venerdi 30 settembre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'esempio di Golda Meir


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
10.09.2022 Contrattacco ucraino a Est
Cronaca di Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 10 settembre 2022
Pagina: 24
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «Il doppio contrattacco ucraino. Russi in fuga nell’Est del Paese»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 10/09/2022, a pag. 24, l'analisi di Daniele Raineri dal titolo "Il doppio contrattacco ucraino. Russi in fuga nell’Est del Paese".

Festival Internazionale del Giornalismo
Daniele Raineri

Ukraine Sets up 'International Legion' for Foreigners to Fight Russians

La linea di difesa russa nel sud est della regione di Kharkiv è collassata in uno dei cedimenti più improvvisi e umilianti – per l’esercito di Mosca – di questo conflitto. Le forze ucraine in tre giorni hanno percorso novanta chilometri e sono arrivate fino ai margini della città di Kupiansk, che da cinque mesi era lo scalo logistico di tutto il vai e vieni militare russo nell’est dell’Ucraina. E sono partite da un fronte che ormai da tempo si era stabilizzato e non offriva più sorprese. È come se i russi non riuscissero più a fermare gli ucraini e fossero costretti a ripiegare in fretta come sola strada per la salvezza, ma questa ritirata sta facendo saltare tutta la strategia del Cremlino per continuare la cosiddetta “operazione speciale”. Per tutta l’estate gli ucraini avevano creato molta attesa per la controffensiva di Kherson, quindi nel sud dell’Ucraina. È cominciata da dieci giorni e non si tratta di una manovra diversiva, è un’operazione reale che ottiene avanzamenti reali sul terreno. Ma quattro giorni fa l’esercito ha lanciato anche una controffensiva contro gli occupanti russi a est nella regione di Kharkiv e questa seconda operazione sta andando molto più veloce. I soldati ucraini hanno trovato un punto dove le difese russe erano sottili, hanno sfondato, hanno riconquistato la piccola città di Balikliya – ventisettemila abitanti – e ieri hanno raggiunto la città di Kupyansk. Il risultato è spettacolare e le mappe dell’avanzata devono essere aggiornate ogni poche ore, dopo mesi di immobilità. Il presidente ucraino Zelensky ieri ha detto che «dal primo giorno di settembre i soldati hanno liberato mille chilometri quadrati». Gli stessi canali russi tenuti da esperti militari e da appassionati che su Telegram seguono l’invasione minuto per minuto fin dall’inizio e spesso hanno toni trionfalistici in queste ore hanno cambiato umore e parlano di una sconfitta preoccupante, che non si ferma e si allarga sempre di più. Alcuni esortano a non farsi prendere dal panico, altri usano la parola catastrofe, altri ancora si ribellano alla linea ufficiale dell’esercito russo che nega la perdita di terreno e avvertono: «È così che si perde la guerra». Il timore di questi commentatori russi è che il collasso regionale a Kupyansk sia ilsintomo di una debolezza generale delle forze di Mosca, che ha afflitto la spedizione punitiva contro l’Ucraina fin da febbraio e ora presenta il conto. Il problema è di numeri: l’esercito russo non ha abbastanza soldati per un conflitto su fronti multipli, quando copre una zona ne lascia sguarnita un’altra. Il Cremlino durante l’estate ha spostato circa venticinquemila uomini a sud nella regione di Kherson e il fronte ha ceduto di colpo nell’est. In teoria la controffensiva nella regione di Kharkiv, come quella a Kherson, è coperta da segreto militare e i giornalisti non possono accedere alla zona delle operazioni per un ordine del governo ucraino, ma i video e le foto che arrivano parlano chiaro – oltre a rivelare la progressione dell’avanzata. I soldati russi abbandonano le posizioni così in fretta da lasciare indietro tonnellate di materiale bellico intatto, come cannoni e munizioni. Ci sono molte perdite nei reparti russi e relative immagini cruente. Ci sono anche moltissimi prigionieri e tra loro ufficiali. I russi rischiano di finire in trappola e per capire è meglio dare un’occhiata alla cartine in questa pagina. In questo momento la lineadi rifornimento che arriva alla città di Izyum – occupata dai russi, ieri hanno chiesto al personale civile di evacuare – e al fronte del Donbass è una retta che va da nord verso sud. Gli ucraini sono avanzati da ovest verso est e di fatto hanno tagliato questa linea di rifornimento. I soldati russi nella zona di Izyum ora hanno gli ucraini su tre lati (nord, ovest e sud) e il fiume Oskil alle spalle. Da quando i militari ucraini hanno ricevuto i missili americani Himars, attraversare i fiumi è diventato un problema perché espone i russi a bombardamenti molto duri. Il Pentagono due giorni fa ha detto che gli ucraini ne hanno già sparato quattrocento e sono stati l’arma che per ora ha condizionato di più il conflitto. Nel giro di pochi giorni, i soldati di Mosca che pensavano di trovarsi in una zona tranquilla del fronte rischiano di trovarsi dentro a una sacca di territorio quasi chiusa, che è quello che i comandanti russi vogliono evitare a tutti i costi. Se anche gli ucraini non sono presenti fisicamente sono comunque a distanza di tiro dalle strade. La stessa situazione grosso modo si potrebbe verificare nella regione di Kherson, a sud, ma in quel caso il fiume alle spalle è il Dnipro – ancora più difficile da attraversare con chiatte e mezzi di fortuna. Ad aprile la strategia russa sul lungo termine puntava a circondare gli ucraini dentro a un pezzo di pianura, ora la situazione si è ribaltata. E il caldo dell’estate non si sente già più.

Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

rubrica.lettere@repubblica.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT