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La Verità Rassegna Stampa
26.01.2022 Giorgio Israel (1945-2015): un ricordo
Commento di Francesco Borgonovo

Testata: La Verità
Data: 26 gennaio 2022
Pagina: 17
Autore: Francesco Borgonovo
Titolo: «Nel Giorno della memoria ricordiamo Israel, che sfidò la tecnoscienza»
Riprendiamo dalla VERITA' di oggi, 26/01/2022, a pag. 17, con il titolo "Nel Giorno della memoria ricordiamo Israel, che sfidò la tecnoscienza", il commento di Francesco Borgonovo.

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Francesco Borgonovo

Morto Giorgio Israel - ilGiornale.it
Giorgio Israel

Alla vigilia del Giorno della memoria, gli scaffali delle librerie si riempiono di volumi storici o di testimonianze sulla Shoah. Tra questi non é semplicissimo, purtroppo, rintracciare saggi - che pure restano fondamentali - come II fascismo e la razza o Scienza e razza nell'Italia fascista. A dire il vero, non è affatto facile mettere le mani su tutti i libri firmati da Giorgio Israel (1945-2015), uno degli studiosi più raffinati e coraggiosi di ogni tempo. Matematico, ordinario alla Sapienza e professore a Parigi, Israel meriterebbe d'essere ricordato sempre, ma il suo pensiero torna di potente attualità oggi, in tempi di delirio pandemico. Già nei suoi lavori sul fascismo il grande intellettuale ebreo aveva mostrato quali aberrazioni potesse produrre una visione gelida e disumana della scienza, rilevando come presso numerosi esperti italiani di antropologia, demografia e altre discipline avessero trovato terreno fertile le teorie eugenetiche. E forse è stato proprio in virtù di questi approfondimenti - edotto di ciò che possono generare certe visioni del mondo meccanicistiche - che Israel, per lungo tempo, ha combattuto contro lo scientismo. Cioè contro la degenerazione della scienza in ideologia: una malattia da cui ancora adesso siamo afflitti.

LIBRI INTROVABILI Accademico puntuale e autore di centinaia di articoli specialistici, Israel ha sempre mantenuto una notevole attività pubblicistica, collaborando con II Foglio, Libero, Tempi. Arrivò alle soglie della militanza culturale senza mai perdere il rigore dello scienziato, si espose in prima fila sui temi roventi della bioetica, della manipolazione del corpo, della genetica. E ne pagó le conseguenze, subendo attacchi anche feroci. Anche da questa militanza tutta particolare trassero linfa i libri che egli diede alle stampe nei primi anni Duemila, e che sembrano descrivere perfettamente la situazione in cui ci troviamo immersi in questi giorni. Si tratta di testi, dicevamo, che non è facile trovare nei negozi. Parliamo di La macchina vivente (Bollati Boringhieri, 2004), Liberarsi dei demoni (Marietti, 2006) e Chi sono i nemici delta scienza? (Lindau, 2008). È in quest'ultimo, in particolare, che si trova una diagnosi straordinaria dei mali del nostro tempo. Israel prendeva le mosse da un'acuta analisi della superiorità morale progressista. «i; come se nella disintegrazione politica del comunismo una serie di elementi identitari si fossero propagati ovunque, per una sorta di metastasi», scriveva. «Fra questi, il principale è proprio il sentimento della diversità, della diversità dell'uomo di sinistra. Nell'Italia bipolare dell'ultimo quindicennio, questo è stato, ed è tuttora, il collante principale della sinistra; ritenersi diversi dagli altri, dalla gente "di destra", ritenersi come i soli capaci, onesti, intelligenti e interessati alle sorti del Paese più che al proprio tornaconto personale». Che ancora adesso, a oltre dieci anni di distanza, funzioni così non c'è nemmeno bisogno di dimostrarlo. Ma è ancora più interessante osservare come prosegue il ragionamento. «Quel che è rimasto, in tutta la sinistra, è il sentimento che occorre chiudere le porte ai "barbari", ai "selvaggi", ai "reazionari", agli "antidemocratici". Per quanto la sinistra possa dilaniarsi nei suoi conflitti interni e nelle sue liti, essa conserva un comune collante rappresentato dalla necessità assoluta di far fronte all'altro - identificato nella destra, nella reazione, nel fascismo, nell'oscurantismo - e di occupare tutte le posizioni con persone che partecipino di quel minimo comun denominatore di convinzioni "progressiste"».

LA CATTEDRALE SANITARIA E tra gli aspetti fondamentali di questo progressismo c'è, appunto, il culto della scienza. O, come spiegava Israel, la «nuova teologia sostitutiva: la fede nella scienza e nella tecnologia, nel progresso scientifico e tecnologico. "Nemici della scienza" sono tutti coloro che non credono ciecamente nella nuova religione e che osano avanzare una sia pur minima critica delle tendenze e delle realizzazioni pratiche della tecnoscienza contemporanea. Quando si tratta di letterati o di religiosi, la cosa più semplice è metterli all'indice come persone ignoranti oppure ostili alla ragione scientifica. Nel caso malaugurato in cui si tratti di scienziati, li si censura, sperando che nessuno si accorga della loro presenza e, se questo non è possibile, li si bolla come traditori e venduti». Pensateci bene: non è esattamente ciò che negli ultimi due anni è accaduto qui da noi? Nel 2008 (e già prima) Israel aveva intuito come sarebbe stata costruita la Cattedrale sanitaria che ora ci domina. Aveva capito che trattamento sarebbe stato riservato agli «eretici», che si trattasse di scienziati o meno.

CHI SONO I VERI NEMICI E aveva già fatto notare come, nel mondo scientifico, non si andasse tanto per il sottile con i dissidenti. «Oggi, che i dogmi dello scientismo sono divenuti un elemento caratterizzante dell'essere "di sinistra" e "progressista", chiunque non vi aderisca è automaticamente collocato nella schiera della reazione, indipendentemente da quali siano le sue convinzioni e senza alcuna possibilità di far ascoltare la sua voce al di fuori di un contesto di contrapposizione frontale», scriveva. Lui stesso fu costretto a difendersi da critiche brutali e per lo più infondate. Intendiamoci: non abbiamo nessuna intenzione di tirare per la giacchetta un intellettuale di tale livello. Non gli mettiamo casacche, e non ci permettiamo di stabilire che cosa egli avrebbe o non avrebbe scritto oggi. Resta, in ogni caso, la precisione con cui Israel seppe sviscerare e descrivere le evoluzioni culturali del progressismo, la determinazione con cui condannò lo scientismo nel tentativo di salvare la sua amata scienza. Si, Israel lo aveva capito e scritto: i veri nemici della scienza sono coloro che vogliono trasformarla in una religione.

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