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La Repubblica Rassegna Stampa
09.11.2021 Terrorista algerino dall'Italia alla Francia
Cronaca di Dario Del Porto, Anais Ginori

Testata: La Repubblica
Data: 09 novembre 2021
Pagina: 20
Autore: Dario Del Porto, Anais Ginori
Titolo: «Agente ferito a Cannes in nome dell’Islam, perquisita a Napoli la casa dell’attentatore»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 09/11/2021, a pag. 20, con il titolo "Agente ferito a Cannes in nome dell’Islam, perquisita a Napoli la casa dell’attentatore", la cronaca di Dario Del Porto, Anais Ginori.

Immagine correlata
Anais Ginori

Cannes, uomo ferisce un poliziotto «in nome del profeta»- Corriere.it
Lakhdar Benrabah

Un uomo sconosciuto alle intelligence europee, mai segnalato per problemi di radicalizzazione, senza precedenti giudiziari. Lakhdar Benrabah, che ieri mattina ha accoltellato un poliziotto a Cannes, assomiglia molto a quelli che gli investigatori dell’antiterrorismo chiamano “lupi solitari”, termine vago che ingloba traiettorie e profili molto diversi. Era l’alba quando Benrabah, algerino di 37 anni, si è avvicinato per chiedere informazioni a una volante parcheggiata davanti al commissariato non lontano dal grande Palais dove si celebra ogni anno il festival del cinema. Il poliziotto alla guida, con lo sportello aperto, è stato raggiunto da diversi colpi di coltello, riuscendo a salvarsi grazie al giubbotto antiproiettile. L’assalitore ha tentato poi di colpire la poliziotta nell’abitacolo, prima di essere fermato da un altro agente che ha sparato con l’arma di ordinanza. Benrabah, ora ricoverato in gravi condizioni, ha vissuto a lungo in Italia. Era sbarcato a Cagliari nel 2008, stabilendosi poi a Napoli dove lavorava come venditore ambulante e possedeva un regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità italiane tre anni fa. Alle autorità del nostro Paese, l’uomo aveva indicato come indirizzo un appartamento in vicoletto Santa Caterina a Formiello, nel centro storico di Napoli, non lontano da Porta Capuana.

Una zona dove grandi e piccole illegalità convivono ed è facile passare inosservati. Qui è scattata ieri pomeriggio una perquisizione della Digos su delega del procuratore Giovanni Melillo che con il pm antiterrorismo Antonello Ardituro ha avviato subito accertamenti. Dal 2016, Lakdhar aveva cominciato a viaggiare in Francia, aprendo anche una piccola impresa. Proprio qualche giorno fa, il 21 ottobre, aveva depositato una domanda di soggiorno presso una prefettura francese, presentandosi come “operaio edile”. In nessuno dei due paesi era mai stato segnalato all’antiterrorismo. Diverse perquisizioni sono state eseguite anche in Costa Azzurra. «È un idraulico. Non diceva mai niente sulla religione», ha detto al Parisien una vicina di casa a Cannes. Secondo alcuni sindacati di polizia, Benrabah avrebbe citato il Profeta durante l’attacco. La procura francese antiterrorismo non è ancora titolare delle indagini ma «rimane in osservazione sugli sviluppi» ha spiegato il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, arrivato a Cannes qualche ora dopo l’aggressione. Una delle ipotesi degli investigatori è una «radicalizzazione lampo», avvenuta probabilmente in Rete, dove viene diffusa la propaganda jihadista. È così che un giovane ceceno aveva improvvisamente organizzato un piano per decapitare il professore Samuel Paty. Ed è lo stesso percorso fatto dal terrorista tunisino che un anno fa — sempre usando un’arma bianca — aveva ucciso tre persone dentro alla basilica di Nizza, arrivando anche lui dall’Italia. Brahim Aoussaoui, sbarcato a Lampedusa e poi trasferito a Bari, aveva risalito la Penisola in direzione della Francia rispondendo agli appelli jihadisti diffusi nelle settimane in cui era in corso il processo per gli attacchi di Charlie Hebdo. In questo periodo si svolge a Parigi il processo per le stragi del Bataclan del 2015 di cui sabato si celebra l’anniversario. In un clima già teso per la campagna presidenziale alle porte, l’estrema destra francese accusa il governo. Marine Le Pen denuncia la “banalizzazione” di attacchi e aggressioni contro le forze dell’ordine, mentre Eric Zemmour chiosa: «Se non chiudiamo le frontiere avremo la guerra sul nostro territorio». Dall’Italia, Giorgia Meloni e Matteo Salvini chiedono al governo un «serio approfondimento » di quanto successo a Cannes.

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