mercoledi` 07 dicembre 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Dubai ricorda la Notte dei Cristalli (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
16.06.2022 Ricompare Navalny: 'Sono in un carcere duro, qui torturano'
Analisi di Rosalba Castelletti

Testata: La Repubblica
Data: 16 giugno 2022
Pagina: 9
Autore: Rosalba Castelletti
Titolo: «Ricompare Navalny: 'Sono in un carcere duro, qui torturano'»

Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 16/06/2022, a pag.9, l'analisi di Rosalba Castelletti dal titolo "Ricompare Navalny: 'Sono in un carcere duro, qui torturano' ".

Immagine correlata
Rosalba Castelletti

Putin riconosce Donbass:
Vladimir Putin

“Priviet”. Stavolta l’iconico saluto di Aleksey Navalny arriva «dal severo regime carcerario »: la famigerata prigione Ik-6 Melechkovo, nei pressi di Vladimir, a circa 250 chilometri a Est da Mosca. «Una delle più spaventose della Russia», secondo la portavoce dell’oppositore, Kira Jarmish: «I detenuti lì vengono torturati e uccisi».È stato lo stesso oppositore russo a confermare con un post su Instagram di essere stato trasferito dopo che è entrata in vigore la sentenza pronunciata lo scorso marzo in uno dei numerosi casi giudiziari che lo vede coinvolto. Martedì collaboratori e legali avevano lanciato l’allarme. Di Navalny nessuna notizia. All’avvocato che era andato a trovarlo nella colonia di Pokrov, a 100 chilometri da Mosca, dove era precedentemente recluso, era stato detto che lì «non c’era più nessun detenuto con quel nome».

Alexei Navalny dovrà scontare 2 anni e 5 mesi di carcere - Gazzetta del Sud
Alexei Navalny

Per ora Navalny sdrammatizza: «Il mio viaggio nello spazio continua. Sono stato spostato da una nave all’altra. Sono in quarantena, non c’è molto da dire». Racconta di essere riuscito a portare con sé decine di libri. E che, tra la lista di professioni in cui può abilitarsi durante la prigionia, può scegliere di diventare, in tre mesi, un sarto o un “macellaio di carcasse di uccelli”. Rassicurazioni che non sono bastate agli Stati Uniti che ieri sono tornati a chiedere la liberazione «immediata e senza condizioni» dell’attivista anti-corruzione, arrestato nel gennaio 2021 dopo essere sopravvissuto a un avvelenamento da agente nervino e condannato a nove anni da scontare in un carcere dimassima sicurezza.

Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/ 49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT