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La Repubblica Rassegna Stampa
18.12.2021 Un tutore esterno per Eitan
Cronaca di Luca De Vito, Sharon Nizza

Testata: La Repubblica
Data: 18 dicembre 2021
Pagina: 27
Autore: Luca De Vito, Sharon Nizza
Titolo: «Un tutore esterno per il piccolo Eitan: 'Tra le sue famiglie un duro conflitto'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 18/12/2021, a pag. 27, la cronaca di Luca De Vito, Sharon Nizza dal titolo "Un tutore esterno per il piccolo Eitan: 'Tra le sue famiglie un duro conflitto' ".
 
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Sharon Nizza


Eitan con la famiglia. Il bambino di 6 anni è l'unico sopravvissuto

Tel Aviv - La decisione del Tribunale dei minori di Milano che ha rimosso la tutela del piccolo Eitan alla zia paterna Aya Biran affidandola a un avvocato di Monza estraneo alle famiglie, pur lasciando la dimora del bambino nella casa di Travacò Siccomario in provincia di Pavia. L’iscrizione nel registro degli indagati a Pavia della stessa zia e del marito Or Nirko (furto e diffamazione le accuse). E' la richiesta di incidente probatorio avanzata da Paolo Sevesi, l’avvocato di Shmuel Peleg accusato di rapimento, per accertare se il piccolo avesse «capacità di esprimere consenso o dissenso rispetto all’allontanamento dal luogo di dimora» quando lo scorso 11 settembre è salito con il nonno sul jet privato che dalla Svizzera lo ha portato a Tel Aviv, di nascosto ai parenti del ramo paterno, con l’aiuto di un contractor cipriota. Ci sono tre nuovi elementi che rimettono, almeno in parte, in discussione gli esiti della contesa familiare sul piccolo di sei anni, unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone. La decisione del tribunale dei minori arriva dopo una contesa sulla nomina di Aya Biran come tutore che era stata decisa dal tribunale di Torino e poi confermata dal giudice tutelare di Pavia, ma per cui la famiglia Peleg aveva fatto ricorso. «L’elevatissima conflittualità — ha spiegato il giudice del tribunale per i minori di Milano — manifestatasi successivamente all’iniziale nomina del tutore, ha reso necessaria l’individuazione di un soggetto terzo, visto che la contesa parentale insorta indubbiamente contribuisce a complicare ogni scelta personale, relazionale, economica ed educativa che dovrà essere assunta nel prioritario interesse del bambino». Decisione su cui arriva una doppia lettura. Per i legali della famiglia Peleg, Sara Carsaniga e Paolo Alberto Polizzi, che seguono le vicende del bambino è una decisione importante: «Accogliamo con soddisfazione la rimozione di Aya Biran come richiesto dai nonni materni e dal procuratore del tribunale dei minori, auspicando che finalmente vi sia un approfondimento nell’interesse del minore per decidere del suo futuro ». E per la famiglia Peleg è «un primo raggio di sole da sei mesi». Dall’altra parte Aya ha fatto sapere tramite i suoi legali di aver agito con «correttezza nel suo incarico di tutore », di rigettare «tutte le contestazioni avversarie» e di potersi adesso «concentrare sulla cura dei bisogni affettivi di Eitan». A complicare la posizione di Aya Biran e Or Nirko, la notizia della loro iscrizione nel registro degli indagati a Pavia con le accuse di furto e diffamazione: procedimento che nasce dalla denuncia della nonna materna, Esther Cohen in cui si riferiva, oltre a dichiarazioni lasciate in interviste, anche del fatto che la coppia avrebbe prelevato oggetti, come telefoni e dispositivi informatici, dalla casa dei genitori del bimbo morti nella tragedia del Mottarone, utili, secondo i legali della nonna, nelle vicende legate all’affidamento. Infine la richiesta di incidente probatorio, nell’ambito del procedimento penale nei confronti di Shmuel Peleg: per l’avvocato Paolo Sevesi se fosse provato che il piccolo era contento e consapevole dell’allontanamento «le prove sarebbero da cercare altrove ».

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