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Rassegna Stampa
06.06.2010 Dopo Gaza: riporta a galla l' antisemitismo italiano
Gli articoli di Francesco Cramer, Roberto Fabbri

Testata:
Autore: Francesco Cramer-Roberto Fabbri
Titolo: «Sul sito dell'Idv l'Italia dei livori anti ebraici- I 'pacifisti' italiani sulla nave ? Antisemiti che negano l'Olocausto-»

Pacifisti italiani e antisemitismo, due articoli accurati sul GIORNALE di oggi, 06/06/2010, a pag13:

Francesco Cramer: " Sul sito dell'Idv l'Italia dei livori anti ebraici "

Di Pietro, de Magistris

RomaL’Italia dei livori si scopre antisemita. È bastato un editoriale dell’eurodeputato Luigi De Magistris tutto filoarabo, sul sito del partito, a dare il la. Poi ci hanno pensato i militanti dipietristi a suonare la grancassa: accuse a Israele, offese agli ebrei, applausi ad Ahmadinejad e persino apologia di Hitler e inni all’Olocausto. La pancia dell’elettorato Idv trasuda bile nei confronti dei nemici interni e non: Berlusconi, Stati Uniti e Tel Aviv, con un livello di odio che rasenta l’imbarazzo. Qualcuno prova a contenere la furia razzista ma viene subito bacchettato dai dipietristi ortodossi, in politica estera filoiraniani. Già il commento di De Magistris sull’episodio della Freedom Flotilla non lascia spazio a dubbi: «I pacifisti erano animati dal solo intento di rompere l’embargo e portare aiuti umanitari»; «La risoluzione approvata dall’Onu è troppo debole perché non condanna in modo esplicito il governo israeliano»; «Fa male registrare che il nostro Paese ha bocciato con gli Usa la commissione d’inchiesta su quanto accaduto»; «La Palestina è da anni abbandonata a se stessa»; «Israele deve metter fine all’occupazione della Palestina, favorire il ritorno dei profughi, accettare Gerusalemme divisa, metter fine all’embargo di Gaza». «Gaza è sola», è il grido di De Magistris che arriva a paragonare la situazione della Striscia mediorientale a quella di Praga nel ’68, invasa dai carriarmati sovietici. Musica per le orecchie degli italiavaloristi che si sfogano così: «Israele ha dimostrato al mondo intero chi comanda veramente. Loro possono fare tutto quello che vogliono perché godono della protezione del Dio-Denaro-Vaticano-Inglese-Israeliano». E non può mancare l’attacco al nostro governo: «È inaccettabile che un pugno di ebrei come Frattini metta il nostro Paese a fianco di Israele. È ora di cacciare dal nostro Paese Frattini e la mafia anglosassone israeliana, spie infiltrate del Mossad...». Ma c’è pure chi alla piega antisemita prova a controbattere. La risposta è secca e a tratti delirante: «Dopo i recenti massacri di innocenti civili, donne e bambini palestinesi da parte degli ebrei terroristi di Israele... Hitler non senza ragione voleva eliminare questi parassiti mangiapane a tradimento che non vogliono lavorare onestamente ma con l’inganno e la pornografia. Hitler... Che Iddio ti benedica». Il furore antisemita scuote qualcuno. Un altro internauta non ci sta: «Il pregiudizio impera su questo blog. Assurdo leggere che “gli ebrei erano dei predoni ecc...” e poi tacciare di ignoranza gli altri...». Non solo. Tale Rita si spinge oltre: «La Palestina potrebbe crescere senza Hamas. Dove sono i soldi che Arafat aveva nei conti svizzeri? Non dovevano servire per lo Stato Palestinese? Basta armi per sparare contro Israele: se la smettono, Israele non risponderà». Niente da fare. La stragrande maggioranza non ce la fa proprio a togliersi la kefiah dal collo: «Diciamo la verità - sostiene uno -... Gli ebrei hanno da sempre rotto le palle a tutto il mondo con la loro puzza sotto il naso e con la prima teorizzazione storica del “razzismo” definendosi “Popolo eletto da Dio”, cosa che indirettamente asserisce l’inferiorità degli altri popoli. Ma tranquilli... Tra poco dovranno se la dovranno vedere con i cinesi...». Un altro ancora ce l’ha con De Magistris: «Hai una posizione pacifista anti-israeliana e antiamericana più adatta a Sinistra e Libertà o al Partito comunista dei lavoratori che non a un partito che spero liberaldemocratico come l’Idv». E ancora: «L’unico posto in Medio Oriente dove gli arabi possono leggere qualsiasi giornale o guardare qualsiasi tv, andare con o senza velo, cambiare religione o cessare di praticarla senza essere uccisi, con uno Stato di diritto che giudica senza ricorrere alla Sharia è uno solo: si chiama Israele». Ma Diego ribatte così: «A proposito di Israele, vorrei vedere se l’Iran avesse fatto la stessa cosa... Giù minacce di guerra e ultimatum con l’ipocrita del millennio, Barack Obama, in prima fila a fare l’americano democratico. Dov’è lui adesso? Dico solo che Ahmadinejad, qualche volta, non sbaglia affatto». E sempre a proposito di Iran, sul sito dell’eurodeputata dipietrista Sonia Alfano, impazza una teoria dietrologica. Scrive Marina: «Io credo che Israele e l’America stiano studiando da tempo come attaccare l’Iran. Viste le difficoltà su vari piani per attaccarla direttamente, potrebbe essere questa mossa, del tutto impopolare, a scatenare una ritorsione da parte dell’Iran o di altre nazioni dell’area, dando la giustificazione a farlo... Mi ricordo di Pearl Harbor, del Golfo del Tonchino... Tutte false flag per aver la scusa di fare la guerra! Svegliamoci».

