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La Repubblica Rassegna Stampa
03.01.2022 Israele, lotta al Covid: quarta dose e nuove misure
Cronaca di Rossella Tercatin

Testata: La Repubblica
Data: 03 gennaio 2022
Pagina: 9
Autore: Rossella Tercatin
Titolo: «Quarta dose in Israele: 'Rischiamo il contagio di tutta la popolazione'»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 03/01/2022, a pag. 9, con il titolo "Quarta dose in Israele: 'Rischiamo il contagio di tutta la popolazione' ", la cronaca di Rossella Tercatin.

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Rossella Tercatin

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Quarta dose per proteggere i più vulnerabili, niente quarantena per chi è esposto al virus ma vaccinato, limiti invece per chi continua a non accettare l’iniezione. Israele affronta Omicron mantenendo misure restrittive limitate e puntando ancora una volta sulla protezione offerta dai vaccini, con il premier Naftali Bennett che promette a coloro che sono immunizzati di poter continuare a vivere in modo quasi normale nonostante l’esplosione di casi prevista. «Il principio che ci guida è il seguente: il vaccino protegge dalla malattia grave e dall’isolamento», ha detto Bennett, nel corso di una conferenza stampa in cui si è rivolto alla popolazione per fare il punto sulla nuova ondata. Ci sono voluti più di dieci giorni da quando il comitato di esperti che coadiuva il governo nella lotta alla pandemia ha raccomandato il quarto vaccino per tutti gli over 60 e il personale sanitario perché il Direttore generale del Ministero della Salute Nachman Ash recepisse la decisione ed emanasse la direttiva, ma a fronte del drammatico aumento dei casi il provvedimento è arrivato. Israele sarà così la prima nazione al mondo a offrire questa possibilità alla sua popolazione. Nell’ultima settimana, il Paese ha registrato circa 27mila nuovi casi, quasi il 200 per cento in più dei sette giorni precedenti. Al momento ci sono circa 5mila contagi al giorno, ma potrebbero raggiungere i 50mila, e secondo le previsioni di Eran Segal, biologo del prestigioso Weizmann Institute of Science, gli infetti saranno tra i due e i quattro milioni nel giro di poche settimane, su nove milioni di abitanti. Per il Gertner Institute «nello scenario peggiore il 99% della popolazione potrebbe essere infettato». Così, fra contagiati e vaccinati, Israele potrebbe addirittura arrivare all’immunità di gregge, come ha riconosciuto lo stesso Nachman Ash in un’intervista a Radio FM103 . « È possibile ma non vogliamo che accada attraverso i contagi, ma grazie al numero di vaccinazioni», ha sottolineato Ash.

Sono circa 6,6 milioni gli israeliani che hanno ricevuto almeno una dose, 5,9 la seconda e 4,2 la terza. La campagna per vaccinare i bambini tra i 5 e gli 11 anni però procede a rilento e diverse centinaia di migliaia di persone non sono più considerate protette perché inoculate da più di sei mesi e senza terza dose, nonostante la perdita del Green Pass. Allo stesso tempo, più del 40% dei contagi dell’ultima settimana ha riguardato individui che avevano ricevuto il booster. Tuttavia gli esperti rassicurano sulla protezione offerta dal vaccino almeno contro i sintomi gravi: come ha fatto notare Segal, attualmente i nuovi pazienti in condizioni serie sono circa dieci volte meno di quelli registrati durante l’ondata di Delta con un numero simile di contagi. Inoltre, dei 114 pazienti seri negli ospedali israeliani, la stragrande maggioranza non sono vaccinati – 88 – e solo una ventina avevano ricevuto la terza dose, tutti over 60. Nell’ultima settimana, inoltre, sono stati soltanto due i decessi dovuti al virus, come rivendicato da Bennett. «La mortalità in Israele è tra le più basse al mondo. In Gran Bretagna è 50 volte maggiore che da noi, in Germania 100 e negli Stati Uniti 130». Tra le altre misure messe in campo dal governo, l’acquisto degli antivirali prodotti da Merck e soprattutto da Pfizer, la cui somministrazione a pazienti con sintomi lievi o moderati per evitarne il deterioramento è iniziata domenica. «Il nostro obiettivo supremo è sempre stato quello di consentire all’economia di funzionare il più possibile mentre proteggiamo i più vulnerabili tra noi», ha evidenziato Bennett, chiedendo ai cittadini anche pazienza e comprensione per gli intoppi, come le code chilometriche per fare un test. Ma anche in questo caso il primo ministro ha assicurato che il governo è pronto a cambiare le regole per diminuire gli ingorghi. Secondo indiscrezioni, per essere esentati dalla quarantena, per gli individui sotto i sessant’anni asintomatici sarà sufficiente l’esito negativo di un test rapido – invece che molecolare.

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