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Pagine Ebraiche Rassegna Stampa
01.06.2011 Sosteniamo le nostre ragioni anche usando i nomi giusti
commento di Ugo Volli

Testata: Pagine Ebraiche
Data: 01 giugno 2011
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Sosteniamo le nostre ragioni anche usando i nomi giusti»

Riportiamo da PAGINE EBRAICHE di maggio, l'articolo di Ugo Volli dal titolo "Sosteniamo le nostre ragioni anche usando i nomi giusti ".


Ugo Volli

E' da Platone che la filosofia del linguaggio ci ammonisce che le parole non sono le cose, che "una rosa è una rosa è una rosa", per dirla con Gertrude Stein, comunque decidiamo di chiamarla. E però il buon senso sa che le parole contano: le stesse persone sembrano molto diverse se le chiamo "amici", o "compagni", "chaverim" o "Kameraden", anche se il significato è assai simile. Non solo: le parole, i nomi, sono insieme oggetto e strumento di molto conflitti, stabiliscono appartenenze, sottintendono diritti, esprimono egemonie: bisogna badar loro perché con essi ci si schiera. Basta pensare ai nomi di luoghi contesi: Trieste è altra cosa da Trst, Kaliningrad da Koenigsberg, San Pietroburgo da Leningrado. E Yerushalaim da Al Quds, Bet Lechem da Betlemme, Safed da Zfat. Lo sappiamo. E però stranamente su questo piano il mondo ebraico spesso aderisce, più o meno inconsapevolmente, alla propaganda dei suoi nemici. Quando parliamo di Aretz, la chiamiamo spesso Palestina e non Eretz Israel, anche se non vi è mai stato uno stato con quel nome e per millenni nulla si è chiamato così. E' un nome romano (scelto contro Israele, da una popolazione indoeuropea nemica) poi ripreso dai viaggiatori europei: il termine è sembrato a lungo neutro, accettabile. Palestinesi si dicevano quasi tutte le istituzioni ebraiche in Aretz fino all'indipendenza; poi gli arabi si impadronirono del termine e lo fecero loro, escludendocene. Buona ragione per abbandonarlo. E perché dire Cisgiordania (cis per contrasto a una Trans sottratta dagli inglesi nel '23 alla "Palestina", ora Giordania) e non Giudea e Samaria, secondo l'antico nome? Perché chiamare "territori" questi spazi (sottintendendo "palestinesi" o "occupati", cose che non sono)? Sosteniamo le nostre ragioni anche usando i nomi giusti.

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