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La Repubblica Rassegna Stampa
14.05.2021 Qatar, Turchia, Iran, Fratellanza Musulmana: ecco i sostenitori di Hamas
Commento di Lorenzo Vidino

Testata: La Repubblica
Data: 14 maggio 2021
Pagina: 15
Autore: Lorenzo Vidino
Titolo: «Dalla Turchia al Qatar, il network pro-Hamas»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 14/05/2021, a pag.15, con il titolo "Dalla Turchia al Qatar, il network pro-Hamas" l'analisi di Lorenzo Vidino.

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Il simbolo della Fratellanza musulmana

Nato nel 1987 come branca locale della Fratellanza Musulmana e alternativa islamista all’Olp di Arafat, Hamas si prefigge scopi che sono territorialmente limitati: la distruzione dello stato di Israele e la creazione di uno stato islamico al suo posto. Nonostante qualche occasionale slancio retorico (come quando il deputato Yunus al Astal disse che alla liberazione di Gerusalemme sarebbero seguite la conquista di Roma e dell’America), Hamas non ha le mira globali di altri gruppi islamisti quali Isis e al Qaeda, dai quali si differenza anche sotto vari aspetti ideologici e tattici. Ma non per questo il gruppo va visto come un’entità puramente locale. Al contrario, rappresenta un ganglo centrale di uno dei due assi che al momento spaccano il Medio- Oriente, una pedina chiave dell’alleanza tra Qatar, Turchia e la Fratellanza, alla quale si aggiunge, sebbene con rapporti a volte controversi, l’Iran. Uno schieramento di matrice islamista che trascende il gap sunniti-sciiti e che si contrappone a quello a trazione saudita/emiratina/ egiziana che è invece anti-islamista, anti-Iran e con buoni rapporti con America e Israele. Considerato il peso, più che altro a livello emotivo-propagandistico, che la questione palestinese ha nel mondo musulmano, non stupisce che Hamas riceva da chi lo supporta non solo gli aiuti finanziari che gli permettono di amministrare la Striscia di Gaza e i suoi due milioni di abitanti e, al tempo stesso, mantenere una forza militare che riesce a mettere in difficoltà Israele, ma anche supporto logistico, politico, e diplomatico. Al Qatar spetta soprattutto l’aiuto economico. Lo scorso gennaio ha aumentato gli aiuti ad Hamas a 30 milioni di dollari al mese, ma aiuta il gruppo anche in modi più indiretti ma non meno importanti: da una costante propaganda su al Jazeera all’ospitare a Doha alcuni dei leader più importanti del gruppo nonostante siano ricercati dall’Interpol. Ancora più importante è il ruolo della Turchia. Nonostante abbia da sempre relazioni diplomatiche con Israele, la deriva islamista di Erdogan ha portato la Turchia a diventare uno dei principali patroni di Hamas. Finanziamenti, ma anche appoggio politico in sedi diplomatiche e passaporto turco a vari leader delle Brigate Izzedin al Qassam, il braccio armato di Hamas, i quali, secondo Gerusalemme, usano Istanbul come base per pianificare attacchi in Israele.

Ma l’appoggio turco per Hamas passa anche attraverso una serie di strutture tecnicamente indipendenti ma fortemente legate all’Akp, il partito di Erdogan. Tra esse svetta Ihh, Ong di base a Istanbul ma con presenza globale (e dichiarata illegale in Germania) che raccoglie fondi per Hamas e che in passato aveva organizzato le flottiglie di navi che avevano rotto il blocco navale israeliano attorno a Gaza. Altalenante è il ruolo dell’Iran. Tra il 2006 e il 2011 Tehran era il principale donatore di Hamas, con circa 300 milioni all’anno. Dissapori sulla questione siriana dovuti al rifiuto di Hamas di sostenere Bashar al Assad hanno raffreddato i rapporti, ma l’Iran ha continuato a fornire tecnologia e know how per la costruzione di razzi sempre più avanzati. Collegato e supportato da Qatar e Turchia opera poi il network globale della Fratellanza Musulmana, che ha sempre fatto della questione palestinese e del supporto del proprio ramo locale, Hamas appunto, una delle proprie priorità. I Fratelli non solo disseminano la propaganda di Hamas e organizzano dimostrazioni di piazza nel mondo arabo come in Europa, ma raccolgono anche fondi per il gruppo attraverso una fitta rete di organizzazioni caritatevoli. Gli Stati Uniti e, con meno entusiasmo, l’Europa hanno sempre cercato di recidere questa rete di supporto, ma con scarsi risultati. Sebbene siano paesi alleati dell’Occidente, la Turchia (membro Nato) e il Qatar (sede di una importantissima base militare americana) rifiutano di cessare il proprio supporto per Hamas. E tentativi di fermare l’operato di enti caritatevoli della Fratellanza sono spesso risultati inefficaci per via della difficoltà di dimostrare in sede giudiziaria che le donazioni non fossero per scopi caritatevoli (e quindi permessi) ma per finanziare azioni violente (e in tal caso illegali).

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