sabato 03 dicembre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Dubai ricorda la Notte dei Cristalli (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
10.11.2022 Qatar, il calcio senza diritti
Commento di Emanuela Audisio

Testata: La Repubblica
Data: 10 novembre 2022
Pagina: 34
Autore: Emanuela Audisio
Titolo: «Qatar, il calcio senza diritti»

Riprendiamo da La Repubblica di oggi, 10/11/2022 a pag.34, con il titolo "Qatar, il calcio senza diritti", il commento di Emanuela Audisio

Emanuela Audisio - Giornalistitalia
Emanuela Audisio

Qatar 2022: omofobia e ipocrisia ai Mondiali di calcio

 Per essere una prima volta araba (al caldo, d’autunno, in Medio Oriente) è già un mondiale pieno di vecchie polemiche. Come nel 1978, nell’Argentina dei dittatori, come nel 2018, nella Russia di Putin, è un calcio che prima fa finta di niente e poi all’ultimo si preoccupa: è morale giocare a pallone dove non c’è libertà? Chiederselo prima mai, alla vigilia il tema torna di attualità. Anche perché questi sceicchi che fanno ottime scuole a Londra e hanno buone maniere lasciano che Khalid Salman, ambasciatore dei Mondiali, ex centrocampista della nazionale, rilasci alla tv tedescaZdf ,la dichiarazione che «l’omosessualità è un disturbo mentale, un peccato e un danno psichico. E chi verrà in Qatar dovrà accettare le nostre regole». Complimenti alla strategia del soft power di Doha e bravo a chi si occupa di pubbliche relazioni in Qatar, applausi anche a chi fa l’ambasciatore in questo modo (e se non lo era cosa avrebbe detto?). Naturalmente il governo tedesco ha protestato e il resto del mondo non l’ha presa bene. Come, il mondiale deve ancora iniziare e c’è già chi assegna gironi all’inferno per i peccatori? Un mondiale dove il Qatar non ha risparmiato: 177 miliardi di euro per infrastrutture e stadi. Quelli si possono fare, rifare, migliorare, ma sulle libertà individuali non c’è stata la stessa passione, e nemmeno l’idea di iniziare a costruire una diversa cultura. Ah sì, si potrà bere birra fuori dagli stadi, ma solo in alcune zone, e se poi ci si ubriaca, c’è un recinto anche per chi si sbronza. Leggenda vuole che il Qatar offra voli e ospitalità gratis ai fan che però dovranno stare buoni, non pensare, non manifestare. La parola d’ordine: fare finta di stare bene, non stare a guardare se per un bacio a qualcuno che vive lì tocca essere frustrato. Le monarchie non si cambiano in un giorno e quelle del Golfo sono la culla dell’Islam. Lo stesso Gianni Infantino, presidente della Fifa, ha appenaconsigliato (vivamente) di non trascinare il calcio in battaglia ideologica, e che diamine, si tratta solo di dare qualche calcio al pallone e portare gioia al mondo, vogliamo negarci questa emozione? Lo sfruttamento dei lavoratori, losportswashing per cui anche Amnesty International chiede ai top player del tennis di disertare le esibizioni e i tornei in Arabia Saudita? Via, non fossilizziamoci sull’idea che i regimi approfittino dell’organizzazione di eventi sportivi per vendere al mondo un’immagine di apertura e progresso. È sempre stato così: ai Giochi di Pechino 2008 gli stadi vuoti venivano riempiti da militari che si cambiavano le divise per far finta di essere spettatori, alle Invernali di Sochi il doping di Stato russo si sentiva così impunito che trafficava e sostituiva provette da un buco del muro del laboratorio. È giusto chiedersi se si può giocare con chi non mette mai in campo i diritti umani. Ma bisogna anche domandarsi: perché i soldi degli sceicchi sono buoni quando aiutano i club italiani (Inter, Milan, Napoli) a sopravvivere comprando giocatori come Icardi, Donnarumma, Cavani per più di 200 milioni di euro e sono invece cattivi quando costruiscono Truman Show che ufficialmente ci fanno schifo, ma in cui tutti recitiamo una parte? Facciamo finta di ignorare che si è giocata la finale di Coppa Campioni in un Heysel insanguinato (in Belgio, Europa) e che nel ‘72 a Monaco per la strage il Cio ha ritenuto opportuno non fermare i Giochi. Il tedesco Jurgen Klopp, allenatore del Liverpool, ha detto: «Perché chiedete ai calciatori di protestare e non a chi decide le scelte mondiali?». Giusto. Perché lo sport non decide un codice qualificante per le candidature? Se non rispetti le libertà civili e personali non puoi chiedere di far giocare il mondo. Non ne hai diritto, ti tolgo il pallone

.Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it


rubrica.lettere@repubblica.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT