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Rassegna Stampa
15.11.2009 Abolire all'Onu il veto dei 5 grandi, per consegnarlo meglio nelle mani degli stati antidemocratici
La proposta viene dal Vaticano. Non ci stupisce

Testata:
Autore: La Redazione
Titolo: «Onu: Il vaticano»
Uscita oggi, 15/11/2009, senza grande risalto sui quotidiani, con l'eccezione del SOLE24ORE che la pubblica a pag.8 nella sezione esteri con la foto di Celestino Migliore, nunzio vaticano all'Onu, la dichiarazione della chiesa cattolica che chiede all'Onu di eliminare il diritto di veto dei 5 grandi. In pratica la consegna del consesso internazionale nelle mani degli stati dittatoriali e terroristi. Che sia giunto il momento di chiedere al Vaticano a che gioco stia giocando, ci sembra più che mai urgente. Anche perchè non è credibile che la chiesa non si renda conto del funzionamento dell'Onu, di fatto schiavo delle decisoni prese a maggioranza, il che vuol dire l'approvazione delle risoluzioni in base alla volontà dei terzomondisti. In gran parte stati musulmani, arabi, o comunque legati al fronte anti occidentale. Che ne facesse parte anche il Vaiticano, può stupire solo gli ingenui o coloro che sono accecati dalla fede.  Questa richiesta, se accolta, segnerebbe la fine di uno degli ultimi strumenti disponibili per fermare la politica degli stati canaglia. Ai quali, pare, debba aggiungersi oggi, ufficialmente, anche il Vaticano. Gradiremmo essere smentiti, ma non da dichiarazioni di fede oltraggiata, ma con orgomenti e fatti. Riprendiamo la notizia dal GIORNALE che ne fa un corretto riassunto:
 
 il nunzio apostolico Celestino Migliore
 
Il Vaticano scende in campo sulla riforma delle Nazioni Unite e chiede ufficialmente che sia limitato, se al momento è «irrealistico abolirlo», il diritto di veto dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna. La proposta è stata presentata da monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso il Palazzo di Vetro a New York, il quale ha sottolineato che l’uso del veto ha ostacolato, in più di una occasione, la pace. «In questa fase di negoziati intergovernativi - ha osservato l’arcivescovo Migliore, in un suo intervento di venerdì, rilanciato ieri dalla Radio Vaticana - l’abolizione del diritto di veto sembra essere meno praticabile. Una sua riforma è invece più opportuna e realistica».
«In tante occasioni - ha fatto notare il rappresentante vaticano - il suo impiego ha rallentato e addirittura ostacolato la soluzione di questioni cruciali per la pace e la sicurezza internazionale, permettendo la perpetrazione della violazione della libertà e della dignità umana. Troppo spesso - ha aggiunto - è la mancanza di intervento che provoca un danno reale. La riforma del diritto di veto è allora tanto più necessaria in un tempo in cui il «consenso multilaterale» continua ad essere in pericolo ed è ancora subordinato alle decisioni di pochi».
«I membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbero impegnarsi a non dare un veto in situazioni in cui sono implicati il genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e gravi violazioni del diritto umanitario internazionale», ha proseguito. «I membri permanenti dovrebbero mostrare grande responsabilità e trasparenza nell’esercizio del diritto di veto», ha aggiunto. «Una decisione sulla riforma del diritto di veto - ha concluso mons. Celestino Migliore - favorirebbe trasparenza, uguaglianza e giustizia, riflettendo i valori della democrazia e della reciproca fiducia nel lavoro del Consiglio di Sicurezza».
 
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