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La Repubblica Rassegna Stampa
11.08.2021 No vax tra complottismo, sovranismo e violenza
Commento di Francesco Merlo

Testata: La Repubblica
Data: 11 agosto 2021
Pagina: 29
Autore: Francesco Merlo
Titolo: «I giornalisti sotto tiro»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 11/08/2021, a pag. 29 il commento di Francesco Merlo dal titolo "I giornalisti sotto tiro".

Rai, Francesco Merlo da Repubblica a vice di Verdelli - Affaritaliani.it
Francesco Merlo

Dai "No euro" ai "No vax": nella galassia anti-Green pass gli stessi che  volevano affossare la moneta unica - la Repubblica
Una manifestazione No vax

Da otto anni non è più la sede della Bbc, precisa il Guardian, ma gli assalitori no-vax non lo sapevano. Lunedì hanno dunque tentato “la presa della Bastiglia”, sì. Ma della Bastiglia sbagliata. Ed è un altro dettaglio che sgomenta e conferma che anche a Londra come già a Parigi, a Torino, a Firenze e a Roma e dappertutto, sono forme ingenue e primitive gli attacchi e le aggressioni ai giornalisti da parte dei no-vax che, non solo non hanno mascherina, ma non nascondono la faccia nel cappuccio degli agguati, non si calano sul viso il berretto dei black bloc, non usano il passamontagna dei guerriglieri e dei picciotti. E se a Roma gridano “pennivendoli” e “giornalai” e “leccapiedi” a Londra gridano “shame on you”, vergognatevi. C’era pure il fratello di Jeremy Corbyn, Piers Corbyn, complottista di sinistra e terzomondista che lasciò il Partito laburista dopo la guerra in Iraq. E urlava “we’ve got to take over these bastards”, dobbiamo mettere sotto controllo questi bastardi, che è uno slogan più lungo ma forse meno raffinato di “giornalisti terroristi” scandito sotto la sede della Stampa di Torino, della Nazione di Firenze e del Secolo XIX di Genova e qualche volta accompagnato dalle botte, soprattutto in Francia, a Besançon, per esempio, a Parigi ovviamente, e a Marsiglia. La Francia forse è stata la prima a saldare i no-vax di destra e di sinistra contro i giornalisti, alla maniera dei grillini che ci mettevano alla gogna uno al giorno, e infatti si lasciarono subito sedurre dai gilet gialli, che Di Maio e Di Battista andarono a indossare a Parigi. Ora i gilet gialli hanno arruolato anche gli antisemiti, quelli che il virus è il prodotto della strategia del terrore delle lobby economiche e farmaceutiche che sono tutte in mano “loro”, banche e colossi industriali, Bill Gates, Soros e Rockefeller. Ed è indimenticabile la scena del bullo Di Battista che, insultando i giornalisti servi di Macron, stracciò in tv un facsimile di 5000 franchi africani, contro il colonialismo ça va sans dire, mentre Giorgia Meloni gridava in tv che Macron sfrutta i bambini africani per arricchirsi. Sovranisti, populisti, grillini, ex laburisti, trumpisti, gilet gialli, neofascisti di Forza nuova, seguaci di Fassina (fassinisti?) e persino cattolici tradizionalisti: tutti gli ultrà anti vax odiano allo stesso modo i giornalisti e sono tutte uguali le manifestazioni aggressive contro l’informazione che è la lingua del ragionamento. All’opposto sono no-vax le emozioni collettive che prendono alla gola: “scemo scemo”, “chi ti paga?”, “giù le mani dai bambini”. C’è un’infarinatura di Foucault sul corpo da sorvegliare e punire, prigioniero della scuola e dei medici. Povero Foucault. Con il suo nome Meluzzi e Fusaro hanno intitolato l’università on line che stanno per aprire. Inaspettatamente dunque Foucault è diventato un’icona di questa Nouvelle droite no-vax che ha ricevuto una legittimazione “maiuscola” dall’indignato Massimo Cacciari, il quale in un video su Facebook ha strappato il Green Pass in nome della libertà: “libertà libertà” è il grido ritmato contro i giornalisti “venduti” e “assassini”. E poi via con il turpiloquio, cominciando ovviamente con vaffa e coglione. E c’è pure una spruzzata di anticapitalismo antiimperialista nell’attribuzione del virus alla diabolica Big Pharma… Sempre le