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La Repubblica Rassegna Stampa
23.11.2022 Iran, il ritardo dell'Italia
Commento di Sofia Ventura

Testata: La Repubblica
Data: 23 novembre 2022
Pagina: 34
Autore: Sofia Ventura
Titolo: «Alziamo il velo sui diritti»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 23/11/2022 a pag.34 con il titolo "Alziamo il velo sui diritti" l'analisi di Sofia Ventura.

Iran, ancora sangue per Mahsa Amini. Bloccato accesso a Instagram e Whatsapp

La rivolta che in Iran assomiglia sempre più a una rivoluzione è nata come la sfida di una generazione contro un regime. Una generazione che, come ci spiegano gli analisti, sta portando dalla propria parte sempre nuovi gruppi. Contro un regime teocratico che ha fatto dell’Islam un’ideologia da utilizzare come motore per la trasformazione della società e dell’individuo e come legittimazione di un potere feroce e disumano. Ferocia e disumanità che si palesano oggi di fronte a giovani imprigionati, torturati, picchiati, giustiziati. A migliaia, ormai. Giovani che non hanno conosciuto nella loro esperienza che l’umiliazione della donna e la repressione dei liberi comportamenti e del libero pensiero, ma che in quanto parte del mondo tecnologico e globalizzato contemporaneo, figli di una società colta e avanzata nonostante la coltre oscurantista calata su di essa più di quarant’anni fa, ben sanno che un’altra vita è possibile. E a costo della loro incolumità, da quasi due mesi non smettono di animare università, strade, piazze con le loro proteste e i loro sberleffi al potere teocratico. Cos’altro dovrebbe creare più solidarietà e sostegno nelle società libere? Tanto più che siamo costantemente informati da giornalisti, studiosi e attivisti attraverso le piattaforme social e così conosciamo i volti delle vittime e quasi in tempo reale riceviamo le immagini di gesta individuali e collettive contro il regime e della sua violenta e omicida repressione. Macron ha incontrato alcuni dissidenti iraniani e ha espresso il suo appoggio all’azione coraggiosa di chi si sta rivoltando in Iran in nome di valori che rappresentano l’emblema della nostra stessa civiltà.

Tuttavia, leader politici e capi di Stato e di governo europei perlopiù sonnecchiano, l’Unione Europea esprime il proprio sostegno per voce di Von der Leyen,ma non va molto oltre. Vittime, evidentemente, di una malintesa concezione della realpolitik, la stessa che, unita al relativismo sui valori fondamentali, ad esempio, nel 2017 portò l’allora Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri Federica Mogherini a recarsi in Iran coperta da quel velo che rappresenta la sottomissione e l’emarginazione della donna e viene oggi bruciato dalle giovani iraniane che rivendicano la dignità dei loro corpi. Le opinioni pubbliche paiono più ricettive, ma non in Italia. Un Paese vecchio anagraficamente e nelle sue prospettive e incapace di condividere questo nuovo anelito di libertà, come ha osservato Carmelo Palma su Linkiesta. Ma anche un Paese ancora malato di Terzomondismo che sceglie i diritti e le libertà da difendere a seconda di chi li conculca. E analogamente, attraverso politiche e intellettuali di punta, condanna ciò che rimane del patriarcato in Occidente e distoglie lo sguardo da sistemi dove il patriarcato, in una forma violenta e fanatica, costituisce l’essenza del regime. La nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, espresse il suo dolore per la morte di Mahsa Amini e il sostegno alle donne in Iran in settembre. Per poi dedicarsi ad altri temi, sino a ieri, quando in un video messaggio per un incontro sulla violenza delle donne ha elogiato il coraggio delle iraniane. Meloni da mesi si sforza di convincere della sua accettazione piena dei valori occidentali e da sempre denuncia le ipocrisie del nostromainstream culturale. Quale migliore occasione per rendersi credibile e rendere credibili le sue critiche che andare oltre qualche occasionale riferimento e fare degli eventi iraniani un tema della sua parola pubblica, anche assumendo in Europa l’iniziativa di un più deciso sostegno a chi in Iran combatte e muore per la libertà?

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