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La Repubblica Rassegna Stampa
30.05.2022 Donbass: bombe sulle piccole città
Cronaca di Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 30 maggio 2022
Pagina: 9
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «Nuova tattica nel Donbass. Bombe sulle piccole città»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 30/05/2022 a pag.9 con il titolo "Nuova tattica nel Donbass. Bombe sulle piccole città" la cronaca di Daniele Raineri.

Festival Internazionale del Giornalismo
Daniele Raineri

Kharkiv: Russia's retreat from another key Ukrainian city reveals new  evidence of atrocities - CNN

Ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è uscito per la prima volta da Kiev ed è comparso a Kharkiv, nel nord est del paese. Come la capitale anche Kharkiv era assediata dai russi e come la capitale si è liberata della loro presenza con una controffensiva formidabile che in pochi ritenevano possibile soltanto tre mesi fa. Zelensky ha ringraziato i soldati, li ha premiati e poi ha licenziatoil capo locale dell’intelligence (Sbu), Romand Dudin, con parole sibilline: «Sono arrivato, ho capito cosa succedeva qui, ho licenziato il capo regionale dell’Sbu per non aver protetto la città fin dai primi giorni di una guerra totale, ma per aver pensato soltanto a se stesso. Quali sono i motivi? La polizia lo scoprirà». Queste allusioni, come «Dudin pensava soltanto a se stesso » e «la polizia lo scoprirà», fanno sospettare che si tratti di un caso di corruzione. Zelensky visita una città che ha goduto di una serenità totale per due settimane, al punto che la popolazione di Kharkiv aveva cominciato a tornare e nelle strade si respirava un’aria di normalità. Giovedì scorso però i militari russi hanno ripreso a bombardare a caso contro le zone residenziali – senza un obiettivo strategico ma con intento punitivo. Kharkiv, come sottolinea la visita di Zelensky, è un simbolo di resistenza e i russi non vogliono che faccia una vita troppo tranquilla. Nel Donbass i russi aggrediscono e occupano i piccoli centri abitati che fanno da tessuto connettivo fra le città, uno dopo l’altro, grazie alla loro potenza di fuoco superiore. Del resto la regione è fatta così: pochissime città, molti paesotti. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ieri ha ribadito ancora una volta che «la conquista della regione del Donbass è per noi una priorità assoluta». Le conseguenze di questa avanzata si fanno sentire sui civili rimasti: l’elettricità va e viene, il gas non c’è più, la benzina scarseggia e il fuoco d’artiglieria arriva all’improvviso un po’ ovunque. Una di queste città che spicca in mezzo ai piccoli è Severodonetsk, che potrebbe essere la scena di una battaglia urbana molto violenta nelle prossime settimane – come o persino più di Mariupol. Se ne vedono già gli inizi, i ceceni e le forze speciali stanno provando a entrare da nord, usando come porta d’accesso alle strade della città il complesso di un albergo che hanno occupato. Questa incursione è paradossalmente una buona notizia per gli ucraini: vuol dire che i russi non stanno riuscendo a stringere l’accerchiamento attorno alla città, come voleva il loro pieno originale, e così hanno deciso di avanzare da un lato. I soldati ucraini li aspettano dentro. Dal Donbass arrivano con sempre maggiore frequenza video che testimoniano l’uso da parte dei russi di armi termobariche, che sono diverse da quelle convenzionali perché proiettano tutt’attorno una miscela incendiaria nebulizzata che rende inutile cercare riparo dentro un edificio o dentro un bunker. I video ripresi dai droni mostrano da lontano le esplosioni delle armi termobariche che devastano i piccoli paesi della regione, con una violenza che non si era ancora vista nelle altre regioni dell’Ucraina.

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