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La Repubblica Rassegna Stampa
14.05.2022 Kharkiv liberata
Cronaca di Daniele Raineri

Testata: La Repubblica
Data: 14 maggio 2022
Pagina: 6
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «La Kharkiv liberata: 'I russi si spostano sul fronte Donbass'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 14/05/2022 a pag.6 con il titolo "La Kharkiv liberata: 'I russi si spostano sul fronte Donbass' " la cronaca di Daniele Raineri.

Festival Internazionale del Giornalismo
Daniele Raineri


Alla fine di marzo i soldati russi che per un mese avevano tentato di assediare la capitale Kiev si sono ritirati ed è stata l’ammissione implicita che la Russia aveva perso la prima fase della guerra. Adesso è successo qualcosa di molto simile a Kharkiv, la seconda città del Paese, a pochi chilometri dal confine russo. Da circa dieci giorni una controffensiva ucraina resa possibile dall’arrivo delle armi mandate dai governi occidentali spinge i soldati russi indietro, a distanze che superano anche i cinquanta chilometri. I soldati russi si ritirano verso Nord, quindi verso la Russia, e a Est, verso il fiume Seversky Donets. Come spiega una fonte militare aRepubblica dentro a un capannone occupato da carri russi catturati, «i russi hanno spostato molte forze nel Donbass e nell’area della città di Izyum, che fa da perno per la battaglia nel Donbass. Questo vuol dire che le loro posizioni sono rimaste più sguarnite qui e noi abbiamo attaccato. È tutta una questione di forze a disposizione e i russi non ne hanno un numero infinito. Se spostano più soldati a Sud ne hanno meno qui e noi avanziamo». A vedere la lunga sequenza di villaggi liberati verso Est, che da Tsirkuny arriva fino a Stariy Saltiv, l’impressione è che i russi si siano ritirati a grandi blocchi di due, tre villaggi per volta e in alcuni non abbiano nemmeno combattuto. Se ne sono semplicemente andati e spesso hanno seminato trappole esplosive dietro di loro. Le forze ucraine avanzano meno veloci di quanto potrebbero permettersi e in alcuni luoghi è chiaro che mettono piede per la prima volta e non sanno cosa aspettarsi. Entrano nei rifugi dei russi, esaminano il materiale che i soldati hanno saccheggiato dalle case dei civili, recuperano le armi abbandonate. Nei prati ci sono i segni freschi di centinaia di colpi di artiglieria, sparati da russi e ucraini per colpire i carri armati in movimento. La prima conseguenza di questo ritiro russo è che per la prima volta Kharkiv è finalmente fuori dal tiro dei bombardamenti russi più frequenti, quelli fatti con i cannoni e con i razzi Grad (non è fuori dal tiro dei missili, che sono più costosie quindi più rari, ma questo vale per l’intera Ucraina fino a Odessa nel Sud). La seconda conseguenza è l’ammissione plateale da parte dell’esercito russo, per la seconda volta, di non avere abbastanza forze per vincere la guerra. Prima si èritirato per ko tecnico da Kiev, adesso si ritira dalla zona di Kharkiv, ed entrambe le aree confinano con la Russia. Non è possibile pensare di riuscire a conquistare territorio più in profondità in Ucraina se non è nemmeno possibile controllare queste regioni contigue. Il tasso di attrito, vale a dire il numero di soldati e di mezzi persi ogni giorno dai russi, è insostenibile. Il paesaggio è punteggiato da carcasse di mezzi corazzati e questo vuol dire che sono troppi per essere rimossi tutti, perché di solito gli ucraini riescono a far sparire in fretta i resti della guerra, ci tengono, lo fanno per orgoglio. Il territorio di Kharkiv serve anche da fondamenta per le battaglia del Donbass, perché da qui passano tutte le linee di rifornimento. Vincere nel Donbass è un obiettivo dichiarato del Cremlino, se i soldati russi non otterranno risultati significativi entro breve si comincerà a parlare di fallimento su quasi tutta la linea. I russi hanno superato la barriera naturale del fiume Seversky Donets, ma rischiano di trovarsi di nuovo senza il nulla alle spalle e senza i convogli di rifornimento, come a marzo. L’attacco a Kiev per rimpiazzare il governo ucraino è andato a vuoto e anche la messa in sicurezza del Donbass per ora non c’è. I russi potranno dire di avere conquistato del territorio a Sud – come la città di Mariupol, che però è stata rasa al suolo. I gruppi tattici di battaglia della Russia avevano tentato di prendere Kharkiv fin dal primo giorno di guerra, non ci erano riusciti e si erano limitati a scorrerle accanto, verso Sud e in direzione della battaglia del Donbass. Per tutto questo tempo le linee russe sono state appena fuori dalla città e l’artiglieria ha bombardato senza pietà i quartieri residenziali con intenti punitivi e ha costretto una parte della popolazione a fuggire e un’altra a trovare rifugio nelle stazioni sotterranee della metropolitana. Adesso i rumori dell’artiglieria si sentono ancora ma in lontananza, riguardano altri luoghi fuori da Kharkiv.

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