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L'Osservatore Romano Rassegna Stampa
24.06.2020 Il quotidiano del Vaticano ancora una volta contro Israele
Una velinona che omette schierata da una sola parte

Testata: L'Osservatore Romano
Data: 24 giugno 2020
Pagina: 3
Autore: la redazione di OR
Titolo: «In migliaia a Gerico contro le annessioni israeliane»
Riprendiamo dall' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 24/06/2020, a pag. 3, l'articolo "In migliaia a Gerico contro le annessioni israeliane".

OR pubblica la solita velina in cui Israele è descritto come occupante e gli arabi palestinesi esclusivamente come vittime. Ecco fino a che punto arriva la censura e la disinformazione su quello che accade nei territori contesi sul quotidiano ufficiale del Vaticano, sempre in prima fila quando si tratta di demonizzare lo Stato ebraico. Quello che OR omette, a partire dalla divisione tra gli arabi palestinesi, lo spiega Michelle Mazel nell'analisi oggi in home page su IC, da leggere e inviare a amici e conoscenti: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=310&id=78653

Ecco la velinona vaticana:

AG's office said to warn PM Jordan Valley annexation could lead to ...
Netanyahu illustra la situazione nella valle del Giordano

Migliaia di palestinesi si sono radunati oggi a Gerico su iniziativa del Presidente palestinese Mahmoud Abbas per partecipare alla prima di una serie di manifestazioni di protesta contro i progetti di Israele di estendere unilateralmente la propria sovranità a parte dei Territori palestinesi. Il piano delle annessioni — stando a quanto affermato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu — dovrebbe essere approvato i primi di luglio. Fra i leader giunti sul posto, riferiscono i media locali, vi sono il primo ministro palestinese Mohammed Shtayeeh, il vice-presidente del Comitato centrale di Fath Mahmud alAlul, ed il segretario generale dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) Saeb Erekat. Assieme con loro c'erano anche alcuni diplomatici fra cui l'inviato dell'Onu per il Medio Oriente Nickolay Mladenov, il capo della missione Ue per i Territori palestinesi Sven Kuhn von Burgsdorff, nonché alcuni ambasciatori e consoli. L'agenzia di stampa Wafa precisa che Mladenov ha sostenuto che «ogni annessione da parte di Israele contrasterebbe col diritto internazionale» mentre von Burgsdorff ha ribadito «l'impegno europeo per uno Stato palestinese indipendente in buon vicinato con Israele». Secondo i media locali, l'esercito israeliano ha bloccato alcuni torpedoni con dimostranti che erano diretti verso Gerico. Non si hanno però notizie di scontri. Intanto, sulla questione delle annessioni è intervenuta ieri anche Tzipi Livni, ex ministro degli esteri israeliano e rappresentante dell'opposizione. «L'annessione unilaterale di parti dei Territori palestinesi sarebbe un errore storico» ha scritto Livni in un articolo sul «Washington Post». Secondo lei un simile passo senza una intesa con i palestinesi significherebbe «oltrepassare un punto di non ritorno; così facendo — ha detto — condanneremmo i nostri figli a vivere in un conflitto permanente». Livni è una decisa sostenitrice di una soluzione con due stati, l'unica a suo parere «in grado di mantenere i valori fondamentali d'Israele». Se ci sarà un'annessione sulla base della mappa del piano Trump «i palestinesi si ritroveranno in enclavi separate». Una situazione, scrive Tzipi Livni, «che finirà per portare ad un unico stato di cui entreranno a far parte milioni di palestinesi, cambiando l'identità d'Israele». Gli ultimi gravi scontri a causa del piano di annessioni sono avvenuti due giorni fa nei pressi di Qalgiliya (Kfar Qaddum), quando un reparto dell'esercito israeliano ha disperso con la forza una manifestazione. Due persone sono state ferite da proiettili di arma da fuoco. Altre otto sono state contuse da proiettili rivestiti di gomma e decine di abitanti sono rimasti intossicati da gas lacrimogeni. E sempre due giorni fa Hamas — il movimento islamico che detiene il controllo della striscia di Gaza dal 2006 — ha avvertito Israele che se realizzerà le previste annessioni di parti dei Territori della Palestina, l'ala militare del movimento «non resterà inerte ma reagirà con lanci di razzi e con attacchi in profondità in territorio israeliano».

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