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La Repubblica Rassegna Stampa
26.02.2023 La Cina aiuta Putin
Cronaca di Paolo Mastrolilli

Testata: La Repubblica
Data: 26 febbraio 2023
Pagina: 15
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «Biden boccia la Cina: “Il suo piano aiuta Putin”. G20, litigio tra ministri»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 26/02/2023, a pag. 15, con il titolo "Biden boccia la Cina: “Il suo piano aiuta Putin”. G20, litigio tra ministri" la cronaca di Paolo Mastrolilli.

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Paolo Mastrolilli

NEW YORK — «L’idea che la Cina negozi il risultato di una guerra totalmente ingiusta per l’Ucraina non è razionale». È netta la bocciatura che il presidente Biden ha fatto del “piano di pace” di Pechino, durante un’intervista con laAbc. Questo non significa che il collega Xi Jinping non possa svolgere un ruolo costruttivo per fermare il conflitto, anzi. Il punto di partenza, però, è assumere una posizione più neutrale e responsabile, non fornire armi alla Russia, smettere di appoggiare l’alleato Putin e fare pressione su di lui per convincerlo a ritirare le truppe, cercando una soluzione negoziata, giusta ed equa. La Cina avrebbe il potere di favorire la svolta, se decidesse che la guerra è troppo dannosa per i suoi interessi economici e i rapporti commerciali con Europa e Usa, ma per farlo deve abbandonare la linea seguita da quando durante le Olimpiadi invernali di Pechino aveva siglato “un’alleanza senza limiti” col Cremlino, per sfidare insieme le democrazie. Biden ha spiegato così il suo scetticismo sul passo di Xi: «Putin lo applaude, quindi come può essere in alcun modo buono? ». Quindi ha aggiunto: «Non ho visto nulla nel piano che indichi la presenza di qualcosa che sarebbe un beneficio per chiunque altro, oltre la Russia, se fosse applicato». L’intelligence americana ha raccolto le prove che Pechino sta considerando di fornire armi a Mosca, dai droni killer alle munizioni per l’artiglieria. Il capo della Casa Bianca ha commentato: «Non ho visto, e non prevedo una grande iniziativa della Cina per fornire armi alla Russia». Però ha avvertito che se ciò avvenisse, gli Usa «risponderebbero». Non è sceso nei dettagli,ma ha chiarito che si tratterebbe di misure economiche: «Sarebbe la stessa linea che altri hanno oltrepassato. Noi abbiamo imposto severe sanzioni a chiunque lo abbiafatto».

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Proprio venerdì gli Usa hanno annunciato nuove misure economiche contro la Russia, e altri 2 miliardi di aiuti all’Ucraina. La Ue ha invece adottato il decimo pacchetto di sanzioni, che include il bando ad esportazioni di doppio uso civile e militare per oltre 11 miliardi di euro, l’aggiunta di circa 120 individui ed entità alla lista dei soggetti colpiti, e iniziative per contrastare l’aggiramento dei suoi provvedimenti. Sanzionati anche i mercenari della Wagner e i responsabili delle deportazioni dei bambini ucraini in Russia. La tensione globale sta salendo, come dimostra lo scontro avvenuto al G20 dei ministri finanziari in India, dove Nuova Delhi vuole continuare a tenere il piede in due scarpe e appoggia il rifiuto di Russia e Cina di non citare la guerra come era accaduto a Bali, ma Usa e Francia avvertono che non firmeranno documenti in cui non viene condannata. Di positivo c’è che sono ripresi i colloqui militari tra Nato e Cina, mentre Xi attende la visita dell’alleato bielorusso di Putin Lukashenko e del leader francese Macron. La ministra degli Esteri tedesca Baerbock ha riassunto così il suo scetticismo verso l’iniziativa cinese: «Un piano di pace c’è già. Si chiama Carta delle Nazioni Unite. I suoi principi, che si applicano ad ogni stato, sono semplici: sovranità, integrità territoriale, non uso della forza». Insomma, anche gli europei più disponibili notano che il piano di Pechino accenna a sovranità e integrità territoriale, ma lo fa pensando al Tibet, lo Xinjiang, e magari alle mire su Taiwan. Sono però positivi i propositi di riprendere i negoziati, l’applicazione del diritto internazionale per la protezione dei civili, lo scambio dei prigionieri di guerra, il sostegno all’Aiea per garantire la sicurezza delle centrali nucleari, il rifiuto dell’impiego di armi atomiche, biologiche e chimiche, la prosecuzione dell’accordo sul grano. Sono invece inaccettabili il richiamo alla logica dei blocchi, che serve solo a rilanciare la retorica russa per giustificare l’invasione come azione preventiva, contro una minaccia occidentale inesistente; la cessazione delle ostilità senza ritiro russo, per congelare le conquiste territoriali di Mosca; l’opposizione alle sanzioni unilaterali, cioè quelle di Usa, Ue, Giappone, adottate fuori dal Consiglio di Sicurezza perché Putin le impedirebbe col veto. La stabilità della catena degli approvvigionamenti è intesa come gli effetti negativi su energia, finanza, trasporti, commercio, che non nascono dalle sanzioni, ma dalla decisione sovrana e legittima di ridurre la dipendenza da un paese che ha dimostrato la sua totale inaffidabilità. Insomma un piano filorusso, perciò bocciato da Biden.

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