Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Sospeso il prof. negazionista finalmente qualcosa si muove anche in Italia
Testata: La Repubblica Data: 22 novembre 2008 Pagina: 18 Autore: Carlo Alberto Bucci Titolo: «Sospeso il prof. che nega l'Olocausto»
Anche in Italia, un paese dove raramente le leggi vengono applicate, qualcosa si sta muovendo. Il professore romano, negatore della Shoà, è stato sospeso. Ne riprendiamo la cronaca da REPUBBLICA di oggi, 22/11/2008, a pag.18, di Carlo Alberto Bucci. La notizia non viene ripresa nelle pagine nazionali nella maggior parte dei quotidiani di oggi.
ROMA - Negazionismo, la lezione è finita. Il portone del liceo artistico di via Ripetta da oggi rimane chiuso per il professor Roberto Valvo. È stato sospeso dall´Ufficio scolastico regionale del Lazio il docente che la settimana scorsa ha messo in dubbio lo sterminio degli ebrei davanti a colleghi (in consiglio) e studenti (sabato, in classe) affermando, tra l´altro: «La Shoah è un´invenzione degli alleati»; «le prove mancano e sono state spesso contraffatte»; «gli ebrei non sono italiani». Oggi è scattato l´allontanamento per il professore di storia dell´arte del più antico liceo artistico romano, a due passi da piazza Augusto imperatore. Un provvedimento d´urgenza e temporaneo - ma netto, che scarta compromessi come l´assenza per malattia - in attesa che il procedimento disciplinare segua il suo lungo iter. Gli ispettori dell´Ufficio scolastico, mandati subito dal direttore Raffaele Sanzo, nonostante il settore sia sotto organico, si sono più volte recati nei giorni scorsi a scuola. La richiesta di tempi celeri, e di «provvedimenti esemplari», era stata espressa domenica scorsa da un «offeso» Gianni Alemanno: era stato lo stesso sindaco ad accompagnare quattro studenti di via Ripetta, con altri 246 ragazzi romani, nel viaggio della Memoria ad Auschwitz. Quale sarà la sanzione per il professore - che da domenica scorsa, quando Repubblica ha riportato le farneticazioni sulla Shoah espresse durante il consiglio di classe della IVC di mercoledì 12, ha continuato a fare lezione - lo deciderà la disciplinare del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione. Ma intanto s´è mossa la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo dopo l´esposto presentato sabato scorso ai carabinieri dalla preside, Maria Teresa Strani. In Italia manca un legge come esiste in Francia, Germania o Austria, dove il negazionista inglese David Irving è stato condannato nel 2006 a tre anni in primo grado. Il magistrato incaricato dovrà quindi stabilire se il professore ha violato la legge Mancino che punisce fino a tre anni «chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull´odio razziale o etnico». Ieri tensione al collegio docenti straordinario. I docenti di via Ripetta avrebbero votato a maggioranza per dissociarsi dalla preside perché non li ha immediatamente informati dell´accaduto e perché non avrebbe manifestato agli organi di stampa la totale estraneità del liceo rispetto alle tesi negazioniste di Valvo, né evidenziato le iniziative del liceo in ricordo delle vittime della Shoah. La scuola ha molte volte partecipato ai viaggi della Memoria. E nel 2004 l´aula magna ha ospitato un´installazione realizzata dai ragazzi usando la frase piazzata dai nazisti all´entrata di Auschwitz, Arbeit Macht Frei. «La prima cosa - fa notare una professoressa - che leggono i nuovi studenti nel nostro libricino di benvenuto è: "Nessuna discriminazione può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione"».
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