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La Repubblica Rassegna Stampa
23.10.2022 Gli invasori russi sulla difensiva
Cronaca di Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 23 ottobre 2022
Pagina: 21
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «Il fiume e le trincee la 'linea del Dnipro' dell’armata russa»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 23/10/2022, a pag. 21, la cronaca di Daniele Raineri dal titolo "Il fiume e le trincee la 'linea del Dnipro' dell’armata russa".

Festival Internazionale del Giornalismo
Daniele Raineri

Russia's ambitions, Ukraine's resistance, and the West's response

I russi tentano di stabilizzare i due fronti più attivi, quello del Donbass a Est e quello di Kherson a Sud, e dopo la stabilizzazione potrebbe arrivare l’offerta di un cessate il fuoco. Per adesso, tuttavia, sono ancora lontani dalla fase dei negoziati. L’azienda privata Maxar Technologies ha messo in circolazione le foto satellitari della cosiddetta Linea Wagner, una fortificazione ancora allo stato embrionale nella regione di Lugansk che dovrebbe fermare i carri armati ucraini se provassero a sfondare verso Est. Si tratta di quattro file di cosiddetti “denti di drago”, quindi di piccole piramidi di cemento che bloccano i mezzi corazzati ma non le persone, e di una trincea. Prende il nome dal gruppo di mercenari russi Wagner, che ha fama di essere la migliore forza combattente schierata da Mosca nel Donbass. Secondo i media russi la Linea Wagner dovrebbe essere lunga duecento chilometri, ma per ora – a un mese dall’inizio dei lavori – èlunga appena un chilometro e seicento metri. In teoria gli uomini della Wagner sono assoldati per muovere all’assalto delle posizioni ucraine e avanzare verso ovest, non per trincerarsi in difesa. A chi fa notare questa stranezza, rispondono sul loro canale Telegram che la linea farà loro risparmiare combattenti in caso di contrattacco ucraino, che così sarà facilmente domato con un uso minimo di risorse. I contractor russi dicono anche che la linea è ispirata alle tattiche della Seconda guerra mondiale e fra le piramidi di cemento ci saranno mine e fossati d’acqua – in effetti sembra una copia minore della Linea Sigfrido, che proteggeva la Germania nazista sul fianco Ovest. Per ora è poco più di un ghirigoro sulla cartina e gli ucraini potrebbero passarle ai lati. Il punto più interessante è politico: se fosse davvero ultimata, la Linea Wagner difenderebbe lo stesso confine del Donbass separatista del 24 febbraio, quindi del giorno dell’invasione ordinata dal presidente russo Putin. Sarebbe un modo per tornare al punto di partenza e quindi è una linea fortificata già pronta per una fase di negoziati con Kiev – se mai ci saranno. Anche sul fronte Sud come nell’Est si combatte molto, ma sicomincia a intravedere un disegno politico e non più soltanto militare. Ieri i russi hanno chiesto di nuovo alla popolazione di Kherson di evacuare “immediatamente” la città. Non è ancora dato sapere cosa faranno i militari russi, sepotranno seguire i civili oppure se sarà ordinato loro di restare a combattere casa per casa – una scelta rischiosa, considerato che alle spalle hanno il fiume Dnipro e per attraversarlo un ponte di chiatte che il fuoco ucraino potrebbe fare a pezzi. Se i soldati decidessero infine di abbandonare Kherson e di passare sulla sponda sinistra, allora il grande fiume Dnipro che in quel punto è largo 350 metri ma in altri punti raggiunge i sette chilometri di ampiezza diverrebbe una linea di confine naturale. Di qui gli ucraini, di là i russi. Montare un’operazione per passare il Dnipro richiederebbe ai soldati di Kiev tempo e risorse, ci sarebbe una pausa negli scontri ed è in quella fase che potrebbero esserci le condizioni per un cessate il fuoco. Ai russi converrebbe, perché sono disorganizzati e stanno perdendo il conflitto. La gente del posto già oggi avvisa chi passa sulla sponda destra: scendere fino all’acqua è pericoloso perché la riva è minata e perché dall’altra riva i russi tirano con i cecchini e con i cannoni. Sul fiume Dnipro c’è di nuovo aria di muro di Berlino. Secondo la tv americana Cbs ilPentagono sta per inviare 4.700 soldati della 101esima Divisione aviotrasportata, le Screaming Eagles dello sbarco in Normandia, in Romania al confine con l’Ucraina. Si tratta di un avvicendamento di truppe americane in Europa che la Difesa americana aveva già annunciato a maggio e che allora aveva motivato con la necessità di mantenere una presenza robusta di soldati americani sul fianco orientale della Nato durante l’invasione russa dell’Ucraina. In breve: si tratta di una cosa normale in un contesto non normale. A maggio era previsto che i soldati americani andassero in Polonia, invece andranno sul confine rumeno – che in questo momento è più vicino al centro dei combattimenti.

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