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La Repubblica Rassegna Stampa
24.03.2022 Putin contro la Ue: 'Solo rubli per il metano'
Commento di Carlotta Scozzari

Testata: La Repubblica
Data: 24 marzo 2022
Pagina: 18
Autore: Carlotta Scozzari
Titolo: «Putin: solo rubli per il nostro metano. La mossa del Cremlino contro la Ue»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 24/03/2022, a pag. 11, con il titolo "Putin: solo rubli per il nostro metano. La mossa del Cremlino contro la Ue", il commento di Carlotta Scozzari.

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Con una nuova, clamorosa mossa sullo scacchiere geopolitico ed economico, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che Mosca da ora in poi rifiuterà pagamenti in euro o dollari per il gas e accetterà soltanto rubli. «Ho preso la decisione di attuare una serie di misure per passare al pagamento in rubli per il nostro gas consegnato a Paesi ostili e di rinunciare a tutte le valute che sono state compromesse», ha detto Putin. Aggiungendo che alle autorità russe è stata concessa una settimana per il passaggio al nuovo sistema. A Gazprom, in particolare, colosso del Paese che fino a oggi ha venduto gas naturale all’Europa ricevendo soprattutto pagamenti in euro (quasi il 60%) e dollari (quasi il 40%), è stato chiesto di adeguarsi al nuovo regime al più presto. La mossa non fa che aggiungere tensioni nei rapporti tra il Cremlino e l’Europa, che si rifornisce dalla Russia per il 40% del gas consumato. L’obiettivo della decisione è piuttosto chiaro: creare domanda per il rublo, visto che per effettuare i pagamenti si dovranno cambiare euro o dollari in valuta russa, gettando così le basi per un suo rafforzamento, dopo la svalutazione dell’ultimo mese. Certo, quella di Putin è una scommessa, perché - nello stesso tempo - può rivelarsi assai rischioso rifiutare moneta forte in un momento in cui, a causa delle sanzioni occidentali, Mosca non può accedere alla metà delle riserve internazionali in valuta estera. Sta di fatto che appena dopo l’annuncio, sui mercati valutari il rublo ha acquisito vigore, portandosi a 107 sull’euro e a 97,75 sul dollaro, valore comunque lontano dai 75 toccati prima del conflitto in Ucraina. L’altro importante effetto delle parole di Putin è stato quello di far tornare a correre le quotazioni del gas europeo, che hanno superato 117 euro al megawattora (MWh). Un movimento di cui ha preso atto anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi: «Il prezzo spot del gas sul mercato europeo oggi è dimezzato rispetto alle punte di circa 200 euro al MWh raggiunte l’8 marzo. Ma questa è una notizia vecchia perché è appena uscita la richiesta» della Russia «di effettuare pagamenti in rubli invece che in dollari o in euro, cosa che ha portato il prezzo del gas a salire di circa 15 euro per MWh», ha aggiunto il premier nelle comunicazioni al Senato, in vista del vertice Ue di oggi e domani. Più in generale, il rialzo delle quotazioni del gas riflette tutte le incognite e le criticità che l’annuncio dei pagamenti in rubli trascina con sé. Considerando che i prezzi di buona parte dei contratti di lungo termine sono fissati in dollari o euro, l’opportunità di cambiare valuta dovrebbe essere decisa tra le parti e non unilateralmente. Non a caso, proprio ieri, il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha dichiarato che l’annuncio di Mosca «costituisce una violazione contrattuale. Ora discuteremo con i nostri partner europei su come rispondere», ha preannunciato. Il consigliere economico di Draghi, Francesco Giavazzi, ritiene che l’Italia «continuerà a pagare in euro», perché il regolamento in rubli «sarebbe un modo per aggirare le sanzioni». Reperire valuta russa per l’acquisto della materia prima energetica potrebbe, infatti, essere impossibile proprio per via delle misure punitive imposte a Mosca, sebbene tecnicamente non ci siano sanzioni che escludano i pagamenti in rubli. Sempre secondo Giavazzi: «Andiamo verso i mesi di aprile e maggio, quando l’Italia ha abbastanza energia idroelettrica e rinnovabile per ridurre a zero l’import di gas russo. Se lo facessimo, smetteremmo di riempire gli stoccaggi necessari per l’inverno. È un problema politico delicato, ma penso che è ciò che dovremmo valutare». Insomma, le parole del presidente russo i Putin hanno già ottenuto un risultato: accelerare le manovre per tagliare la dipendenza energetica da Mosca.

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