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La Repubblica Rassegna Stampa
09.09.2022 Le deportazioni di Putin
Cronaca di Paolo Brera

Testata: La Repubblica
Data: 09 settembre 2022
Pagina: 17
Autore: Paolo Brera
Titolo: «'In Russia 2,5 milioni di ucraini'. Kiev denuncia le deportazioni»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 09/09/2022, a pag. 17, con il titolo " 'In Russia 2,5 milioni di ucraini'. Kiev denuncia le deportazioni" la cronaca di Paolo Brera.

500,000 people have fled Ukraine conflict: UN | Russia-Ukraine war News |  Al Jazeera

«Due milioni e mezzo di deportati in Russia», punta il dito Kiev durante la seduta del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Non bastano tutti gli abitanti di Liguria e Umbria per raggiungere il numero gigantesco e impressionante di ucraini che, secondo il governo Zelensky, sono stati arbitrariamente sfollati dagli invasori russi al di fuori del territorio controllato da Kiev. Un esodo biblico che sarebbe stato condotto con la forza tra inganni e minacce, tra violenze e sparizioni. Il numero, proclamato dalla vice ambasciatrice ucraina alle Nazioni unite, Khrystyna Hayovyshyn, comprende i bambini e le donne, i soldati catturati e gli anziani spediti e sparpagliati per tutta la Russia. Sono stati deportati in «regioni isolate e depresse della Siberia e dell’estremo oriente», dice Hayovyshyn secondo cui «coloro che hanno opinioni politiche diverse o sono affiliati al governo o ai media ucraini scompaiono, mentre i bambini vengono strappati dalle braccia dei genitori». L’accusa non è nuova: da mesi circolano i racconti disperati di chi è stato costretto a lasciarsi tutto dietro alle spalle per salire su un bus diretto in Russia. Qualcuno è riuscito a tornare a casa, con lunghi viaggi attraverso paesi terzi, e ha raccontato ai giornali ucraini l’esperienza drammatica vissuta insieme a una folla di disperati. Ma i numeri portati ieri da Hayovyshyn all’Onu sarebbero da brividi, se venissero confermati. Per ora le stime americane sono più contenute, ma restano da capogiro: «Le autorità di Mosca hanno interrogato, detenuto e deportato con la forza in Russia tra 900mila e 1,6 milioni di ucraini, spesso in regioni isolate dell’Estremo Oriente», denuncia l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, secondo cui «250 mila bambini sono stati sottoposti a filtrazione». «Abbiamo le prove — continua — che centinaia di migliaia di ucraini, compresi bambini, sono stati interrogati, detenuti e deportati con la forza. Alcuni semplicemente svaniscono. Un numero crescente di testimoni oculari e sopravvissuti alle operazioni di filtrazione racconta le minacce, molestie e tortura da parte delle forze di sicurezza russe. Sono stati oggetto di perquisizioni invasive, interrogatori in circostanze disumane e umilianti. Tutto ciò riecheggia un periodo molto oscuro del passato». Chi è finito in trappola sotto le bombe in una zona passata sotto ilcontrollo russo non ha molte alternative. Il suo destino spesso passa dai “campi di filtrazione” russi e finisce nei Centri di accoglienza temporanea aperti in Russia: gli ucraini che ci sono transitati parlano di detenzione, più che di accoglienza. Nei centri di filtrazione si viene interrogati, a volte «per interi giorni», in attesa di essere “filtrati”. Gli agenti dei servizi cercano di capire se chi hanno di fronte ha rapporti con la resistenza, con gli Azov o i soldati al fronte. Perquisizioni, ancora indagini su cosa si sa e cosa si è visto, foto e impronte digitali. Chi sbaglia risposta, chi ha tatuaggi equivoci o chat compromettenti sul cellulare viene isolato e portato via. I racconti sono tutti uguali: nessuno ha detto lorodove sarebbero stati trasferiti, si viene genericamente rassicurati e via verso la Russia. Chi si adegua consegna il passaporto e riceve lo status di rifugiato con un po’ di denaro per sopravvivere. Tornare a casa è difficile: molti non conoscono i loro diritti, e con pochi soldi e senza più il passaporto si sentono perduti. «Il sistema di filtraggio dei civili ucraini — denuncia l’ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente italiano all’Onu — è una violazione dello jus in bello (il diritto internazionale umanitario nei conflitti) così profonda come non abbiamo assistito in Europa dalla Seconda guerra mondiale». L’Italia chiede alla Russia «di garantire l’immediato ritorno di tutti i cittadini ucraini trasferiti con la forza, in particolare donne e bambini». Mosca minimizza, la sessione del Consiglio di sicurezza è «un’inutile perdita di tempo» per «la campagna di disinformazione ordita dall’Ucraina e dai suoi alleati occidentali». Gli ucraini in Russia «sono sottoposti a registrazione, non filtrazione». Per Mosca espatriano volontariamente: la stampa russa racconta la loro nuova vita da cittadini «felici e già integrati».

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