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La Repubblica Rassegna Stampa
13.07.2022 La propaganda del ministro iraniano in visita in Italia
Intervista di Francesca Caferri

Testata: La Repubblica
Data: 13 luglio 2022
Pagina: 11
Autore: Francesca Caferri
Titolo: «Amir-Abdollahian: 'Il negoziato nucleare passi anche da Roma. Serve un’intesa solida'»
Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 13/07/2022, a pag.11 con il titolo "Amir-Abdollahian: 'Il negoziato nucleare passi anche da Roma. Serve un’intesa solida' " l'intervista di Francesca Caferri.

E' indecente che una giornalista debba coprirsi la testa in segno di sottomissione per intervistare un ministro iraniano. Ricordiamo che Oriana Fallaci, di fronte all'ayatollah Khomeini, si tolse il velo in segno di protesta e sfida. Un esempio sempre valido.

Ecco l'articolo:

 

Immagine correlata
Francesca Caferri per l'intervista ha dovuto mettersi un foulard

Unity is the secret behind the Resistance's victories: Amir-Abdollahian -  Tehran Times
Hossein Amir Abdollahian

L’ abito scuro su una camicia grigio chiaro. Le scarpe eleganti. Lo sguardo deciso. La scelta — comune fra leélite iraniane — di non usare l’inglese, sebbene lo parli benissimo. Hossein Amir Abdollahian, ministro degli Esteri di Teheran, sbarca a Roma per una due giorni fitta di colloqui fra la Farnesina e il Vaticano. Ucraina, dossier nucleare e Siria nell’agenda di un diplomatico vicino ai Guardiani della rivoluzione, a differenza del suo predecessore Javad Zarif, e perciò da anni incaricato dei dossier più caldi a Teheran. Fra un incontro e l’altro, Abdollahian ha trovato il tempo di sedere per questa intervista esclusiva con Repubblica.

Partiamo dalla guerra in Ucraina: l’Iran ha condannato il conflitto, ma non in maniera chiara l’aggressione russa. Perché? “Abbiamo dichiarato sin dall’inizio le nostre posizioni contro la guerra in Ucraina. Quando dico con chiarezza intendo che siamo contrari all’attacco militare della Russia in Ucraina. Sin dal principio abbiamo cercato di fermare la guerra e di fare avviare negoziati politici fra le parti. Io stesso ho contattato tre volte il ministro degli Esteri dell’Ucraina e molte altre volte il ministro russo Sergej Lavrov. La nostra convinzione rimane che la soluzione per l’Ucraina non è la guerra e che anche se il conflitto durasse a lungo non ci sarà altro modo di risolverlo che tramite i negoziati”.

Il Cremlino ha appena annunciato la visita di Putin a Teheran la prossima settimana, per discutere di Siria. Parlerete anche di Ucraina? “Sarà un vertice trilaterale sotto il formato di Astana. Il primo in persona da tre anni a questa parte. Si parlerà di questioni importanti come il ritorno dei profughi siriani nel loro Paese, delle sanzioni contro la Siria e della possibilità di operazioni militari turche nella zona di confine per la lotta al terrorismo. Il presidente Raisi due settimane fa ha incontrato il presidente Putin in Turkmenistan e gli ha detto che pur comprendendo le radici dellaguerra, l’Iran rimane contrario al conflitto. Sicuramente continueremo i nostri sforzi per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina approfittando della presenza del presidente Putin”.

Il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan ha detto che la Russia sta per acquisire droni con capacità di trasportare missili dall’Iran. Qual è la risposta del suo governo? “Abbiamo diversi tipi di collaborazione con la Russia e fra questi nel settore della difesa: ma non aiuteremo nessuna delle due parti coinvolte in questa guerra perché crediamo che vada fermata. Credo che il problema attuale del conflitto sia che alcuni Paesi occidentali, fra cui gli Stati Uniti, hanno produttori di armamenti che stanno cercando di vendere i loro prodotti. Noi eviteremo ogni azione che possa portare a un’escalation, ma lavoreremo per fermare la guerra”.

A che punto sono le trattative per la ripresa dell’accordo nucleare JCPOA? Gli ultimi incontri, a Doha, non sono andati bene… “Il nuovo governo iraniano ha intrapreso seri negoziati con le controparti sulla questione nucleare. Siamo arrivati a una bozza che per il 90% ha il consenso dei 4+1 ma anche degli americani. Siamo in contatto con gli americani per l’annullamento delle sanzioni: procedono attraverso la Ue e iministri degli Affari esteri di alcuni Paesi. Ci sono stati progressi importanti sia sulla bozza che sulle idee messe sul tavolo. Non credo sia corretto dire che a Doha c’è stato un fallimento. I progressi ci sono, ma ci sono anche altrequestioni da affrontare”.

Quali? “Chiediamo forti garanzie economiche. Se un’impresa occidentale firma un contratto con la controparte iraniana deve avere la certezza che il progetto sarà realizzato e riceverà il compenso”.

Fra i Paesi tramite cui parlate con gli Stati Uniti c’è l’Italia? “Ho parlato con il ministro Di Maio della questione nucleare: ha proposto idee che prenderemo in considerazione nei negoziati. In questi ultimi dieci mesi, oltre all’incontro qui a Roma, ci siamo visti due volte e abbiamo parlato di varie questioni, fra cui l’accordo. Ora abbiamo avuto un nuovo scambio di idee: accogliamo con favore le potenzialità e le capacità del ministero degli Esteri italiano nel negoziato sul nucleare come accogliamo con favore qualsiasiidea possa contribuire a portare a una posizione realistica gli Stati Uniti. E quindi a farci arrivare a un accordo buono, solido e duraturo”.

Il fatto che gli Stati Uniti rifiutino di togliere i Guardiani della rivoluzione dalla lista delle organizzazioni terroristiche è un ostacolo all’accordo? “Agli americani abbiamo proposto un’idea: ritardare la questione legata alla lista. Ma dobbiamo essere certi che dalla lista escano almeno le società iraniane il cui apporto è necessario perché il paese goda dei benefici dell’accordo . Non chiediamo nulla che vada al di là dell’accordo nucleare”.

Parliamo del viaggio del presidente americano Joe Biden in Medio Oriente: l’Iran sarà al centro dei colloqui. Cosa vi aspettate? E cosa auspicate? “Negli ultimi mesi abbiamo avuto colloqui positivi con l’Arabia Saudita. L’attenzione per i nostri vicini è una delle priorità della nostra politica estera. A noi è stato riferito che il viaggio riguarderà la sicurezza alimentare ed energetica. Il regime israeliano vorrebbe che diventasse un’occasione per promuovere questioni di sicurezza e usarlo contro l’Iran. Ci auguriamo che la parte americana faccia sì che non si trasformi in un’occasione non costruttiva e in contrasto con la dichiarata volontà di arrivare a una conclusione dei negoziati nucleari”.

L’Aiea lamenta lo spegnimento di alcune telecamere usate per monitorare il vostro programma nucleare. Sareste pronti a riaccenderle per rilanciare il dialogo con l’Occidente? “Non abbiamo spento le telecamere. Le abbiamo fatte togliere dal circuito. Si tratta di telecamere che l’Iran ha volontariamente installato per il monitoraggio e che ha escluso come risposta a una risoluzione ingiusta voluta dagli Stati Uniti e da tre Paesi europei dentro l’Aiea per fare pressione su di noi durante i negoziati. In qualsiasi momento i negoziati arriveranno a qualche risultato faremo rientrare le telecamere nel circuito. L’Iran è determinato nei suoi sforzi per raggiungere un accordo serio e durevole sulla questione nucleare”.

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