epidemie sono state subite come violenza organizzata, e accade oggi con il Covid quello che in passato accadeva con il colera che, per tutto l’Ottocento, fece strage di siciliani. Al punto che, nel 1837, convinti che le classi dirigenti avvelenassero di colera quelle subalterne, i siracusani presero le armi contro “lor signori” al grido di “Megghiu moriri sparannu sparannu ca moriri cacannu cacannu”. Oggi lor signori siamo noi: i giornalisti che nascondono tutte le terribili “verità” sui vaccini come il cronista di Fanpage Saverio Tommasi che è stato inseguito da un facinoroso no-vax che gli gridava “servo” e “infame”, gli prometteva di spaccargli la faccia e intanto sventolava una foto: “guarda, questi sono i chiodi d’acciaio che ci iniettano nelle vene”. Gli ultrà in Italia (ancora) non sparano. Ma a Roma e a Genova sono volati gli schiaffi, e una volta a Napoli, ripresi dalla telecamera di Sky hanno accerchiato Gaia Bozza e Franco Maione… E sempre lanciano monetine contro i poveri cronisti, che non hanno mai guadagnato così poco come in quest’epoca in cui vengono però insultati come “casta” dal primo ultrà antagonista che concentra nelle parole “venduti” e “leccapiedi” tutte le sue pulsioni oscure, il rancore lungo e feroce della morte delle ideologie, della crisi economica, della pandemia: dell’Italia irrisolta. Insomma, spiazzano queste violenze perché non c’entrano nulla con le classiche minacce alla libertà di stampa delle vecchie squadracce a cui la storia ci aveva abituati. E per capirlo bisogna per esempio guardare i video dell’assalto alla vecchia sede della Bbc, ora occupata dagli uffici della Itv, e poi metterli a confronto con i video degli hooligan, che prima della finale contro l’Italia, a Londra pre-festeggiavano una vittoria che poi non ci sarebbe stata. Rabbia e furia si somigliano, anche le facce sono lombrosianamente identiche. E se di là l’irrisione violenta si esprime mostrando il sedere, come fanno gli studenti inglesi in gita nelle corriere, ma con la variante di un fumogeno acceso infilato tra le natiche, di qua si esprime con gli smanacciamenti a palme aperte, un avanzare di panze e petti nudi esibiti come bandiere. Lo spasmo sociale è reso selvatico, arcaico e animalesco dall’inconsistenza dell’ideologia. La rivoluzione dei dannati della Terra oltraggiati dai padroni è diventata la rivoluzione dei caproni oltraggiati dai giornalisti. E sono uguali uguali ai bulli dei campi di calcio che tentarono di assaltare lo stadio di Wembley il giorno di Inghilterra-Italia. E invece da noi ci sono gli eroi e i sansepolcristi della ribellione no-vax contro i giornali e le tv. Quelli che il 6 giugno 2020 al Circo Massimo manifestarono contri i decreti del Governo Conte, per esempio. Mai visti manifestanti caricare così i cronisti. Li guidava l’ultra d’estrema destra, Giuliano Castellino, già condannato per aggressione ai giornalisti dell’Espresso e inutilmente sottoposto a sorveglianza speciale. “Il problema siete voi”, mi ha gridato un no-vax magro magro in piazza San Silvestro quando gli ho detto che ero un giornalista e meno male che era magro magro. Non è come in passato che se incontravi un estremista era come incontrarli tutti perché qui sono ognuno diverso dall’altro, ma tutti sono uniti dall’odio contro i giornalisti che si ostinano a non scrivere che nei vaccini un giorno ci sono i cuoricini dei bambini, un altro vengono fatti con i pezzi di plastica, e danno sempre dipendenza, e persino nelle giostre e nell’Acquafan di Riccione ci sono i vaccinatori occulti con la siringa sempre pronta come in quella vecchia vignetta che negli anni ‘60 Jacovitti dedicò all’epidemia di “cinese”: un uomo basso, la coppola in testa, a cui stanno spuntando due bei sicilianissimi baffoni protesta contro il suo vaccinatore che brandisce l’ago ancora gocciolante: “Ma cosa mi inietta?”. “Questa è una fiala di siculina” gli risponde mentre quello diventa per sempre siciliano.

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