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La Repubblica Rassegna Stampa
04.07.2022 La minaccia di Hezbollah contro Israele: droni su un giacimento di gas
Cronaca di Rossella Tercatin

Testata: La Repubblica
Data: 04 luglio 2022
Pagina: 12
Autore: Rossella Tercatin
Titolo: «Gas, Hezbollah sfida Israele, droni su un giacimento, prima grana per Lapid»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 04/07/2022, a pag. 12, con il titolo "Gas, Hezbollah sfida Israele, droni su un giacimento, prima grana per Lapid" la cronaca di Rossella Tercatin.

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Rossella Tercatin

yair-lapid - Il Foglio
Yair Lapid

Volavano a bassa quota e a velocità moderata sulle onde del Mediterraneo. Tre droni lanciati dal gruppo libanese Hezbollah sono stati bloccati sulle acque israeliane, vicino alla piattaforma per l’estrazione del gas del giacimento Karish (“squalo” in ebraico). Un episodio che alza il livello delle tensioni nella regione in una fase delicata per lo Stato ebraico, tanto a livello geopolitico internazionale quanto interno. I velivoli non erano armati e sono stati abbattuti dalle forze israeliane, uno da un caccia F16 e due dal nuovo sistema navale di difesa antimissile. “I droni sono stati identificati in fase iniziale e intercettati in un momento ottimale dell’operazione,” comunica l’esercito. “Un’indagine preliminare suggerisce che non ponessero nessun pericolo imminente”. L’organizzazione sciita supportata dall’Iran, che in Libano costituisce un vero e proprio Stato nello Stato, ha dichiarato la missione un successo, aggiungendo che “il messaggio è stato recapitato”.

Solo alcune settimane fa infatti, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah aveva minacciato di colpire il sito. A partire dal 2020 Beirut ha cominciato a reclamare i 1500 chilometri di mare in cui si trova Karish – scoperto nel 2013 – come parte dellapropria zona economica esclusiva, in aggiunta a un’ulteriore area che rivendicava dal 2010. Risolvere la disputa è diventata una priorità del Segretario Usa per l’energia Amos Hochstein che negli scorsi mesi è stato più volte in visita nel Paese dei Cedri per portare avanti la trattativa, cui Hezbollah sta dando però filo da torcere. Il Libano intanto, rimane uno dei pochissimi paesi del Mediterraneo orientale a non aver lavorato per localizzare e sfruttare eventuali giacimenti nelle sue acque internazionalmente riconosciute. Una via che potrebbe portare negli anni a una risoluzione della drammatica crisi economica ed energetica della nazione, che perdura da prima della guerra in Ucraina, e magari anche porre Beirut sullo scacchiere dei paesi esportatori – come già accaduto proprio a Israele. Il confronto con Hezbollah è solo uno dei tasselli che nelle ultime settimane hanno rafforzato il conflitto a bassa intensità tra Israele e l’Iran.Teheran ha accusato gli israeliani dell’eliminazione di un alto ufficiale delle Guardie della Rivoluzione in maggio, una cellula che stava lavorando per organizzare attacchi contro israeliani in Turchia è stata appena sgominata, i cyberattacchi si moltiplicano così come le incursioni dell’aviazione dello Stato ebraico in Siria contro obiettivi legati al Regime degli Ayatollah. Il tutto mentre Israele vive un periodo complesso dal punto di vista interno, con un governo senza maggioranza e nuove elezioni convocate per il 1 novembre. “Il nostro obiettivo nei prossimi mesi sarà quello di gestire il governo come se non stessimo per andare a elezioni,” promette Yair Lapid, che la scorsa settimana ha sostituito il suo alleato politicoBennett alla guida del paese, primo premier non di destra da vent’anni. “Gli iraniani, Hamas eHezbollah non aspettano. Dobbiamo agire contro di loro ”. Lapid ha sottolineato come le azioni di Hezbollah danneggino la possibilità di un accordo con il Libano sui confini marittimi. Mentre Israele si prepara ad accogliere fra 10 giorni il presidente Usa Joe Biden e probabilmente a nuove svolte nell’ambito delle alleanze regionali sotto la Tenda degli Accordi di Abramo. Forse legate all’Arabia saudita.

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