Roberto Fabbri: " I 'pacifisti' italiani sulla nave ? Antisemiti che negano l'Olocausto "

 Pacifisti? Opinabile. Antisemiti? Piuttosto difficile negarlo, anche se si industriano in tal senso con prose contorte sul web. Una visita al sito di TerraSantaLibera è comunque assai istruttiva. Può servire, ad esempio, a meglio comprendere chi sia la signora Angela Lano, sedicente pacifista che si trovava a bordo della nave turca «Mavi Marmara» presa d’assalto una settimana fa dagli incursori israeliani. O l’altro militante Giuseppe Fallisi.
La signora Lano, direttore dell’agenzia di stampa Infopal.it, è collaboratrice, come Fallisi, di TerraSantaLibera. Infopal.it non fa grandi sforzi per apparire imparziale rispetto alla questione palestinese: per loro ci sono dei cattivi assoluti (Israele) e delle vittime innocenti per definizione (i palestinesi). I loro collegamenti con Hamas, che ovviamente non considera un’organizzazione terroristica, sono documentati. Meno spesso si parla dei toni di odio antisemita che Infopal utilizza, e che come riporta il Foglio hanno spinto un personaggio come Mariano Mingarelli, leader di lungo corso della militanza filopalestinese in Italia, a prendere le distanze dalla Lano. Annunciando la propria rottura con Infopal, Mingarelli ha detto riferendosi alla sua direttrice: «Non voglio certi nomi accanto al mio». Stessa scelta hanno fatto gli antisionisti della rete Ebrei contro l’Occupazione.
Ma TerraSantaLibera.org merita sul serio una visita. Non tanto per gli insulti che vi si rivolgono al Giornale, pure interessanti. Piuttosto perché vi si trovano perle di antisemitismo davvero rare. Un sito sul quale Carlo De Benedetti, che sulla Repubblica ha appena ospitato un lungo articolo-reportage a firma Lano, viene qualificato di «ebreo sionista» o anche definito, con inconfondibile stile nazistoide, «l’ebreo De Benedetti». Un sito nel quale aleggia un clima negazionista dell’Olocausto e sul quale si rinvengono inviti a «investigare sull’11 Settembre» (il sottinteso rimanda alla leggenda del complotto ebraico), interviste e brani firmati da noti negazionisti come Roger Garaudy e Robert Faurisson. Dove si sostiene che l’Italia «è in mano ai più fedeli camerieri di Sion».
Ma non è tutto. Su TerraSantaLibera, che pretende di ispirarsi alla dottrina cattolica, il più celebre falso d’ispirazione antisemita della Storia viene soavemente definito «i cosiddetti falsi Protocolli di Sion» e l’ignobile opera complimentata per la sua «lungimirante lucidità». Vi si possono scaricare saggi negazionisti dei francesi Paul Rassinier e Serge Thion (quest’ultimo cacciato per attività antisemite dal Cnr francese). Appellandosi alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione vi vengono ospitati appelli alla cacciata dei «luterani-sodomiti» da una chiesa veronese loro concessa in uso dal vescovo locale. Non mancano le preghiere «per i perfidi giudei» (evidentemente ignorando che il Papa è stato di recente nella sinagoga romana in visita di amicizia) e la pubblicità di irrinunciabili testi come «Dal giudaismo rabbinico al giudeo-americanismo - il problema dell’ora presente» di un certo don Nitoglia e «Il martirio di padre Tommaso per mano giudaica», scritto nel 1896 ma evidentemente considerato di stretta attualità. Presente anche una “spiritosa” immagine di Gianfranco Fini e Gianni Alemanno con zucchetto ebraico in testa e il commento-didascalia «Piccoli neo-convertiti crescono e diventano rabbini».
Gli affezionati del genere possono delibarsi lo statuto di Hamas, dove si proclama la guerra santa contro gli ebrei usurpatori della Palestina. O apprezzare il testo integrale del discorso sull’assalto israeliano alla «Flottiglia della Libertà» del nuovo eroe di TerraSantaLibera, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha finalmente mondato il suo Paese da un’imbarazzante alleanza con Israele. Ma il sito cui collabora la “pacifista” Lano non se ne accontenta e va oltre: se Erdogan dice «Israele Stato terrorista», «noi aggiungiamo Stato canaglia».
La pacifista Lano, che ha firmato un appello in cui lo sterminio di sei milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale viene definito «cosiddetto olocausto», collabora coerentemente anche con la radio di Stato iraniana Irib, il cui corrispondente da Roma Hamid Masoumi Nejad è stato arrestato e posto sotto indagine per traffico d’armi tra l’Italia e l’Iran. È appena il caso di ricordare che l’Irib è il potente altoparlante del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che un giorno sì e l’altro pure ricorda al mondo che l’Olocausto se lo sono inventato gli ebrei e che Israele farà presto la brutta fine che si merita.
Dimenticavamo. Sulla «Mavi Marmara» c’era anche Mohammad Hannoun, attivista palestinese con casa a Genova dove presiede un’associazione «benefica» di solidarietà al popolo di Palestina. Fedele amico di Angela Lano e suo collaboratore su Infopal, Hannoun raccoglie fondi per Gaza che arrivano «anche a figli di terroristi suicidi». Ha detto al magistrato che «sono orfani come gli altri», il tenerone.

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