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La Repubblica Rassegna Stampa
19.05.2022 Ecco le prove dei crimini di guerra russi in Ucraina
Cronaca di Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 19 maggio 2022
Pagina: 13
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «'Sì, ho ucciso un civile'. Confessa il primo soldato portato alla sbarra a Kiev»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 19/05/2022 a pag.13 con il titolo " 'Sì, ho ucciso un civile'. Confessa il primo soldato portato alla sbarra a Kiev" la cronaca di Daniele Raineri.

Festival Internazionale del Giornalismo
Daniele Raineri

Kharkiv: Russia's retreat from another key Ukrainian city reveals new  evidence of atrocities - CNN

Ieri, in un’aula affollata di tribunale a Kiev, un primo soldato russo, il sergente e carrista Vadim Shishimarin di 21 anni, si è dichiarato colpevole di avere ucciso a sangue freddo un civile ucraino durante l’invasione. «Ti dichiari colpevole? », gli ha chiesto il presidente della giuria. «Sì». «Di tutto quello che ti viene imputato?». «Sì», ha risposto di nuovo. Cinque giorni dopo l’inizio della guerra Shishimarin e altri quattro soldati russi con le armi in pugno avevano rubato la macchina di un civile ucraino per scappare dal campo di battaglia nella regione di Sumy, vicino al confine russo. Durante la fuga avevano incontrato un uomo di 62 anni in bicicletta che parlava al telefono, Oleksander Shilipov, e il sergente aveva obbedito all’ordine di uccidere l’uomo perché gli occupanti della macchina pensavano che stesse rivelando ai soldati ucraini la loro posizione. Gli aveva sparato alcuni colpi alla testa con il kalashnikov, e Shilipov era morto a poche centinaia di metri dalla porta di casa. Ieri sua moglie Kataryna era in aula. La procura generale ucraina ha identificato per ora circa quaranta soldati russi che potrebbero essere portati in un tribunale a rispondere per crimini di guerra – e circa diciassette sono coinvolti nei massacri attorno a Kiev – ma non li ha catturati tutti. Shishimarin era un caso perfetto per la prima udienza del primo processo. Un viso da bambino che viene da chiedersi cosa ci facesse in mezzo a una guerra, esile e con i capelli rasati dentro la gabbia di vetro, pronto ad ammettere subito la sua colpa, è la rappresentazione plastica di un esercito – quello russo – che è stato gettato dal presidente Vladimir Putin in un conflitto per il quale non era pronto. Un interprete traduceva per lui dall’ucraino al russo. Il procuratore, Andryi Sinyuk, ha annunciato che porterà due testimoni – incluso un soldato russo che era in macchina con Shishimarin – e anche l’arma che ha sparato. Giovedì ci sarà la prima udienza per altri due soldati russi. Gli investigatori ucraini hanno lanciato una campagna ampia di indagini per raccogliere la maggior quantità possibile di prove contro migliaia di soldati russi sospettati di avere commesso crimini contro i civili, con l’aiuto anche di avvocati e di consulenti legali che si sono offerti volontari. Lo scopo è quello di portare a processo in Ucraina i colpevoli e anche di facilitare il lavoro del Tribunale internazionale – che si occupa con più lentezza dello stesso dossier. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelenski, ha accusato la Russia di crimini di guerra e anche l’amministrazione Biden parla in modoesplicito di “crimini di guerra russi”. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, del processo di ieri contro il soldato ha dichiarato che «è un fake, una messinscena» e ha anche detto che «la nostra capacità di assistere il soldato è molto limitata perchénon abbiamo una missione diplomatica sul posto». La Russia potrebbe rispondere ai processi contro i soldati russi in Ucraina mandando a processo le centinaia di combattenti usciti dalla acciaieria Azovstal in questi giorni,con una mossa che avrebbe poca sostanza legale ma sarebbe molto forte sul piano della propaganda. Giovedì 26 la Corte suprema russa deciderà se definire “terroristi” e non più soldati gli ucraini che si sono arresi a Mariupol.

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