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Confessioni elvetiche Rassegna Stampa
05.07.2021 Anche l’attentato di Würzburg ignorato (o quasi) dai media?
Commento di Stefano Piazza

Testata: Confessioni elvetiche
Data: 05 luglio 2021
Pagina: 1
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Anche l’attentato di Würzburg ignorato (o quasi) dai media?»
Anche l’attentato di Würzburg ignorato (o quasi) dai media?
Commento di Stefano Piazza


Würzburg, la scena dopo l'attentato

Mentre in Siria, Iraq, Afghanistan e nella regione del Fezzan libico i terroristi islamici si riappropriano di intere aree di territorio facendosi beffe delle Conferenze internazionali organizzate per discutere su come “contrastare l’Isis”, in Europa è sempre allarme terrorismo islamico. L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, è stato l’attacco dello scorso 25 giugno a Würzburg (Germania) dove un 24enne somalo identificato come Abdirahman J. si è avventato armato di coltello contro nove persone (tutte donne) uccidendone tre (di 24, 49 e 82 anni) e ferendone in modo grave altre sei al grido di “Allahu Akbar” (Allah è il più grande). La traiettoria del 24enne somalo subito descritto come un “soggetto che era stato curato per disturbi psichici”, è quella di molti altri terroristi che hanno colpito in Europa prima di lui: arrivato a Lampedusa a bordo di un barcone soccorso da una delle molte Ong che operano nell’area successivamente aveva raggiunto la Germania nel 2015, anno nel quale arrivarono per decisione della Cancelliera Angela Merkel, 1.5 milioni di profughi, non tutti siriani come si volle credere. Anche Abdirahman J. era noto alle autorità perché aveva compiuto reati minori mentre una cappa di silenzio è subito scesa sulle sue frequentazioni e sulla sua radicalizzazione che è indubbia visto il materiale rinvenuto nella sua abitazione. Successivamente sono emersi alcuni dettagli del primo interrogatorio del 24enne somalo che agli inquirenti avrebbe ammesso di aver agito per odio religioso e di essere felice “per aver raggiunto il suo obbiettivo”.

Non è la prima volta che la città di Würzburg vive momenti di terrore. Il 18 luglio del 2016 Muhammad Riyad, 17enne afghano richiedente asilo in contatto con una cellula dell’Isis, salì sul treno regionale da Treuchtlingen a Würzburg armato di coltello e ascia con l’intenzione dichiarata di colpire. In un video/testamento registrato poco prima affermò: “Farò un attentato suicida in Germania. Vi combatterò fino a quando il sangue mi scorrerà nelle vene”. Venne ucciso dalla polizia mentre tentava di fuggire dal treno e subito dopo l’Isis rivendicò l’attacco.

Nulla di casuale perché il 22 giugno, quindi qualche giorno prima dell’attacco di Würzburg, è stato diffuso dopo un lungo silenzio, un nuovo file audio dell’Isis diffuso da Al Furqan, uno dei media del gruppo terrorista. A parlare per 37 minuti e 41 secondi non è stato il “califfo” Abu Ibrahim al Hashimi al Qurash alias di Amir Mohammed Abdul Rahman al Mawla che dalla sua “nomina” non ha mai fatto sentire la sua voce con messaggi audio, né è apparso in alcun filmato o fotografia per timore di essere localizzato, ma il suo portavoce: Abu Hamza al Quraishi Abu Hamza. Cosa ha detto? Si è congratulato con tutti gli affiliati allo Stato islamico che continuano a combattere nonostante gli attacchi della Coalizione internazionale e dei Governi locali e ha ringraziato i combattenti per gli attacchi portati durante il mese di Ramadan e ha genericamente parlato di Libia, Africa occidentale e centrale, Afghanistan, Sinai e ha infine esortato i palestinesi ad intensificare gli attacchi contro Israele. Allarmante “l’ordine diretto” del Califfo ai combattenti e alle cellule nel “Siraq”, di pianificare assalti alle carceri in modo da liberare i miliziani dell’Isis. Tutte operazioni per le quali il portavoce ritine occorra “preparazione, pianificazione, nonché una stretta segretezza”. Che l’attacco di Würzburg non fosse casuale lo mostra anche il fatto che qualche ora dopo i fatti sui canali Telegram dell’Isis veniva mostrata l’immagine del 24enne somalo accompagnata da un canto islamico (Nasheed) nel quale si diceva: “É bene che tu uccida un infedele”.

Nemmeno il tempo di scrivere questo articolo che sempre dalla Germania sono arrivate altre due notizie inquietanti; lo scorso 26 giugno le Forze speciali tedesche hanno arrestato un 21enne sospettato di pianificare un attentato terroristico islamista. Il giovane è stato fermato mentre cercava di entrare nel Paese dalla Francia. A quanto si apprende, voleva acquistare un fucile e fare una strage mentre il 29 giugno, stavolta a Francoforte, è stato arrestato un uomo che si trovava alla stazione ferroviaria armato di coltello poco prima di colpire la folla. Ma non doveva “andare tutto bene”?

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Stefano Piazza

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