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La Repubblica Rassegna Stampa
09.11.2022 Putin massacra i suoi soldati
Cronaca di Paolo Brera

Testata: La Repubblica
Data: 09 novembre 2022
Pagina: 17
Autore: Paolo Brera
Titolo: «La lettera del reparto russo massacrato: 'Offensiva insensata, mandati a morire'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 09/11/2022, a pag. 17, con il titolo "La lettera del reparto russo massacrato: 'Offensiva insensata, mandati a morire' " l'analisi di Paolo Brera.

A destra: Vladimir Putin

Erano trecento giovani e sono morti come i garibaldini di Sapri, ma senza l’onore di farlo per una guerra giusta. Uccisi «in quattro giorni» nel fango di Pavlivka, tra commilitoni costretti a marciare calpestando il loro sangue, sotto il tiro preciso degli ucraini appostati come cacciatori sui palazzoni che svettano sulla pianura. Erano russi allo sbaraglio nelle campagne del Donbass insanguinato. Nel mezzo di una battaglia che qualcuno giudica strategica, altri molto meno. In una battaglia che continua anche oggi, ma da oggi è cambiato tutto. Quel che resta di loro è una lettera d’accusa ai generali che li hanno spediti al massacro in «un’offensiva insensata», una lettera firmata dai «marinai della 155esima brigata della flotta del Pacifico» e spedita al governatore di Primorye, Oleg Kozhemyako. Una lettera forse apocrifa, come commenta il governatore ritenendo che possa essere una polpetta avvelenata servitagli dall’ intelligence militare ucraina. Certamente anomala, perché spezza il rigore del silenzio imposto dalle gerarchie. Ma efficace e travolgente a prescindere: batte il dente dove duole, e ha costretto l’intera piramide marziale russa a prenderne atto e a reagire. Sono intervenuti i blogger e i propagandisti russi che raccontano la guerra insieme alle forze speciali del Cremlino, dall’allineato WarGonzo al controverso GreyZone , considerato vicino alla Wagner. Per giorni la roboante propaganda pro Mosca aveva annunciato successi quotidiani verso la conquista di Pavlivka. Pareva già caduta, a sentire i filorussi. «È già in parte nostra», aveva detto il 30 ottobre il comandante del battaglione “Vostok” dei separatisti di Donetsk, Alexander Khodakovsky. Anzi, era «sotto controllo» russo, «sono solo in corso le pulizie» aveva assicurato il canale filorusso Spetsnaz Archangel . Da Kiev, invece, i bollettini ripetevano che i russi mandavano reclute al macello per conquistare pochi metri in un bagno di sangue quotidiano. Solita routine di guerra e disinformazione, ma da domenica sono iniziate a piovere sui siti filorussi le prime gocce di sangue. L’esistenza di una lettera di denuncia dei soldati russi al macello ha cominciato a scuotere le gerarchie, un piccolo terremoto che a ogni passaggio aggiungeva dettagli, accuse, nomi. Fino al testo completo: «Caro Oleg Nikolaevich (il governatore di Primorye, Kozhemyako). I Marines della 155esima Brigata si stanno rivolgendo a te». E via bordate: «Ancora una volta siamo stati lanciati in un’offensiva incomprensibile dal generale Muratov e dal suo connazionale Akhmedov », entrambi daghestani, per «ottenere medaglie e onorificenze. Noi e i marines della Kamchatka stiamo avanzando», ma «il risultato dell’offensiva ‘accuratamente’ pianificata dai ‘grandi generali’ è che abbiamo perso circa trecento persone in 4 giorni. Uccise, ferite e disperse, e questo solo nella nostra squadra». La lettera accusa «il comando del distretto » e il generale Akhmedov di «nascondere i dati ufficiali delle perdite », mentre «il nemico è lì a distruggerci tagliandoci l’evacuazionedei feriti e le munizioni». Accuse pesanti e precise anche sulla tattica, perché dai palazzi alti di Ugledar gli ucraini hanno gioco facile sui dintorni di Pavlivka. Accuse che gli esperti militari e i soldati nelle chat filorusse confermano, lamentando errori tattici e inferiorità tecnica: «Ho visto morire molti dei nostri », dice un intervento su WarGonzo , «i nostri si ammucchiano» e «quando vengono prelevati sembrano alla stazione del tram». E mentre «la precisione ucraina è impressionante, i nostri colpiscono da +500 a — 750 metri». A caso, insomma. La lettera chiede al governatore di rivolgersi «al Comandante Supremo perché mandi una commissione, ma non del ministero della Difesa in cui si proteggono tra loro: indipendente ». Lui ha incontrato i soldati e gli hanno detto che la lettera «è molto esagerata». La replica della Difesa è perentoria: «Le perdite non superano l’1%, con il 7% di feriti». Magari verrà fuori che la lettera è un fake ,una mossa ucraina o una trappola interna: certo volano gli stracci.

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