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La Repubblica Rassegna Stampa
17.08.2021 Afghanistan: un appello contro la barbarie talebana
di Ahmad Massud

Testata: La Repubblica
Data: 17 agosto 2021
Pagina: 5
Autore: Ahmad Massud
Titolo: «'Siamo la resistenza, il mondo ci aiuti'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 17/08/2021, a pag. 5, con il titolo 'Siamo la resistenza, il mondo ci aiuti' l'appello di Ahmad Massud.

Afghanistan, Ahmad Massud: “Siamo la resistenza, il mondo ci aiuti” - la  Repubblica
Ahmad Massud

Popolo afgano, fratelli mujahidin, amici della libertà in tutto il mondo! La tirannia trionfa in Afghanistan. Nel chiasso e nel furore, s’instaura la schiavitù. Un’orribile vendetta si abbatterà sul nostro Paese martirizzato. Kabul sta già gemendo. La nostra patria è in catene. Tutto è perduto? No. Ho ereditato da mio padre, l’eroe nazionale e comandante Massud, la sua lotta per la libertà degli afghani. Questa lotta è ora mia, per sempre. I miei compagni d’armi ed io siamo pronti a versare il nostro sangue, insieme a tutti gli afghani liberi che rifiutano la schiavitù e che io chiamo a unirsi a me nel nostro bastione del Panshir, che è l’ultima regione libera del nostro paese in agonia. Mi rivolgo a voi, afghani di tutte le regioni e tribù, e vi invito a unirvi a noi. Mi rivolgo a voi, afghani al di là delle nostre frontiere che avete l’Afghanistan nel cuore per dirvi che avete dei compatrioti qui nel Panshir, dove mi trovo di nuovo, che non hanno perso la speranza. Mi rivolgo a tutti voi, in Francia, in Europa, in America, nel mondo arabo, o altrove, che ci avete aiutato tanto nella nostra lotta per la libertà, contro i sovietici in passato, contro i talebani venti anni fa: ci aiuterete ancora? Noi afghani siamo nella stessa situazione dell’Europa nel 1940. Siamo rimasti soli. Non ci arrenderemo mai.

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Il comandante Massud

Ho citato a un mio amico scrittore francese, alla vigilia della caduta di Kabul, la frase di Winston Churchill che prometteva sangue e lacrime. Penso oggi alle parole del generale De Gaulle, che mio padre ammirava e che disse, dopo la disfatta dell’esercito francese, che la Francia aveva perso una battaglia ma non la guerra. Noi afghani non abbiamo nemmeno perso una vera battaglia, dato che Kabul non ha combattuto. I nostri combattenti, vecchi e giovani mujahidin, qui nel Panshir, hanno preso le armi. Unitevi a noi, in spirito o con un sostegno diretto. Siate, amici della libertà, il più possibile numerosi al nostro fianco. Insieme scriveremo una nuova pagina nella storia dell’Afghanistan. Sarà un nuovo capitolo dell’eterna resistenza degli oppressi contro la tirannia.

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