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La Repubblica Rassegna Stampa
14.11.2021 Armi e piazze No Vax: il piano di Forza Nuova per sovvertire il Paese
Cronaca di Giuliano Foschini, Fabio Tonacci

Testata: La Repubblica
Data: 14 novembre 2021
Pagina: 4
Autore: Giuliano Foschini, Fabio Tonacci
Titolo: «Armi e piazze No Vax. Il piano di Forza Nuova per sovvertire il Paese»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 14/11/2021, con il titolo "Armi e piazze No Vax. Il piano di Forza Nuova per sovvertire il Paese", l'analisi di Giuliano Foschini, Fabio Tonacci.

Festival Internazionale del Giornalismo
Giuliano Foschini                     Fabio Tonacci

Forza Nuova ha un piano. Riguarda non solo Roma ma l’intera nazione e ha una matrice politico-eversiva. I suoi leader, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, ora nel carcere di Poggioreale per l’assalto squadrista alla Cgil del 9 ottobre scorso, ci lavorano da almeno un anno e mezzo. È frutto di un’intuizione — l’aver capito prima di altri che le misure di contenimento della pandemia avrebbero generato un movimento scomposto ed eterogeneo di delusi — e di un metodo, che pare mutuato da quello delle cellule terroristiche nere del passato, non certo sconosciute ai vertici di Forza Nuova: nascondersi dietro sigle apparentemente apolitiche, infiltrare i gruppi, fomentarli, scovarne al loro interno gli elementi più agitati, i più estremisti, disposti allo scontro di piazza. E, come dimostra la chat di Telegram “Movimento Umanità Libera” di cui si darà conto, a rimediare un’arma. Da mesi le Digos di tutta Italia raccolgono e annotano tracce, segnali, nomi, contatti, messaggi, intercettazioni. Il grosso di questo sforzo investigativo coperto dal segreto istruttorio confluirà nell’indagine della procura di Roma, avviata dopo i fatti del 9 ottobre, e nel maxi fascicolo di coordinamento di cui sono titolari i magistrati della Direzione nazionale antiterrorismo. Per ricostruire la cornice, i contenuti e i protagonisti del piano di Forza Nuova, Repubblica ha messo insieme fatti e documenti. Ha ascoltato testimonianze dirette. È entrata nelle chat che i dirigenti forzanovisti hanno utilizzato per reclutare attivisti. All’inizio erano in sei Questa storia ha una data di inizio: il 12 aprile del 2020, la Pasqua del nostro lockdown. Il Paese è chiuso in casa, spaventato. Il 45enne Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova con un passato in Fiamma Tricolore ed ex capo ultras della Roma, per il giorno santo ha in mente una processione provocatoria dalla sede di Forza Nuova nel quartiere Parioli fino in piazza San Pietro.

