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La Repubblica Rassegna Stampa
21.07.2022 E adesso come si posizionerà l'Italia sulla crisi ucraina?
Commento di Paolo Mastrolilli

Testata: La Repubblica
Data: 21 luglio 2022
Pagina: 16
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «'Roma resta un partner'. Ma gli Usa temono una crepa nella coalizione anti-Putin»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 21/07/2022 a pag.16 con il titolo "'Roma resta un partner'. Ma gli Usa temono una crepa nella coalizione anti-Putin" la cronaca  di Paolo Mastrolilli.

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«Continueremo a lavorare insieme all’Italia su una serie di importanti priorità, compreso il sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa». Questo commento, dato a Repubblica da un portavoce della Casa Bianca, chiarisce la linea che gli Usa intendono seguire nella crisi: fare buon viso a cattivo gioco, in modo da proseguire la collaborazione con Roma, chiunque sia a Palazzo Chigi. Fuori dall’ufficialità, però, la delusione è palpabile, perché Draghi aveva dato al nostro paese stabilità e affidabilità che mancavano da lungo tempo. Anche il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price, ha risposto ad una domanda sulla crisi a Roma mettendo l’accento sulla tenuta dell’alleanza che aiuta Kiev: «Sono stati già scritti molti necrologi prematuri, ma questa coalizione ha dimostrato di avere forza eresilienza». La situazione però è grave, secondo Charles Kupchan, direttore per l’Europa nella Casa Bianca di Obama: «L’imminente caduta del governo Draghi infligge un duro colpo all’Italia, alla Ue e alla coalizione transatlantica che ha sostenuto l’Ucraina di fronte all’aggressione russa. La leadership di Washington garantirà un continuo lavoro di squadra transatlantico per aiutare gli ucraini a difendersi. Ma l’instabilità politica in Italia invia un segnale preoccupante sulle sfide per mantenere la solidarietà dell’Occidente tra l’inflazione, la carenza di energia e altri problemi economici esacerbati dalla guerra. Mentre le democrazie atlantiche si oppongono a Putin, devono tenere d’occhio il fronte interno e guardarsi dal pericoloso ritorno del populismo illiberale. L’Occidente deve rimanere vigile sulle minacce interne, oltre che esterne, alla democrazia liberale».

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È forte anche la delusione di Ian Bremmer: «Questa crisi non poteva arrivare in un momento peggiore, con inflazione record, rallentamento della crescita e crisi energetica. Minerà ulteriormente le prospettive economiche e aumenterà notevolmente il rischio che l’Italiacada in recessione». Secondo il presidente di Eurasia «le elezioni anticipate minacciano l’accesso dell’Italia ai fondi per la ripresa della Ue. La prossima tranche biennale è prevista per dicembre, 19 miliardi, o quasi l’1% del Pil. Renderà difficile per Roma qualificarsi per il nuovo strumento di acquisto di obbligazioni della Bce, presentato oggi, che gli investitori ritengono necessario per prevenire l’instabilità finanziaria mentre la Banca centrale aumenta i tassi per la prima volta dal 2011». Ma i rischi sono di lungo termine: «A peggiorare le cose, le elezioni porteranno a un governo euroscettico di estrema destra. Ciò indebolirà ulteriormente le prospettive di riforma e produrrà un disavanzo più elevato, peggiorando l’inflazione e minando la fiducia degli investitori. Non sono preoccupato per l’uscita dall’euro e mi aspetto che il nuovo governo alla fine sia in linea con le richieste Ue, ma solo dopo un periodo di grave instabilità dei mercati finanziari».

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