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La Repubblica Rassegna Stampa
01.10.2022 Zelensky: 'Con Putin impossibile trattare'
Cronaca di Fabio Tonacci

Testata: La Repubblica
Data: 01 ottobre 2022
Pagina: 3
Autore: Fabio Tonacci
Titolo: «L’ira di Zelensky: 'Le libereremo. Finché c’è lo zar non trattiamo'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 01/10/2022, a pag. 3, con il titolo "L’ira di Zelensky: 'Le libereremo. Finché c’è lo zar non trattiamo' " l'analisi di Fabio Tonacci.


Fabio Tonacci

Zelensky: il Presidente ucraino e la metamorfosi da Woody Allen ad Allende  - la Repubblica
Volodymyr Zelensky

Rimanere impassibili di fronte alle immagini e ai proclami che giungono dalla Piazza Rossa, proseguire col piano di riconquista dei territori occupati seppur sotto la minaccia di una risposta con armi tattiche nucleari, aggiungere l’ennesima, improbabile, richiesta di ingresso rapido nella Nato. E rifiutare ogni proposta diplomatica, soprattutto quella avvelenata avanzata daPutin dopo l’annessione unilaterale del 15 per cento della terra ucraina. «Fintanto che ci sarà lui al Cremlino, non tratteremo mai», dichiara il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. La reazione del governo di Kiev è la più dura tra quelle possibili. Zelensky parla pubblicamente più volte nell’arco della giornata, usando il suo canale Telegram. «L’intero territorio del nostro Paese sarà liberato dal nemico, che è nemico non solo dell’Ucraina, ma della vita stessa, dell’umanità, della legge e della verità ». Dunque le controffensive e i combattimenti nelle quattro regioni occupate di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk non si fermeranno. «La Russia cerca di rubare qualcosa che non le appartiene, intende riscrivere la storia e ridisegnare i confini attraverso omicidi, abusi, ricatti e bugie. L’Ucraina non lo permetterà. E se non interveniamo, Putin non si fermerà ai nostri confini. Altri sarebbero sotto attacco: Stati baltici, Polonia, Moldova e Georgia, Kazakhstan». La reazione del governo ucraino alle annessioni era stata anticipata aRepubblica da Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente e capo delegazione al tavolo del negoziato. «Per trattare, l’esercito russo deve uscire dai nostri confini, Crimea compresa», ha detto ieri Podolyak. Zelensky prova a giocare anche la carta dell’ingresso nella Nato, uno dei pretesti usati dal Cremlino per giustificare l’invasione. Kiev chiede l’adesione accelerata, alla stregua di Svezia e Finlandia. «Di fatto, siamo già nella Nato», osserva il presidente. «Di fatto, abbiamo già dimostrato la compatibilità con gli standard dell’Alleanza. Standard che sono reali per l’Ucraina, reali sul campo di battaglia e in tutti gli aspetti della nostra interazione. Ci fidiamo gli uni degli altri, ci aiutiamo a vicenda e ci proteggiamo a vicenda. Questa è l’Alleanza». A marzo aveva fatto un passo indietro, lasciando in sospeso la domanda. Perché sia accettata serve l’unanimità degli Stati membri, e Zelensky sa fin troppo bene che, pur avendo il favore dei Paesi Baltici, Francia e Germania sono scettiche all’ipotesi di allargare il perimetro dell’Alleanza Atlantica fino al confine russo-ucraino. È poi complicato accogliere un Paese in guerra, che si trova già in uno stato di crisi: in virtù dell’articolo 5 sulla mutua difesa, significherebbe che la Nato entrerebbe direttamente nel conflitto, col rischio, a quel punto quasi certezza, dello scoppio della Terza Guerra Mondiale. A Kiev però c’è chi ci crede. «Abbiamo tutte le possibilità», ribatte Yuriy Sak, consigliere del ministro della Difesa ucraino. «Il Canada ha annunciato che sosterrà l’Ucraina nella sua candidatura di adesione alla Nato».

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