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La Repubblica Rassegna Stampa
28.12.2021 Quarta dose e pillole anti-Covid, Israele torna in prima linea
Cronaca di Rossella Tercatin

Testata: La Repubblica
Data: 28 dicembre 2021
Pagina: 8
Autore: Rossella Tercatin
Titolo: «Quarta dose e pillole anti-Covid Israele torna in prima linea. Anche Bennett in isolamento»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 28/12/2021, a pag. 8, con il titolo "Quarta dose e pillole anti-Covid Israele torna in prima linea. Anche Bennett in isolamento", la cronaca di Rossella Tercatin.

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Rossella Tercatin

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Sono circa 150 dipendenti dell’Ospedale Sheba a Tel Hashomer, sobborgo di Tel Aviv, i primi a ricevere la quarta dose di vaccino Pfizer contro il coronavirus. Nell’ultima settimana un terzo dei quasi 10,000 nuovi contagiati dal virus nel paese aveva già ricevuto la terza dose. La quarta è già stata approvata per over 60 e personale medico dal comitato di esperti che coadiuva il governo e dovrebbe essere ufficialmente autorizzata dal ministero della Sanità questa settimana. Intanto però lo Sheba ha lanciato il primo studio clinico al mondo per testare sicurezza ed efficacia del nuovo richiamo. «Oltre a voler essere protetto io stesso, non volevo esporre i miei pazienti, trapiantati di cuore, al rischio di contrarre Omicron», ha commentato il cardiologo Jacob Lavee, uno dei volontari. Per affrontare la variante, il Paese mette in campo diverse strategie, vaccini ma anche medicinali. Il ministero della Sanità ha autorizzato l’utilizzo dell’antivirale Paxlovid della Pfizer — pillole da somministrare a pazienti considerati a rischio di sintomi gravi per evitarne il deterioramento.

I medicinali dovrebbero arrivare in Israele nel giro di un paio di giorni, forse già mercoledì. La settimana scorsa anche il Molnupiravir prodotto da Merck — anche questo studiato per essere somministrato oralmente a pazienti a rischio — aveva ricevuto l’ok delle autorità sanitarie israeliane. In base ai risultati dei test clinici i due farmaci dovrebbero ridurre il rischio di ospedalizzazione rispettivamente dell’89 e del 30%. Al momento il numero di pazienti classificati come seri in Israele rimane basso — 84, di cui oltre l’85% non vaccinato. Al picco della pandemia nell’inverno scorso, superò i 1.200 causando gravi problemi al sistema sanitario. Nel giro di sette giorni però i nuovi contagi sono cresciuti di oltre l’80%, arrivando a 2.000 al giorno (su una popolazione di nove milioni di persone). Gli esperti ritengono che almeno la metà sia causata da Omicron e che già ai primi di gennaio si potrebbero superare i 10.000 casi giornalieri. In uno scenario simile anche i pazienti gravi aumenterebbero drammaticamente. Tra i positivi anche la figlia quattordicenne del primo ministro Naftali Bennett. Quando lunedì è emerso che la ragazzina ha probabilmente contratto Omicron, Bennett è stato costretto a rimanere in isolamento nonostante il suo test sia risultato negativo. Tuttavia il premier ha dovuto comunque recarsi alla Knesset per partecipare ai lavori dalla “galleria della quarantena,” a fronte delle minacce dell’opposizione di esercitare ostruzionismo parlamentare. «La salute pubblica durante un’epidemia dovrebbe essere al di sopra del meschino gioco politico », il commento di Bennett.

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