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La Repubblica Rassegna Stampa
10.08.2022 L'Ucraina reagisce: attacco in Crimea
Commenti di Brunella Giovara, Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 10 agosto 2022
Pagina: 15
Autore: Brunella Giovara - Daniele Raineri
Titolo: «Colpita una base russa in Crimea. L’Ucraina rivendica: 'È solo l’inizio' - Attaccare dalla distanza. Ora lo fa, e meglio, anche Kiev. Che così cerca la svolta»

Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 10/08/2022, a pag.15, con il titolo "Colpita una base russa in Crimea. L’Ucraina rivendica: 'È solo l’inizio' ", l'analisi di Brunella Giovara; con il titolo "Attaccare dalla distanza. Ora lo fa, e meglio, anche Kiev. Che così cerca la svolta", il commento di Daniele Raineri.

Ecco gli articoli:

Russia's ambitions, Ukraine's resistance, and the West's response

Brunella Giovara: "Colpita una base russa in Crimea. L’Ucraina rivendica: 'È solo l’inizio' "

Fino a ieri la Crimea occupata dai russi era un posto sicuro e tranquillo – per i russi - ma non è più così. Nel primo pomeriggio, una grande esplosione ha fatto tremare la terra e il mare, la gente che era in spiaggia a Novofedorivka è corsa in cerca di riparo urlando di terrore, e un altissimo fungo bianco si è alzato in cielo. Colpito l’aeroporto di Saki, la base del 33esimo reggimento dell’aviazione russa, da lì decollavano i bombardieri Se-24M, quelli andavano a colpire Mariupol. E «questo è solo l’inizio», ha dichiarato il portavoce del presidente Zelensky, Mykhailo Podolyak. «Il futuro della Crimea sarà quello di essere una perla del Mar Nero, un parco nazionale con una natura unica e una località turistica mondiale. Non una base militare per terroristi». Quindi, ora le cose cambiano. Gli ucraini riescono a colpire la fino a ieri irraggiungibile Crimea, con cosa non è ancora chiaro, e da dove sia partito il missileneanche. Ma l’effetto psicologico è devastante per i russi, euforizzante per gli ucraini. Di sicuro c’è che sono stati colpiti i depositi di munizioni della base, e che le esplosioni sono durate a lungo. I russi minimizzano: «C’è stata l’esplosione di alcunemunizioni, ma non è stato un attacco esterno». Ammettono un morto e 4 feriti, mentre cercano di capire come sia potuto succedere, un attacco così diretto Un Himars, o un super Himars, il temibile Atacms? La vice premier ucraina Irina Vereschuk, ha quasi subito dichiarato che «le esplosioni di oggi ricordano di chi sia la Crimea. Perché questa è Ucraina». E ieri era anche “la Giornata internazionale dei popoli indigeni nel mondo. In Ucraina sono considerati tali i tatari, i caraiti, i krymchak di Crimea», tutti attualmente russificati, fin dal 2014, quando la penisola è stata annessa dopo un referendum definito illegale da quasi tutto il mondo. Intanto l’Ue ha condannato il rischioso “incidente” accaduto tre giorni fa nella centrale nucleare di Zaporizhizhia. La stessa Russia ha chiesto una riunione del Consiglio Onu che dovrebbe svolgersi domani. Ci sono stati «danni significativi alle infrastrutture, anche in prossimità dello stoccaggio a secco del combustibile nucleare esaurito all’interno del perimetro della centrale », ha chiarito la commissaria Ue all’Energia, Simson. «Le informazioni ottenute dai sistemi di monitoraggio della radioattività dell’Ue non indicano alcun aumento della radioattività in Ucraina o nell’Ue».

Daniele Raineri: "Attaccare dalla distanza. Ora lo fa, e meglio, anche Kiev. Che così cerca la svolta"

Ancora gli analisti militari non hanno capito che cosa hanno usato ieri i soldati ucraini per colpire la Crimea occupata dai russi alla distanza mai raggiunta prima di duecento chilometri dalla linea del fronte – hanno sospetti molto fondati come vedremo – ma in fondo non conta: il punto importante è che qualsiasi sia la nuova arma adesso a disposizione degli ucraini per i soldati russi non c’è più un singolo centimetro quadrato di Ucraina dove possono sentirsi al sicuro. Ieri le immagini valevano più di qualsiasi analisi: i bagnanti sulla spiaggia guardavano sbigottiti le esplosioni e le colonne di fumo dentro alla base aerea di Novofedorivka. Sparisce il concetto di retrovie, dove riorganizzare i reparti logorati dal fronte, tenere le munizioni e l’equipaggiamento, curare i feriti, parcheggiare elicotteri e aerei. Gli invasori sono esposti ovunque al tiro preciso dei missili ucraini a meno che non ritornino in Russia – che è la richiesta fatta dal governo ucraino fin dall’inizio del conflitto. Sparisce anche la nozione di Crimea come costa felice dove fare il bagno senza preoccuparsi di una guerra considerata ancora lontana. Da due giorni circolava la notizia, non confermata, dell’arrivo in Ucraina degli Atacms, un razzo di fabbricazione americana capace di colpire a trecento chilometri di distanza con molta precisione. A metà giugno gli americani dopo molti ripensamenti e tormenti avevano consegnato agli ucraini i sistemi lanciarazzi Himars, che riescono ad arrivare a settanta chilometri e hanno impresso una svolta al conflitto. Gli Himars hanno fatto saltare in aria decine di depositi di munizioni russi nel giro di poche settimane e hanno quasi azzerato il grande vantaggio dei russi, che è quello di disporre di un numero infinitamente superiore di pezzi di artiglieria e di colpi da sparare. Tutti i chilometri di terreno conquistati dai russi tra aprile e maggio nel Donbass sono stati presi grazie alle batterie di cannoni, che hanno reso semplicemente impossibile per i soldati ucraini mantenere le posizioni. Adesso i comandanti ucraini dicono che per dieci colpi che i russi sparavano ne sparano soltanto uno, si vede che sono a corto di munizioni e devono farne un uso molto più accorto, è tutto cambiato. L’Amministrazione Biden ha dato gli Himars agli ucraini conuna condizione: che non fossero usati contro bersagli militari dentro ai confini della Russia. L’idea era evitare di dare ai russi un pretesto per un’escalation. Gli ucraini sono stati disciplinati e hanno rispettato il limite. Hanno colpito soltanto bersagli militari, non hanno mai usato gli Himars fuori dai confini e non ne hanno perso nemmeno uno. Per questo da qualche tempo si pensava che gli americani avrebbero potuto concedere un salto di livello molto desiderato. Ed ecco gli Atacms, una versione più potente degli Himars che non si ferma a settanta chilometri arrivano fino a trecento. Adesso molti obiettivi che prima erano fuori portata sono raggiungibili, incluso il ponte che collega la Russia alla Crimea. C’è anche la possibilità che l’arma usat a sia stata invece sviluppata in autonomia dagli ucraini e questo toglie di mezzo tutte le cautele dovute all’Amministrazione Biden. Il missile potrebbe essere una versione terrestre del Neptune che gli ucraini dicono di avere già usato con successo contro la nave ammiraglia Moskwa oppure il frutto di una collaborazione con il governo saudita. Il risultato per i russi non cambia. In questo conflitto avevano la supremazia in campo missilistico e la capacità di colpire da distante. Non hanno più questo vantaggio. È tutto rimesso in discussione. Immaginarsi cosa vuol dire per i militari russi occupare una qualsiasi posizione strategica con il pensiero che a trecento chilometri gli ucraini hanno la capacità di colpire in pochi minuti.

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