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La Verità Rassegna Stampa
27.03.2022 Da Leopoli a Odessa l'incubo continua
Commento di Stefano Piazza

Testata: La Verità
Data: 27 marzo 2022
Pagina: 4
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Da Leopoli a Odessa l'incubo continua»
Riprendiamo dalla VERITA' di oggi, 27/03/2022, a pag. 4, con il titolo "Da Leopoli a Odessa l'incubo continua", l'analisi di Stefano Piazza.

Immagine correlata
Stefano Piazza

La città di Odessa, la Napoli Ucraina
Odessa

Ieri pomeriggio l'esercito russo ha attaccato nuovamente con dei missili Leopoli, nell'Ucraina occidentale, a circa 70 chilometri dal confine con la Polonia. Oltre alle possibili vittime civili si teme che il centro storico della città, considerato Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco, venga raso al suolo. Durissime le dichiarazioni del sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyi: «La Russia è un Paese nazista, dobbiamo difendere il nostro patrimonio». Sempre ieri il ministero della Difesa ucraina ha affermato che l'esercito russo ha sparato e danneggiato il Memoriale dell'Olocausto a Drobitsky Yar, alla periferia di Kharkiv. «I nazisti sono tornati, 80 anni dopo», ha scritto il ministero su Twitter. Nel luogo del memoriale si stima che morirono tra 16.000 e 20.000 ebrei, massacrati dalle truppe naziste nel 1941. È il secondo memoriale della Shoah che viene distrutto dai russi in questa guerra: lo scorso primo marzo una bomba, oltre a uccidere cinque persone, aveva ridotto in macerie il memoriale Babi Yar di Kiev, dove sono tumulati 34.000 ebrei. Disperata la situazione a Chernihiv, città dell'Ucraina settentrionale dalla quale sono fuggite almeno 150.000 persone su un totale di circa 300.000 abitanti, che è stata completamente distrutta dalle bombe russe che hanno provocato la morte di oltre 200 persone.

Mayor of Chernihiv: the city will not surrender to anyone
Vladyslav Atroshenko

Vladyslav Atroshenko, sindaco della città nella quale manca l'elettricità e l'acqua corrente, ha dichiarato all' Ukrainska Pravda che «è più facile contare le case intere che quelle distrutte», aggiungendo che evacuare la città è ormai impossibile. Chernihiv che è vicino al confine con la Bielorussia, è isolata da giorni dopo che i russi hanno distrutto il ponte stradale sul fiume Desna, che la collega a Kiev. Sempre nella giornata di ieri è stato prima rapito e poi liberato Yuri Fomichev, il sindaco di Slavutyè, città che si trova nell'estremo Nord dell'Ucraina, ora sotto il controllo dell'esercito invasore. Nel frattempo a Odessa è stato respinto un tentativo di sbarco russo. «Le truppe di Mosca hanno cercato di arrivare a Odessa dal mare e di far sbarcare un gruppo di sabotaggio che è stato respinto dai militari ucraini», riporta Ukrinform. Mentre ci si interroga sulla possibile virata strategica di Vladimir Putin che ora potrebbe «accontentarsi» del controllo del Donbass, la Russia continua nella sua campagna acquisti per raccattare soldati e miliziani di ogni tipo. Così dopo i ceceni, i siriani, i libici e coloro che potrebbero arrivare dai Paesi african, in Ucraina dovrebbero arrivare circa 800 terroristi di Hezbollah, la milizia sciita libanese guidata da Hassan Nasrallah. La trattativa sarebbe stata gestita da Alexander Kuznetsov, uno dei capi del gruppo paramilitare russo Wagner Group, direttamente con Hassan Al Shartouni, leader dell'Unità di sicurezza Naji. Secondo la Novaya Gazeta, il quotidiano russo di opposizione, i miliziani di Hezbollah che dovrebbero arrivare in Bielorussia nei prossimi giorni, percepiranno uno stipendio mensile di 1.5o0 dollari. Dopo l'accordo, gli Hezbollah hanno iniziato a reclutare uomini a Quseir, in Siria. Qui ha sede l'ufficio dell'intelligence militare diretto da Hajj Abu Ali, alias di Asaad Hamieh, ufficiale che sovraintende gli uffici per il reclutamento che sono stati aperti nelle città siriane di Aleppo, Yabrud e Sayyida-Zeynab. Mentre scriviamo è giunta la notizia della morte del sesto generale russo in un mese in Ucraina. Si tratta di Yakov Ryezantsev, comandante del distretto militare, ucciso a Nord di Kherson.

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