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“Un’altra domenica agli arresti domiciliari, altra domenica senza messa, senza futuro e senza Dio”, si legge nel manifesto che lancia la processione. Aderiscono in sei. Vengono multati dalla polizia mentre caricano gli striscioni in macchina. Sembra un banale esercizio di velleitarismo, in realtà è l’incipit di qualcosa. Una fonte qualificata inserita nell’ambiente dell’estremismo della destra romana, infatti, spiega che già allora Castellino e Fiore hanno preso a discutere su come intercettare lo scontento che la pandemia produce in larghe sacche della società. «Fin dall’inizio — dice la fonte — si materializza in loro l’idea di sovvertire l’ordine democratico fomentando gli insoddisfatti, facendo proseliti, acquisendo il consenso necessario per orientare le scelte delle forze politiche nazionali». Siamo ad aprile, è ancora prematuro, la paura del virus sovrasta tutto e tutti. Di lì a poco, però, gli italiani escono di casa. Il 6 giugno al Circo Massimo un centinaio di “Ragazzi d’Italia”, compagine di ultras di Brescia, Verona, Atalanta e di altre squadre di Serie A, insieme con Forza Nuova provocano tafferugli con la polizia. «Bisogna mantenere vivi i fuochi di resistenza — è lo slogan — non accettare passivamente la lobotomizzazione di massa attuata da questo governo». La giornata si conclude con due arresti, 15 fermi, insulti ad agenti e giornalisti. Fuochi di resistenza, dicono. Ed è utile non dimenticare queste parole. Il nuovo governo di liberazione Nelle settimane successive, mentre cresce l’ansia di ristoratori, albergatori e negozianti fiaccati dalle chiusure, i negazionisti escono allo scoperto. Per Fiore e Castellino è il momento perfetto per fare il salto di qualità. In una sala dell’hotel Parco del Tirreno lungo la via Aurelia, il 10 ottobre 2020 presentano il Governo di liberazione nazionale. «La Camera e il Senato vanno sciolti — proclama Castellino ai (pochi) presenti — va cancellato il Csm e bisogna togliere il potere ai pm e alle organizzazioni politiche. Dobbiamo guidare il popolo verso la liberazione». Del sedicente Governo di liberazione, Castellino è ministro dell’Attuazione del programma, Fiore è ministro degli Esteri, l’avvocato Taormina (che ne ha assunto la difesa legale dopo gli arresti) è ministro della Giustizia. C’è però ancora troppa Forza Nuova nei manifesti per pensare di conquistare gli “insoddisfatti” e pescare nel bacino dei negazionisti e dei cospirazionisti che rifiutano la politica. Ecco quindi l’idea: il finto scioglimento. Il 14 dicembre Fiore dichiara che Forza Nuova non esiste più e confluisce nella sigla “Italia Libera”, dove gravitano no mask, gilet arancioni, arrabbiati senza causa. Le bandiere spariscono dai sit-in, ma sono sempre loro, i leader di Forza Nuova, a soffiare sulla protesta. Tra i quali si guadagna un posto Manuel Sannino, 34enne molto attivo sul litorale di Ostia e noto per essere stato il genero del boss Vito Triassi. Reclutamento e infiltrazione Nulla di quanto è accaduto in questo anno e mezzo di sit-in e cortei sembra essere casuale. I vertici di Forza Nuova capiscono, subito, che il malcontento contro le chiusure prima (ai tempi del lockdown), i vaccini poi e ora contro il Green Pass rappresentano la grande occasione. In quel magma reclutano la propria classe dirigente. Emblematico è ciò che accade in Puglia, a Bari, con un signore che si chiama Roberto Falco. Falco è un tribuno dei social network ed esponente di una famiglia assai conosciuta in certi ambienti della città e dalla Direzione distrettuale antimafia: Angelo, suo fratello, faceva parte di una banda che assaltava furgoni portavalori. Falco appare sulla scena per la prima volta nella primavera del 2020: è accanto ai ristoratori che si lamentano per le chiusure, in seguito lo vediamo coi gilet arancioni del generale Pappalardo. Infine, viene cooptato da Forza Nuova. Dalla posizione di segretario provinciale si mette a capo dei movimenti No Vax e No Pass ed è tra gli organizzatori della manifestazione del 9 ottobre in piazza del Popolo a Roma. Nei giorni successivi subisce una perquisizione, insieme ad altri dirigenti di Forza Nuova pugliesi: l’accusa della procura di Bari è di addestramento per attività con finalità di terrorismo. Il percorso di Falco viaggia in parallelo a quello di Pamela Testa, 39 anni, nata “libera, senza nessuna ideologia politica e di partito e contro la dittatura sanitaria”, finita accanto a Castellino con la felpa “Boia chi molla”. La chat delle armi Castellino e Fiore cercano dirigenti nei meandri del movimento No Vax. Si appropriano dei loro simboli, come racconterà ai giornalisti di Fanpage Zeno Molgora, uno dei creatori delle chat No Pass. E nelle loro camere dell’eco — gruppi Whatsapp, Telegram, Facebook — lanciano esche. Repubblica ha visionato alcune di queste pagine. Il tenore dei messaggi è inquietante. Nel gruppo “Movimento umanità libera”, 546 iscritti, frequentato anche da affiliati di Forza Nuova, si leggono messaggi così: “Ora decidete da che parte stare, se imbracciare le armi o continuare a fare le pecore. Entrate in possesso di armi idonee, poi si attuerà la grande pulizia”. E dove si consiglia il metodo migliore per procurarsi un’arma. Non è comprarla, ma “stamparla con una stampante 3D, con materiale comune e progetti disponibili”. Si parla anche di “tattiche militari”, di “addestramento in montagna” perché “se ci fermiamo ci incul…, come a Trieste e come è sempre stato e sarà ovunque”, girano foto di uomini incappucciati e armati. E questa non è che una delle chat terreno di caccia dei forzanovisti. Un altro gruppo infiltrato si chiama “Fuochi di resistenza”, come da vocabolario lanciato il 6 giugno al Circo Massimo. In quello della Lombardia scrivono: “Entrate in possesso di armi idonee” (9 gennaio 2021), “La guerra si fa con le armi in pugno” (24 gennaio), e ancora “coloro non disponibili a imbracciare le armi possono andare a fare salotto da un’altra parte”. E loro, invece, i fascisti travestiti da No Vax, dove vogliono arrivare?

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