo». La “pistola di ?echov” che sembrava fuori dal contesto ha infine sparato. Pụ essere interessante analizzare questa storia in parallelo con quella di Ruth, un’altra donna, protagonista di un libro biblico, a lei dedicato, progenitrice del re Davide: sono le loro scelte il vero motore della Storia e gli uomini sono soltanto degli spettatori, spesso incapaci di fare le scelte giuste al momento giusto. Perfino Mordekhài ha il sospetto che la salita al trono di Ester non sia stata dovuta al caso, ma a un progetto superiore che gli sfugge. Vi sono eventi che sembrano casuali, ma che in verità devono essere visti come “opportunità”, che l’uomo è chiamato a utilizzare per fare le proprie scelte ogni giorno. Chi legge la Bibbia con attenzione, scoprirà che spesso le decisioni più innovative e coraggiose sono prese proprio dalle donne.

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