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La Repubblica Rassegna Stampa
26.05.2021 Blinken a Gerusalemme e Ramallah
Cronaca di Sharon Nizza

Testata: La Repubblica
Data: 26 maggio 2021
Pagina: 17
Autore: Sharon Nizza
Titolo: «Blinken da Netanyahu e Abu Mazen: 'I soldi per Gaza passino dall’Anp'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 26/05/2021, a pag. 17, l'articolo di Sharon Nizza dal titolo "Blinken da Netanyahu e Abu Mazen: 'I soldi per Gaza passino dall’Anp' ".

A destra, la vignetta di Dry Bones del 1993 ma ancora attuale:
"Il processo di pace sembra in pericolo... per l'insistenza di Israele... che il concetto di pace includa la fine... di uccisioni di ebrei"

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Sharon Nizza

Nessuna dichiarazione pomposa sul futuro della regione emerge finora dal primo tour mediorientale del Sottosegretario di Stato Anthony Blinken, che ha invece un obiettivo mirato: consolidare la tregua raggiunta giovedì tra Israele e Hamas dopo 11 giorni di conflitto. Il metodo: rafforzare l’Autorità Palestinese e veicolare tramite essa i fondi per la ricostruzione di Gaza. Gli israeliani ci stanno: inviare i contanti del Qatar via Ramallah è una delle raccomandazioni del Capo di Stato maggiore. Abu Mazen, che nel 2019 aveva interrotto il passaggio dei fondi per via del perpetuo conflitto Fatah-Hamas, si dichiara disponibile, e la questione sarà al centro dei colloqui con gli egiziani – Blinker sarà oggi al Cairo e ad Amman - che gestiscono il contatto diretto con Hamas. Per rafforzare l’Anp, durante l’incontro ieri con il presidente Abu Mazen –che inaugura la ripresa dei rapporti dopo tre anni di rottura sotto Trump– Blinken ha annunciato la prossima riapertura del Consolato Usa a Gerusalemme, a oggi incorporato nell’Ambasciata che la precedente amministrazione aveva trasferito da Tel Aviv. E un pacchetto di aiuti di oltre 100 milioni di dollari per Gaza e Unrwa.

A Netanyahu Blinken ha ripetuto il fermo sostegno «al diritto di Israele a difendersi». Ma al centro delle due ore di colloquio con il premier c’era il dossier Iran, nel giorno in cui riprendevano a Vienna i negoziati sul rientro americano nell’accordo sul nucleare Jcpoa. Netanyahu ha pubblicamente ribadito la speranza che gli Stati Uniti non si impegnino nuovamente nel Jcpoa, e che Israele «si riserva il diritto di difendersi di fronte a un regime che minaccia la nostra distruzione». Ma, a porte chiuse, sembra che lo sforzo sia ora concentrato non tanto sul “se”, ma sul “come”, con la richiesta di puntare su un “Jcpoa- plus”, ovvero l’allargamento dell’intesa anche ai missili balistici e all’interventismo regionale dell’Iran. Parlando della necessità di «promuovere libertà, sicurezza e prosperità per israeliani e palestinesi » (prosperità è un termine che ha ripetuto più volte e rievoca il piano trumpiano “Peace to prosperity”), Blinken ha ottenuto dagli israeliani un impegno a incrementare i rapporti economici e la cooperazione di sicurezza con Ramallah. Ma la situazione rimane tesa in Cisgiordania, come nelle città israeliane, dove la polizia ha avviato una massiccia operazione di arresti di arabi coinvolti negli scontri recenti «per recuperare la deterrenza», ottenendo ferma condanna dell’Anp: un terreno fertile per iniziative di lupi solitari –lunedì si è verificato un accoltellamento a Gerusalemme- che potrebbero riaccendere la miccia esplosiva.

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