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La Repubblica Rassegna Stampa
04.11.2021 Milano: il Cdec al Binario 21
Cronaca di Zita Dazzi

Testata: La Repubblica
Data: 04 novembre 2021
Pagina: 5
Autore: Zita Dazzi
Titolo: «Il Cdec al Binario 21. Una nuova casa per ricordare la Shoah»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA - Milano, a pag. 5, con il titolo "Il Cdec al Binario 21. Una nuova casa per ricordare la Shoah", la cronaca di Zita Dazzi.

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Zita Dazzi

CDEC Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea

Il grande archivio della memoria del Cdec cambia casa. Verrà ospitato al Memoriale della Shoah, dove oggi si visita il tristemente noto Binario 21, dove venivano formati i treni destinati a portare i deportati verso i campi di concentramento. Il Centro di documentazione ebraica, che raccoglie le testimonianze della comunità milanese e italiana a partire dagli Anni '30 e che offre testimonianze e informazioni sia sulle persecuzioni legate alle leggi razziali sia sull'antisemitismo contemporaneo, si sposta a dicembre. Da gennaio 2022 sarà operativo nella nuova sede. Un grande unico polo dedicato alla Memoria della Shoah, con il percorso museale che porta al Binario 21, l'anfiteatro, la biblioteca e tutti gli spazi e i servizi del Centro di documentazione ebraica (Cdec), fondazione che studia e conserva tutto quel che racconta cosa successe a partire dagli anni '30 con l'avvento al potere di Hitler e di Mussolini. Si trasferisce da metà dicembre in piazza Safra 1, accanto al Memoriale della Shoah, il Cdec, una delle più importanti fondazioni a livello europeo, che fra le molte iniziative culturali, divulgative e di ricerca, ogni anno pubblica un importante rapporto sull'antisemitismo in Italia.

Gadi Luzzatto Voghera - RSI Radiotelevisione svizzera
Gadi Luzzatto Voghera

L'annuncio l'ha dato l'altra sera, durante il presidio dopo il corteo no vax di Novara, il presidente dell'istituto che stava in via Eupili. Giorgio Sacerdoti. Ed è il direttore del Cdec, Gadi Luzzatto Voghera, a raccontare il progetto che trasformerà l'ente in un avamposto aperto sulla città, in comunicazione concreta non solo con tutti i milanesi, ma anche con chi vorrà venire qui a studiare o a vedere un evento pubblico, arrivando con un treno da altre città italiane. Rete ferroviaria italiana ha concesso in comodato d'uso al Cdec uno spazio di 250 metri quadrati che verranno collegati e annessi al Memoriale e ai suoi 7 mila metri quadrati circa di percorso che porta al Binario 21, da dove partivano i vagoni blindati carichi di ebrei e prigionieri politici destinati ai campi di concentramento e di sterminio tedeschi. Del Cdec è anche la biblioteca dentro al Memoriale e l'archivio che custodisce 30 mila volumi specialistici sulla storia ebraica e sulle persecuzioni, sia nazionali che internazionali. «È la più completa che c'è in Italia in questo momento e un importante punto riferimento anche europeo — spiega Luzzatto Voghera — . Ci sono oltre 2.200 riviste di cui un centinaio correnti. Abbiamo 600 metri di scaffali con libri, documenti video, testimonianze e molto materiale, che ora è stato anche digitalizzato e messo a disposizione del pubblico, degli studiosi, dei cittadini che volessero documentarsi». Insomma, da gennaio, quando la nuova sede del Cdec diventerà operativa, Milano si arricchirà di un luogo che farà memoria, celebrerà le date simboliche come il 27 gennaio, ma sarà anche un'istituzione culturale aperta tutto l'anno, dove si andrà a riflettere, a studiare, ad ascoltare esperti. Dal 2015 la fondazione ha creato la Digital library, un portale integrato in cui sono stati inseriti i dati di ogni singolo documento dell'archivio Cdec, messo in collegamento con altre centinaia di archivi "fratelli" in Italia o nel mondo sullo stesso argomento. Una grande "nuvola" che contiene tutto lo scibile accumulato sui temi della persecuzione degli ebrei e sulle storie di chi visse quegli anni bui. Una rete di intelligenze e di documentazione che servirà a partecipare a bandi per ottenere fondi e collaborazioni europee. «Si aprono tante nuove possibilità — riassume Luzzato — . Sono in via di allestimento spazi diversi, l'aula didattica per le scolaresche e gli insegnanti, l'auditorium che con il nostro arrivo verrà usato di più di oggi. Siamo felici di andare in un'area in grande sviluppo urbanistico, dove le nostre due fondazioni unite si salderanno idealmente con le nuove funzioni del quartiere. Per esempio con i magazzini che vengono usati durante il Salone del mobile e che in futuro saranno riqualificati». La biblioteca avrà grandi vetrate affacciate sulla strada e 22 postazioni per lo studio e sarà aperta al pubblico, non solo a chi viene perla collezione libraria del Cdec, ma anche per chi vuole stare in questo luogo a studiare. «Diventa uno spazio per la cittadinanza e per gli studenti, un posto dove si organizzeranno eventi culturali e anche manifestazioni politiche come quella di martedì, perché la memoria non è solo storia ma anche politica», conclude il direttore del Cdec.

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