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La Repubblica Rassegna Stampa
24.11.2022 Ucraina al buio e al freddo
Cronaca di Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 24 novembre 2022
Pagina: 17
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «Putin risponde con i missili, l’Ucraina al freddo e al buio»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 24/11/2022, a pag. 17, la cronaca di Daniele Raineri dal titolo "Putin risponde con i missili, l’Ucraina al freddo e al buio".

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Daniele Raineri

Kiev, nelle stanze delle torture di Kherson anche adolescenti - Europa -  ANSA

Poco dopo la risoluzione del Parlamento europeo sulla Russia “stato sponsor del terrorismo che agisce con mezzi terroristici”, approvata con 494 voti a favore e 58 contro, è cominciato un bombardamento missilistico di massa della Russia contro le città ucraine e contro la rete elettrica nazionale che protegge milioni di civili dal freddo e dal buio. Gli effetti sono stati devastanti. Quasi tutta l’Ucraina è rimasta senza energia elettrica e senza acqua corrente, incluse la capitale Kiev sotto la neve, le città di Odessa e Mykolaiv nel sud, Lviv a ovest, Kharkiv nell’est. Un missile ha colpito un reparto maternità vicino alla città di Zaporizhzhia e ha ucciso un neonato: la madre e tre persone dello staff ospedaliero sono state estratte vive dalle macerie. Il ministero dell’Energia ha detto che «la maggioranza delle utenze ucraine è senza energia». Tre centrali nucleari hanno dovuto ricorrere ai generatori diesel per raffreddare i loro reattori, secondo l’agenzia Energoatom: così, invece che fornireenergia alla rete nazionale sono diventate – per la durata dei blackout – un problema da gestire. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha ironizzato sulla situazione: «Propongo di dichiarare il Parlamento europeo sponsor dell’idiozia». Questi blackout causati dai bombardamenti possono durare da qualche ora a più di un giorno e ormai sono frequenti. Anche la vicina Moldavia è finita al buio, perché in tempo di pace riceve il 30% della sua energia dalla rete ucraina e il 70% da una centrale elettrica che però è nella vicina Transnistria – quindi controllata dai russi. Gli ucraini non hanno più energia elettrica nemmeno per se stessi e i russi non ne forniscono ai moldavi per aggravare la crisi politica a Chisinau. «La Russia ci ha gettato nell’abisso», ha commentato la presidente moldava Maia Sandu: «L’energia elettrica può essere ripristinata, tutte le istituzioni sono al lavoro con questo obiettivo. Ma non possiamo fidarci di un regime che ci lascia apposta al freddo e al buio e uccide persone per il mero desiderio di tenere altri popoli nella povertà e nell’umiliazione. Il futuro della Moldavia deve restare in direzione del mondo libero». Una settimana fa esatta la Russia aveva lanciato un altro raid massiccio da novantasei missili. Questa volta secondo la Difesa ucraina ne ha usati sessantacinque, 31 soltanto contro la capitale Kiev – e di questi 21 sono stati intercettati. I russi usano la tattica della saturazione, lanciare molti missili assieme per ingannare le difese ucraine, e il fatto che un terzo degli ordigni eluda l’intercettazione e colpisca il bersaglio è un pessimo segno per l’Ucraina. Vuol dire che l’ombrello di difesa missilistica fornito dai governi occidentali a Kiev funziona ma soltanto in parte – non abbastanza per garantire la vita normale nella capitale. Comincia dunque a materializzarsi il disegno del presidente Putin e del generale Surovikin, che da due mesi ordinano bombadamenti contro la rete elettrica dell’Ucraina per alzare il livello di sofferenza dei civili e ren dere le città inabitabili all’arrivo dell’inverno. Gli ucraini non potranno continuare a ripristinare il funzionamento normale dell’energia elettrica per sempre e più rapidamente dei missili russi, c’è il rischio concreto di un nuovo esodo di massa in direzione dell’Europa illuminata e riscaldata (e la Russia si aspetta un impatto politico da questo). Inoltre le immagini delle città buie e gelide sono un buon tema per la propaganda del Cremlino, che deve trovare qualcosa alla quale appigliarsi dopo la sequenza di sconfitte militari, la perdita di alcuni territori già annessi e le scene di panico scatenate dal reclutamento forzato di 300 mila cittadini in Russia. Infine, Mosca ha bisogno di un minimo di potere negoziale per sedersi prima o poi al tavolo delle trattative; in mancanza d’altro il ricatto energetico potrebbe essere un punto di partenza.

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