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La Repubblica Rassegna Stampa
11.10.2021 Roma, le frasi antisemite di Michetti. Noemi Di Segni: 'Non può essere sindaco'
La intervista Rory Cappelli

Testata: La Repubblica
Data: 11 ottobre 2021
Pagina: 11
Autore: Rory Cappelli
Titolo: «'Chi parla così degli ebrei non può fare il sindaco'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 11/10/2021, a pag. 11, con il titolo 'Chi parla così degli ebrei non può fare il sindaco' l'intervista di Rory Cappelli a Noemi Di Segni.

Intervista NOEMI DI SEGNI - YouTube
Noemi Di Segni

Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, non ha dubbi: «Quello che ha detto Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma del centrodestra, è allucinante».

Chi è Enrico Michetti: partito, moglie, figli, vita privata, curriculum del  candidato sindaco a Roma - Il Giornale d'Italia
Enrico Michetti

Michetti ha detto che i “buonisti” provano maggiore pietà quando ricordano l’Olocausto rispetto ad altri eccidi perché gli ebrei “possedevano banche e appartenevano a lobby”. «Sì, infatti. Anche se da un lato spiega di non negare la Shoah, dall’altro dimostra di avere gli stessi pregiudizi sul potere ebraico che hanno portato a ciò che abbiamo visto, dimostrando di essere intriso di quegli stessi pregiudizi. Essere sindaco non significa soltanto avere la capacità di governare le complessità di una città, ma anche la forza di riflettere, e quella di nutrire cultura e valori. Senza valori, cultura, conoscenza profonda e profondo rispetto non può fare il sindaco. La voce di chi lo sostiene è quella di chi vuole un leader che accentra potere: non cerca valori, solo potere».

Sabato estremisti di Forza Nuova hanno devastato Roma e hanno assaltato la sede della Cigil. «Quello è squadrismo, è fascismo: e la colpa non va data alla ministra che non sa gestire, come ha cercato di fare Meloni. Se c’è una critica da fare a politica e magistratura è sull’eccesso di legittimazione con una difesa dei diritti e della libertà costituzionale che diventano abuso e che andrebbero invece frenati prima che diventino tali. L’uso di violenza e le manifestazioni di odio, sono un abuso di libertà costituzionale. È facile invocare le libertà di manifestare, di espressione del pensiero, di scrivere che vengono però abusate. E che vanno discusse a livello normativo.

Cosa andrebbe fatto? «Innanzitutto l’apologia del fascismo è considerato reato se c’è un elemento soggettivo di volontà di ricostituzione del partito fascista. Per essere reato dovrebbe invece essere sufficiente una qualsiasi forma di inneggiamento al fascismo. Questi rigurgiti fanno paura».

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