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La Repubblica Rassegna Stampa
21.10.2021 Russia: premio Sakharov per Navalnyj
Cronaca di Rosalba Castelletti

Testata: La Repubblica
Data: 21 ottobre 2021
Pagina: 19
Autore: Rosalba Castelletti
Titolo: «Premio Sakharov per Navalnyj. Lo schiaffo Ue al sistema Putin»

Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 21/10/2021, a pag.19, con il titolo "Premio Sakharov per Navalnyj. Lo schiaffo Ue al sistema Putin", la cronaca di Rosalba Castelletti.

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Rosalba Castelletti

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Aleksej Navalnyj

Il riconoscimento che i suoi sostenitori attendevano dal Comitato Nobel di Oslo, è arrivato da Strasburgo. L’oppositore russo in carcere Aleksej Navalnyj è stato insignito dal Parlamento europeo del Premio Sakharov 2021 per la libertà di pensiero. «Ha combattuto instancabilmente contro la corruzione del regime di Vladimir Putin. Questo gli è costato la libertà e quasi la vita. Il premio riconosce il suo immenso coraggio», ha twittato il presidente David Sassoli, rilanciando l’appello per il suo «rilascio immediato ». La candidatura di Navalnyj era stata sostenuta dal Ppe, principale gruppo politico al Parlamento europeo, e dal gruppo centrista e liberale Renew Europe, terza forza politica, mentre l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici e gli ambientalisti avevano proposto di onorare le donne afghane. Anche l’ex presidente ad interim boliviana, Jeanine Añez, attualmente in carcere, era stata selezionata tra i finalisti. Sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Russia e Occidente, la scelta di premiare Navalnyj tra tutti è stata letta come un segnale chiaro alle autorità russe. Non a caso salutato con favore dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg: solo lunedì Mosca aveva deciso di sospendere la sua missione presso l’Alleanza e di chiudere l’ufficio della Nato a Mosca in rappresaglia all’espulsione di diplomatici russi sospettati di spionaggio. L’attivista, partito dalla Russia in coma dopo l’avvelenamento da Novichok nell’agosto 2020 e miracolosamente guarito in Germania, era tornato in patria lo scorso gennaio pur consapevole che lo avrebbero incarcerato. A inizio febbraio è stato condannato a due anni e mezzo di carcere per una vecchia accusa di frode giudicata motivata politicamente. Una sentenza che ha segnato l’inizio in Russia di una dura repressione nei confronti di media indipendenti e oppositori del Cremlino in vista delle parlamentari di settembre. L’avvocato 45enne ha iniziato la sua lotta al malaffare nel 2007 con un blog che ha poi portato alla nascita del Fondo anti-corruzione (Fbk), messo al bando quest’anno, e di un canale YouTube che oggi conta oltre sei milioni di iscritti. Ma ben presto ha capito che il dissenso virtuale può diventare un movimento di piazza. Unico in grado di mobilitare la popolazione in una Russia asfittica, Navalnyj è diventato così l’unico volto riconoscibile della cosiddetta opposizione “anti-sistemica”, costretta a operare al di fuori delle strutture ufficiali. Anche da dietro le sbarre, l’infaticabile censore del potere è riuscito a trascinare in piazza migliaia di persone lo scorso inverno con la pubblicazione di un’inchiesta sul lussuosissimo “palazzo di Putin” e promosso alle parlamentari di settembre il cosiddetto “Voto intelligente” suggerendo agli elettori il candidato che avesse più probabilità di battere il partito al potere. Finora tutto quello che il Cremlino ha fatto per contrastarlo lo ha solo trasformato in martire ed eroe. Tanto da fare dimenticare le sue passate simpatie nazionaliste da toni razzisti che a inizio anno avevano portato Amnesty a sospendere per qualche mese il suo status di “prigioniero di coscienza”. Quest’ultimo riconoscimento europeo che porta il nome del grande dissidente dell’Urss Andrej Sakharov, spesso anticamera del Nobel per la pace, per il Fondo anti-corruzione fuorilegge non premia solo Navalnyj, ma tutti i russi «che anche nei tempi più bui non hanno paura di dire la verità».

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