venerdi 01 luglio 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Tutti uniti contro l'accusa di Israele 'Paese di apartheid' 26/06/2022


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
04.06.2022 Zelensky: 'La vittoria alla fine sarà nostra'
Cronaca di Corrado Zunino

Testata: La Repubblica
Data: 04 giugno 2022
Pagina: 4
Autore: Corrado Zunino
Titolo: «I cento giorni di Zelensky: 'La vittoria alla fine sarà nostra'»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 04/06/2022, a pag. 4, con il titolo "I cento giorni di Zelensky: 'La vittoria alla fine sarà nostra' ", l'analisi di Corrado Zunino.

Immagine correlata
Corrado Zunino

Discorso Zelensky alla Camera: cosa ha detto il presidente ucraino. VIDEO
Volodymir Zelensky

I cento giorni di Volodymyr Zelensky sono una dichiarazione di certezze, necessarie all’umore del Paese: «Abbiamo già difeso l’Ucraina per tutto questo tempo, la vittoria sarà nostra ». In serata, ieri, ribadisce: «Sono tre le parole per le quali combattiamo da cento giorni, dopo otto anni: pace, vittoria, Ucraina. E per gli orrori commessi in tutte le nostre città porteremo i russi in tribunale». Il presidente ucraino sa che, in verità, i settanta giorni della prima fase sono stati caratterizzati dalla sorprendente resistenza ucraina, ma dalla presa di Mariupol in poi i russi hanno eroso territorio e oggi controllano il 90 per cento della regione di Lugansk — stima dei servizi britannici — più una fetta consistente di città e villaggi dell’oblast di Donetsk. Al Donbass quasi perduto si aggiunge il tratto dell’Ucraina meridionale, che consente all’esercito invasore lo sbocco via terra sul Mar Nero. Circondato da primo ministro, capo dell’ufficio presidenziale e negoziatori (ora fermi), Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per l’invio annunciato delle batterie di missili Himars: «Ci aiuteranno a salvare il nostro popolo ». Saranno impiegate proprio nelle due regioni del Donbass e, in particolare, nella battaglia cruenta e strategica di Severodonetsk: Putin vuole prendere la piccola città in due settimane, ma ieri, sostiene il governatore della regione, le forze armate ucraine hanno ripreso un altro venti per cento dei quartieri colpendo un esercito che qui ha nei combattenti ceceni la sua forza. «Stiamo lavorando per portare la fornitura dei sistemi di combattimento a un livello molto più elevato e moderno», dice ancora Zelensky. Su queste consegne belliche è entrata, da ieri, anche la Svezia. E il consigliere ucraino Mykhailo Podolyak ha voluto aggiungere: «I nostri partner sanno dove vengono utilizzate le loro armi. Qualsiasi affermazione secondo la quale vi è l’intenzione di usarle per attaccare la Russia è frutto di un’operazione psicologica dei servizi speciali nemici». Le forze di Kiev sostengono di aver ucciso, dal 24 febbraio, 30.950 soldati russi, ma gli ufficiali ucraini posizionati sul fronte orientale sono consapevoli che in questa fase stanno perdendo600 uomini al giorno, e lemunizioni scarseggiano. «La Russia ha ottenuto alcuni risultati nella sua operazione militare speciale e continuerà fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi», assicura il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: «Un buon numero di località sono state liberate dalle forze armate filo-naziste e la gente puòiniziare a riportare la propria vita alla normalità». Ci sono altri due giornalisti feriti in questa tragedia nella tragedia che sono le vittime dell’informazione. Il fotografo Alexander Ermochenko e il cameraman Pavel Klimov, cronisti ucraini della Reuters , si sono trovati in mezzo a una sparatoria mentre erano in viaggio lungo la strada controllata dai russi fra Severodonetsk e Rubizhne. Erano a bordo di un mezzo fornito dai separatisti filo-Mosca e guidato da una persona da loro assegnata. Il conducente è rimasto ucciso. C’è, infine, un cittadino francese ucciso in combattimento. Lo ha confermato il ministero degli Esteri senza renderne nota l’identità. Era un combattente partito come volontario ed è stato ferito a morte da tiri di artiglieria nella regione di Kharkiv, nel Nord-Est. Il giovane si era unito alla Legione internazionale di difesa ucraina e partecipava ai combattimenti contro l’esercito russo.

Per inviare la propria opinione alla Repubblica, telefonare 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT