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La Repubblica Rassegna Stampa
23.07.2021 Caso Pegasus, 50mila telefoni spiati. Il ministro Gantz annuncia una commissione di controllo
Commento di Sharon Nizza

Testata: La Repubblica
Data: 23 luglio 2021
Pagina: 14
Autore: Sharon Nizza
Titolo: «La principessa Latifa spiata dall'emiro a Dubai con il software Pegasus»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 23/07/2021, a pag. 14, l'articolo di Sharon Nizza dal titolo "La principessa Latifa spiata dall'emiro a Dubai con il software Pegasus".

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Sharon Nizza

Pegasus - Futuro Europa

Capi di Stato, giornalisti, attivisti: ogni giorno che passa assumono un'identità alcuni dei 50mila numeri telefonici che costituiscono il database del "Progetto Pegasus". Al centro dell'inchiesta del consorzio di 17 testate giornalistiche insieme ad Amnesty International, la società privata israeliana Nso, accusata di aver venduto il proprio spyware a regimi che ne hanno fatto uso illegale per bersagliare oppositori politici. Ma anche famigliari scomodi: tra gli ultimi nomi celebri, quello della principessa Latifa, figlia dell'emiro di Dubai Mohammed bin Rashid al Maktoum, da anni al centro di una complessa saga legale-umanitaria per aver tentato la fuga da palazzo. Secondo The Guardian, Latifa sarebbe stata forzatamente ricondotta a Dubai nel 2018 grazie allo spyware israeliano. Il ministro della Difesa Benny Gantz ha annunciato l'avvio di una "commissione di controllo".

«Il sistema in questione ha aiutato nella lotta alla criminalità e al terrorismo, ma se ne è stato fatto un uso improprio, va verificato», ha detto Ram Ben Barak, già vice del Mossad e oggi a capo della commissione Difesa della Knesset per Yesh Atid. Ma l'apparato di sicurezza che dovrebbe verificare è parte integrante della vicenda, dal momento in cui la licenza per esportare questo genere di prodotti - catalogati come "armi cyber" - viene concessa dal ministero della Difesa. Amitai Ziv di Haaretz, parte del consorzio di giornalisti del "Progetto Pegasus", stringe il cerchio intorno a Benjamin Netanyahu, che definisce "l'uomo del marketing di Nso", disegnando una rotta della diplomazia cyber: negli ultimi 4 anni, i viaggi - pubblici e segreti - dell'ex premier nel mondo avrebbero fatto da apripista per l'attività di Nso in diversi Paesi, spianando la strada per allacciare relazioni sottobanco. Così sarebbe stato per Arabia Saudita, Emirati, Marocco, dove Pegasus è stata venduta - con l'autorizzazione governativa - ben prima della stipula degli Accordi di Abramo. Così come è stato per altre società cyber israeliane, tra cui Candiru e Verint, che dal 2017 hanno ricevuto autorizzazione a vendere a Riad.

NSO Group Pegasus Spyware Archives - PressWire18

Quanto all'ingresso di Nso in India, Ungheria, Rwanda e Messico - alcuni dei Paesi citati nell'inchiesta per utilizzo improprio dello spyware - sarebbe avvenuto poco dopo missioni in loco di Netanyahu. Con l'annuncio del "controllo" - che non è ancora chiaro che forma prenderà - il governo Bennett vuole dare il segnale della nuova stagione aperta il mese scorso dopo 12 anni di governi Netanyahu, seppure Bennett stesso, allora ministro della Difesa, propose agli inizi della pandemia di utilizzare Nso per monitorare i movimenti dei cittadini e tracciare i contagi. Spinge per l'inchiesta anche Shalev Hulio, Ceo dell'azienda (e la "S" di Nso, acronimo dei nomi dei tre fondatori, usciti dalla super unità di intelligence militare 8200), che respinge qualsiasi legame tra Pegasus e il famigerato elenco, sostenendo che la società sia nel mirino di qualcuno, «Qatar, o il movimento Bds: c'è chi non vuole che qui si venda un gelato e chi tecnologie», ha detto a Israel Hayom. «Se fossimo mossi solo da interessi economici, non avremmo rifiutato di vendere a 90 Paesi al mondo». A fine giugno, Nso - che per un periodo ha avuto tra i consulenti anche Daniel Shapiro, già ambasciatore di Obama in Israele - ha diffuso un rapporto sulla trasparenza secondo cui ha interrotto i rapporti con cinque clienti «a seguito di sospette violazioni dei diritti umani». Secondo The Guardian, uno dei clienti sarebbe proprio Dubai, con cui Nso avrebbe terminato il contratto l'anno scorso.

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