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La Repubblica Rassegna Stampa
26.03.2022 Come Putin capovolge la storia
Cronaca di Rosalba Castelletti

Testata: La Repubblica
Data: 26 marzo 2022
Pagina: 7
Autore: Rosalba Castelletti
Titolo: «Putin capovolge la Storia: 'Occidentali come Hitler'»

Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 26/03/2022, a pag.7, con il titolo "Putin capovolge la Storia: 'Occidentali come Hitler' ", la cronaca di Rosalba Castelletti.

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Rosalba Castelletti

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Non solo gli ucraini. È nazista anche chi sostiene Kiev. Dopo aver presentato l’offensiva in Ucraina come una «denazificazione», una «lotta al neo-nazismo», il Cremlino ora paragona anche gli occidentali agli «hitleriani». Un’analogia tutt’altro che banale. Questa retorica fa presa nel Paese erede dell’Urss che perse oltre 20 milioni di caduti durante la Grande guerra patriottica, come qui chiamano la Seconda guerra mondiale. «L’ultima volta furono i nazisti in Germania, quasi novant’anni fa, a portare avanti una tale campagna di distruzione di una cultura indesiderata. Ricordiamo bene le immagini dei libri bruciati sulle pubbliche piazze», ha detto ieri Vladimir Putin durante un incontro con i vincitori dei premi nel campo della cultura e dell’arte, paragonando i roghi nazisti alla «cancellazione » di personalità ed eventi culturali russi in Occidente. «Cancellano i manifesti dei concerti dei compositori Chajkovskij, Shostakovich, Rachmaninov. Mettono al bando gli scrittori russi e i loro libri», ha detto tracciando persino un parallelo con le polemiche suscitate dalle opinioni dell’autrice di Harry Potter sulle questioni transgender. «Non molto tempo fa, anche la scrittrice per bambini J.K. Rowling è stata cancellata perché non piaceva ai fan delle cosiddette libertà di genere. Oggi stanno cercando di cancellare un’intera cultura millenaria, la nostra gente». Affermazioni da cui Rowling ha preso le distanze: «Le critiche sulla “cancel culture” occidentale probabilmente non sono il massimo se fatte da coloro che attualmente massacrano i civili per il crimine della resistenza o imprigionano e avvelenano i loro oppositori», ha scritto su Twitter pubblicando una foto di Aleksej Navalnyj. Prima di Putin, ieri era stato il ministro degli Esteri Serghej Lavrov a far leva sui paragoni con il nazismo accusando l’Occidente di aver lanciato una «vera guerra ibrida totale » contro la Russia: «Questo termine (guerra totale, ndr) che usava la Germania di Hitler è ora usato da molti politici europei quando spiegano che cosa vogliono fare con la Russia». E già la scorsa settimana il leader del Cremlino aveva paragonato le sanzioni occidentali a un «blitzkrieg» economico e ai «pogrom antisemiti» dei nazisti. Non è un caso. La vittoria sovietica contro il Terzo Reich commemorata ogni 9 maggio resta l’elemento più unificante dell’identità nazionale in Russia dove ogni famiglia ha un parente che è rimasto ferito o ucciso in guerra. Il ricordo del sacrificio è così unificante che, seppure vadano letti con cautela, tutti i più recenti sondaggi hanno registrato un aumento significativo del sostegno a Putin dall’ingresso delle truppe russe in Ucraina il 24 febbraio. Ieri Putin ha anche ricordato suo nonno. «Ho avuto modo di leggerne la corrispondenza con i suoi figli», ha detto. «Capisci immediatamente le origini della vittoria del popolo sovietico nella Grande guerra patriottica». In questo cortocircuito della storia riemerge anche la «giudeofobia ». Da giorni i russi che condannano l’offensiva in Ucraina, i «traditori » e la «feccia» come li ha definiti Putin, sono vittime di attacchi ed episodi di vandalismo. Giovedì a finire nel mirino è stato il direttore della silenziata radio Ekho Moskvy, Aleksej Venediktov, di famiglia ebrea, che ha trovato davanti alla sua abitazione la testa di un maiale con una parrucca e un adesivo con lo stemma ucraino e la scritta «Judensau », «scrofa ebrea». «Succede nel Paese che ha sconfitto il nazismo », ha commentato Venediktov. «Perché non apporre direttamente una stella a sei punte?».

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